2^ G.M. I bollettini di Guerra

I bollettini di guerra del 25 gennaio 1940-41-42

Il Bollettino del Quartier Generale delle Forze armate venne diramato in Italia a partire dall’ 11 giugno 1940, per un totale di 1.201 comunicati. Esso, come venne indicato nelle disposizioni ufficiali, a partire dal 15 giugno 1940, sarà diramato alle ore 13 e conterrà tutto quanto concernente lo svolgimento delle operazioni sino alle ore 24 del giorno precedente.

Il 19 novembre 1940 venivano diramate con il Foglio di disposizioni n. 5 del P.N.F. le direttive riguardo al contegno da tenere durante l’ascolto del Bollettino di guerra, che prescriveva fra l’altro:

Nei pubblici ritrovi, allorchè viene trasmesso per radio il Bol­lettino di guerra, i fascisti presenti lo ascoltino in piedi. Il pubblico non tarderà a uniformarsi a questa esempio di compren­sione e di stile.

Noi abbiamo scelto di pubblicare gli stessi, raggruppando in un unico post tutti i bollettini emessi in quel giorno specifico, per tutti gli anni del conflitto mondiale.

  • Bollettino n. 232

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 25 gennaio 1941:

Gli ultimi reparti che nel settore occidentale di Tobruk opponevano una disperata resistenza all’attacco nemico, sono stati sopraffatti nella giornata di ieri. Le forze che si trovavano nella piazzaforte di To­bruk si componevano di una divisione di fanteria, la Sirte, di un battaglione di guardie alla frontiera, di un battaglione di Camicie Nere, di reparti di marinai e artiglieri: un totale di 20 mila uomini circa. Queste forze hanno resistito per 19 giorni al triplice incessante bombardamento dalla terra, dal mare e dall’aria e hanno tenuto testa per quattro giorni all’assalto finale. Le nostre artiglierie hanno spa­rato sino all’ultimo proiettile e hanno prodotto larghi vuoti nei re­parti australiani. Anche le nostre perdite in uomini e in materiali sono state forti. Secondo una radio – comunicazione del nemico sono stati sgombrati da Tobruk oltre duemila feriti italiani. Nel­la battaglia di Tobruk che è stata durissima, secondo la stessa con­fessione nemica, le forze armate d’Italia hanno eroicamente combat­tuto. Dopo Tobruk la battaglia si è spostata ad ovest, dove puntate di mezzi corazzati nemici sono state respinte dal nostro fuoco, al quale si è aggiunto il bombardamento e il mitragliamento effettuato dalla nostra aviazione; un aereo nemico tipo Blenheim è stato abbat­tuto dalla nostra caccia. Sul fronte greco, nonostante sfavorevoli con­dizioni atmosferiche, sono state conquistate con azioni di carattere locale importanti posizioni e sono state inflitte al nemico perdite sensibili in prigionieri ed armi automatiche.

Nell’Africa orientale sono continuati i combattimenti sulla fronte del Sudan nelle zone di Cherù e di Aicotà, validamente appoggiati dai nostri reparti aerei.

Formazioni da bombardamento del C.A.T. hanno attaccato nel tardo pomeriggio di ieri una formazione navale nemica nel Mediterraneo centrale. Dai primi accertamenti un incrociatore nemico pesante ri­sulta colpito a poppa con una bomba di grosso calibro. In Atlantico un nostro sommergibile al comando del capitano di corvetta Carlo Alberto Teppati ha affondato il piroscafo greco Eleni di 6.000 ton­nellate. Un altro sommergibile, al comando del capitano di corvetta Salvatore Todaro, ha affondato dopo aspro combattimento l’incrocia­tore ausiliario inglese Emoeus di 7.000 tonnellate, carico di truppe.

  • Bollettino n. 602

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 25 gennaio 1942:

Nella giornata di ieri violenti combattimenti si sono svolti ad est e sud – est di Agedabia.

Le unità motocorazzate dell’Asse hanno accerchiato e distrutto al­cune formazioni corazzate nemiche. Il bottino complessivo sino a ieri sera consiste in 80 cannoni, 143 carri armati; fra questi, alcuni da 28 tonnellate, di fabbricazione americana; molti dei carri armati catturati sono efficienti e vengono impiegati dai nostri reparti. No­tevole, ma non ancora precisato, il numero dei prigionieri.

Durante le operazioni, le unità terrestri hanno abbattuto o distrutto al suolo undici velivoli inglesi.

Le formazioni aeree italo – germaniche, che validamente cooperano alla lotta delle divisioni motocorazzate, hanno attaccato le retrovie nemiche martellando campi d’aviazione e concentramenti di mezzi meccanizzati; un Hurricane, costretto ad atterrare, si é incendiato. Nel Mediterraneo centrale unità della nostra flotta, di scorta ad un convoglio, hanno abbattuto due aerosiluranti avversari; un terzo aero­silurante ed un apparecchio del tipo Beaufighter sono stati distrutti dalla caccia germanica. Alcuni membri degli equipaggi hanno po­tuto essere salvati e catturati.

Sono proseguite le azioni di distruzione delle attrezzature portuali degli apprestamenti bellici di Malta.

Aerei inglesi hanno lanciato nella scorsa notte spezzoni incendiari su Catania e Comiso, senza danno di persone o di cose. L’equipaggio di un aeroplano, precipitato nel mare di Noto, è stato fatto pri­gioniero.

 Bollettino n. 975

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 25 gennaio 1943:

Nella Tripolitania occidentale, limitata attività fra elementi avanzati nemici e nostre unità di retroguardia.

I nostri movimenti continuano a svolgersi regolarmente verso il nuo­vo schieramento.

Formazioni di bombardieri hanno violentemente battuto il porto e l’aerodromo di Tobruk, provocando notevoli incendi.

Azioni locali, in vari tratti del settore tunisino, si sono concluse a van­taggio dei reparti dell’Asse; uno Spitfire é stato distrutto dalla caccia germanica.

L’aviazione avversaria ha sganciato alcune bombe sulla periferia di Palermo e su Porto Empedocle: nessun danno nella prima località; qualche edificio civile colpito nella seconda, ove 3 degli aerei attac­canti venivano abbattuti.

Dalle operazioni belliche 2 nostri velivoli non sono ritornati alle basi.

Nelle acque algerine, un sommergibile, al comando del tenente di vascello Giulio Scano, ha colpito con due siluri e affondato un grosso piroscafo nemico, navigante in convoglio.

 

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