L'Aviazione Italiana dagli albori al 1923

14 febbraio 1920, parte il raid aereo Roma-Tokio

Il 14 febbraio 1920, due ufficiali del Regio Esercito, il sottotenente Arturo Ferrarin e il tenente Guido Masiero accompagnati dai motoristi Cappannini e Maretto partono a bordo di 2 velivoli S.V.A. 9 del Corpo Aeronautico, in legno e tela privi di cabina chiusa, per quello che passerà alla storia come il raid aereo Roma-Tokyo. Lo stesso era in realtà cominciato il 8 gennaio quando due squadroni: il primo composto da cinque caccia SVA 9, il secondo da quattro bombardieri Caproni decollarono dall’aeroporto romano di Centocelle. Fino al 2 febbraio partirono altri valorisi equipaggi ma nessuno di essi oltrepassò il confine siriano

L’idea del raid venne lanciata nel marzo 1919 dal poeta-soldato Gabriele D’Annunzio, idea nata dall’incontro del Vate durante la Grande Guerra, con il poeta giapponese Harukichi Shimoi, arruolatosi negli Arditi del Regio Esercito. Il primo, già protagonista del volo su Vienna era inizialmente intenzionato a realizzare l’impresa in prima persona e per tale motivo venne aiutato e sostenuto dal governo italiano, che vedeva in questo volo la possibilità di distrarre lo stesso dall’avventura di Fiume. Nonostante l’idea lo stimolasse molto, D’Annunzio decise di andare a Fiume, ma il progetto del raid non venne accantonato e vennero fatti tutti i preparativi necessari.

Prima di proseguire nella narrazione del raid Roma-Tokio ricordiamo che Italiani in guerra ha dedicato un post alla figura del poeta giapponese che combatté con gli Arditi nella Grande Guerra, articolo che chi volesse può leggere seguendo il link sottostante:

Harukichi Shimoi, un samurai tra gli arditi

L’impresa dei due piloti italiani, passando dalla prima tappa a Gioa di Valle in Puglia, per Valona, Smirne, Aleppo, Baghdad, Bassora, Karachi, Dehli, Calcutta, Canton, Shangai, Pechino, Seul, Osaka e molte altre città si concluderà il 31 maggio dello stesso anno nella capitale dell’Impero nipponico dopo aver coperto 18.000 km a tappe, in oltre cento ore di volo. Occorre precisare che a giungere a Tokio, con il solo ausilio del mezzo aereo saranno il solo Ferrarin, con il motorista Gino Cappannini, mentre l’equipaggio di Masiero affrontò la tratta tra Delhi e Calcutta in treno ed il tragitto tra Canton e Shanghai in nave. Ben undici saranno gli equipaggi impegnati nella straordinaria impresa e due aviatori, il tenente pilota Giuseppe Grassa e il capitano Mario Gordesco perderanno la vita nel tentativo di portarlo a termine. Questo è l’elenco di tutti coloro che fecero parte della stessa:

  • Tenente Edoardo Scavini, sottotenente Carlo Bonalumi, biplano Caproni Ca.33
  • Tenente Luigi Garrone, tenente Enrico Abba, motoristi Alfredo Momo e Alfredo Rossi, triplano Caproni Ca.40
  • Tenente Leandro Negrini, sottotenente Giovanni Origgi, motorista Dario Cotti, biplano Caproni Ca.33
  • Tenente Virginio Sala, tenente Innocente Borello, motorista Antonio Sanità, biplano Caproni Ca.44
  • Tenente Guido Masiero, motorista Roberto Maretto, biplano Ansaldo SVA 9
  • Tenente Arturo Ferrarin, motorista Gino Cappannini, biplano Ansaldo SVA 9
  • Tenente pilota Giuseppe Grassa, capitano Mario Gordesco, biplano Ansaldo SVA 9
  • Capitano Umberto Re, operatore cinematografico Bixio Alberini, biplano Ansaldo SVA 9
  • Capitano Ferruccio Ranza, motorista Brigidi, biplano Ansaldo SVA 9
  • Tenente Amedeo Mecozzi, tenente Bruno Bilisco, biplano Ansaldo SVA 9
  • Tenente Ferruccio Marzari, motorista Giuseppe Da Monte, biplano Ansaldo SVA 9

Arturo Ferrarin sulla sua fantastica avventura ha scritto un libro intitolato “il mio volo Roma-Tokio” di cui sotto riportiamo la recensione ufficiale:

Il 14 febbraio del 1920, con il decollo alle ore 11 dall’aeroporto di Centocelle su due biplani S.V.A. ai comandi dei piloti italiani Arturo Ferrarin e Guido Masiero, ebbe inizio quello che sarà ricordato negli anni come il “Raid Roma-Tokyo”, concluso dopo oltre tre mesi con l’arrivo nella capitale giapponese il 30 maggio 1920. All’impresa presero parte quattro Caproni e sette S.V.A. che partirono alla spicciolata a iniziare dal gennaio 1920. I Caproni furono costretti ad interrompere il raid nell’Asia Minore. I piloti Ferrarin e Masiero, su due S.V.A., partirono il 14 febbraio, gli altri S.V.A. il 14 marzo ma dopo le prime tappe furono costretti ad abbandonare la partita. Due piloti persero la vita in un incidente. Solo Ferrarin riuscì a compiere regolarmente e con lo stesso velivolo l’intero percorso, poiché Masiero, che aveva subito un grave incidente a Canton, uscendone per fortuna illeso, dovette superare in piroscafo il tratto Canton-Shanghai e proseguire poi per Tokyo con un aereo di ricambio.

Il raid Roma-Tokio non sarà l’unica impresa portata a termine da Arturo Ferrarin che nel 1928, con il capitano Carlo Del Prete, a bordo di un velivolo terrestre monomotore Savoia-Marchetti S.64, conquistò il primato mondiale di durata di volo in circuito chiuso (7666 km in 58 h 37 min) ed il primato di distanza senza scalo da Montecelio (Roma) a Touros (Brasile), percorrendo in 49 h 19 min, la distanza di ben 7188 km. Per questa impresa ricevette numerose onorificenze straniere e fu decorato di medaglia d’oro al valore aeronautico:

«Nel luglio 1928 conquista il record mondiale di distanza in linea retta (7.188 km) dall’aeroporto di Montecelio a Natal in Brasile»

Alcune scuole italiane sono state intitolate a Ferrarin a Thiene, Milano, Venegono Superiore, Guidonia, Induno Olona, Bellaria-Igea Marina e un istituto tecnico aeronautico a Catania. Portano il nome di Arturo Ferrarin l’aeroporto di Venegono Inferiore, l’aeroporto e l’Aeroclub di Thiene. Nel 1929 il celebre scultore Adolfo Wildt scolpì un busto del pilota che lo ritrae nelle vesti di aviatore.Nel 2020, per il centenario del raid, l’Aeronautica Militare Italiana ha dedicato una livrea speciale sfoggiata da cinque SIAI S.208M del 60º Stormo di Guidonia, con sulla coda l’immagine di Arturo Ferrarin e una coccarda con i colori italiani (invertiti rispetto alla coccarda della forza armata) e nipponici.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci Vi diamo appuntamento al prossimo. Mi piace e commenti e/o suggerimenti su come migliorare l’articolo e il blog in generale saranno molto graditi.

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