1^ G.M. I fatti generali

23 gennaio 1867, nasce Maria Bergamas

Forse a qualcuno il nome di questa Donna non dirà molto, ma ella ebbe un ruolo importante nella storia d’Italia e della della Grande Guerra in particolare. Maria Bergamas nasce il 23 gennaio 1867 a Gradisca d’Isonzo, a quei giorni facente parte dell’Impero austro-ungarico, perciò suo figlio Antonio fu arruolato nell’esercito austriaco. Nel 1916 egli disertò, fuggì in Italia e si arruolò volontario nel 137º reggimento fanteria della Brigata Barletta con il nome di Antonio Bontempelli, una falsa identità imposta dal Regio Esercito per accogliere gli irredentisti. Mentre guidava, con i gradi di sottotenente il suo plotone all’attacco del monte Cimone di Marcesina, il 16 giugno 1916, fu raggiunto e ucciso da una raffica di mitraglia.

Al termine della dura battaglia, nelle sue tasche fu trovato un biglietto nel quale si pregava di avvisare dell’avvenuta morte il sindaco di San Giovanni di Manzano, l’unica persona al corrente della sua reale identità. La salma di Antonio Bergamas fu dunque riconosciuta e sepolta assieme agli altri caduti nel cimitero di guerra di Marcesina sull’Altipiano dei Sette Comuni. Tuttavia, a seguito di un violento bombardamento che distrusse il cimitero, Bergamas e i compagni periti con lui risultarono ufficialmente dispersi, andando ad ingrossare le file giù molto folte dei valorosi caduti, a cui non era stato possibile dare la sepoltura con un nome. Passano ancora molti mesi di combattimenti all’ultimo sangue, poi finalmente la Grande Guerra finisce con la vittoria delle nostre armi e la rovina degli Imperi centrali con la definitiva dissoluzione di tutti e tre.

Il Regno d’Italia fu la prima nazione a istituire ufficialmente una giornata per commemorare la fine della Grande Guerra e onorare coloro che per la Patria avevano dato la vita e naturalmente come data venne scelta quella del 4 novembre, corrispondente con l’entrata in vigore dell’armistizio con l’Impero austro-ungarico, mentre le altre potenze vincitrici sceglieranno la data dell’11 novembre, giorno in cui venne siglato l’armistizio di Compiègne, con la Germania. Istituita nel 1919, la celebrazione del 4 novembre è l’unica festa nazionale che abbia attraversato decenni di storia italiana: dall’età liberale, al Fascismo, all’Italia repubblicana. La Grande Guerra fu la più tremenda per numero di morti e proprio per questo moltissimi furono i morti ignoti a cui non fu possibile dare un nome. L’idea di onorare i caduti in una salma di soldato ignoto fu italiana, enunciata il 10 agosto 1920 dal generale di origine nizzarda Giulio Dohuet, ma fu realizzata per prima in Francia, sotto l’arco di trionfo a Parigi e in Inghilterra all’abbazia di Westminster.

In Italia dopo ampia discussione fu deciso che la salma di quello che sarebbe passato alla storia come “milite ignoto” sarebbe stata tumulata al Vittoriano, il cosiddetto Altare della Patria e che la cerimonia si sarebbe dovuta svolgere il 4 novembre 1921, terzo anniversario della Vittoria. La salma doveva essere scelta tra undici senza nome e raccolte in undici significativi teatri di guerra e precisamente Trentino, Cadore, Alto Isonzo, Altopiani di Asiago, Pasubio, Grappa, Gorizia, San Michele, Montello Monfalcone e Basso Piave. Deputata ad effettuare la scelta su quale fra gli undici feretri, austeri e disadorni, tutti uguali fu proprio Maria Bergamas, in rappresentanza di tutte le donne italiane, mamme e spose di soldati dispersi nella Grande Guerra.

Nell’antica basilica di Aquileia il 28 ottobre 1921, nel corso di una suggestiva cerimonia, Maria Bergamas fece la scelta, cadendo in ginocchio davanti alla bara numero dieci e abbracciando quel feretro e chiamando il figlio per nome. Il feretro del Milite Ignoto, con un viaggio di 4 giorni, fra ali di folla commossa, in preghiera, inginocchiata sui binari, attraversò l’Italia e il 4 novembre 1921 fu tumulato a Roma e precisamente all’Altare della Patria presso il Vittoriano. La cerimonia di tumulazione del Milite Ignoto durante la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate si svolse con la partecipazione di una folla immensa e con le bandiere dei reggimenti di fanteria che omaggiano la salma del Milite Ignoto.

Maria Bergamas morirà a Trieste il 22 dicembre 1953 e il suo corpo sepolto nel cimitero degli Eroi dietro l’abside della basilica nella terra consacrata di Aquileia, Mater Patriae, simbolo di ogni madre, ogni sposa, ogni figlia , ogni donna d’Italia e sepolta accanto alle dieci salme residue. Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci Vi diamo appuntamento al prossimo. Mi piace e commenti e/o suggerimenti su come migliorare l’articolo e il blog in generale saranno molto graditi.

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