2^ G.M. I bollettini di Guerra

I bollettini di guerra del 25 novembre 1940-41-42

Il Bollettino del Quartier Generale delle Forze armate venne diramato in Italia a partire dall’ 11 giugno 1940, per un totale di 1.201 comunicati. Esso, come venne indicato nelle disposizioni ufficiali, a partire dal 15 giugno 1940, sarà diramato alle ore 13 e conterrà tutto quanto concernente lo svolgimento delle operazioni sino alle ore 24 del giorno precedente.

Il 19 novembre 1940 venivano diramate con il Foglio di disposizioni n. 5 del P.N.F. le direttive riguardo al contegno da tenere durante l’ascolto del Bollettino di guerra, che prescriveva fra l’altro:

Nei pubblici ritrovi, allorchè viene trasmesso per radio il Bol­lettino di guerra, i fascisti presenti lo ascoltino in piedi. Il pubblico non tarderà a uniformarsi a questa esempio di compren­sione e di stile.

Noi abbiamo scelto di pubblicare gli stessi, raggruppando in un unico post tutti i bollettini emessi in quel giorno specifico, per tutti gli anni del conflitto mondiale.

  • Bollettino n. 171

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 25 novembre 1940:

Sul fronte greco, efficaci contrattacchi da parte di nostri elementi. La nostra aviazione ha effettuato bombardamenti sulle posizioni ne­miche, particolarmente lungo la costa dell’Epiro. Aerei nemici han­no eseguito un’incursione su Durazzo, causando qualche ferito e lievi danni. Un velivolo avversario è stato abbattuto. La nostra caccia, inseguito e raggiunto un bimotore nemico tipo Wellington, lo ha abbattuto in mare a nord di Malta. Una nostra squadriglia da caccia ha effettuato una incursione a volo radente sull’aeroporto di Micab­ba, mitragliando numerosi velivoli alla periferia del campo; tre di essi si sono subito incendiati. L’incendio, propagatosi rapidamente, ha provocato varie esplosioni violentissime ed ha assunto propor­zioni notevoli, visibili sino dalle coste della Sicilia. Tutti i nostri velivoli sono rientrati.

Nostri velivoli hanno attaccato la base navale di Alessandria d’Egitto, colpendo ripetutamente gli obiettivi del porto. Altri velivoli hanno portato la loro offesa sugli apprestamenti militari nella zona a sud di Marsa Matruh. Aerei nemici hanno lanciato bombe su Tobruk e su Bardia, causando lievi danni e qualche ferito in quest’ultima località; su Derna, colpendo una colonia marina e causando cinque morti e due feriti. Ad Apollonia è stato attaccato con bombe e mitragliato a bassa quota un ospedale recante visibilissimi i segni della Croce Rossa. Si lamenta un ferito. Un velivolo tipo Blenheim, rag­giunto dalla nostra caccia ad est di Amseat, è stato abbattuto in fiamme.

  • Bollettino n. 541

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 25 novembre 1941:

Sul campo di battaglia della Marmarica le forze dell’Asse hanno anche ieri aspramente combattuto per tutta la giornata. Nella zona di Bir el Gobi, a conclusione di una manovra di accerchiamento iniziata il giorno 23, la divisione Ariete e le divisioni corazzate te­desche hanno annientato la 22a brigata corazzata inglese: sono stati catturati altri prigionieri e si sta procedendo all’ulteriore rastrella­mento del terreno, disseminato di carri armati britannici immobilizzati o incendiati. Nulla di variato nell’investimento della piaz­zaforte di Tobruk dalla quale il nemico, con appoggio d’artiglieria e aviazione, ha effettuato puntate di carri armati, tutte respinte dalle nostre truppe: sono stati distrutti dodici carri e abbattuti tre aerei.

Sul fronte di Sollum le truppe italo – tedesche hanno sostenuto fer­mamente gli attacchi che l’avversario ha incessantemente rinnovato con l’impiego di nuove divisioni fatte affluire da oriente. E’ da se­gnalare il magnifico comportamento della divisione Savona che com­batte accanitamente e mantiene il possesso dei principali caposaldi. Le aviazioni alleate si sono prodigate nella battaglia, concorrendovi con intense azioni di bombardamento e mitragliamento. Anche la piazza ed il porto di Tobruk sono stati ripetutamente bombardati dall’aria. In combattimenti aerei la nostra aviazione ha fatto preci­pitare in fiamme otto apparecchi nemici; altri dodici sono stati ab­battuti da quella germanica, che ne ha anche incendiati sei al suolo. Nel complesso della dura giornata sono state inflitte gravi perdite al nemico in uomini, mezzi motocorazzati e materiali. Anche le nostre perdite sono sensibili.

Nel sud cirenaico, il piccolo presidio dell’oasi di Gialo resiste con tenacia alla pressione dell’avversario. La nostra aviazione ha ancora sottoposto ad intensa offesa la formazione autocarrata che ha pun­tato sull’oasi: numerosi altri automezzi della colonna nemica sono stati colpiti ed incendiati.

Velivoli inglesi hanno effettuato incursione, senza causare vittime e arrecando soltanto leggeri danni, su Tripoli, Bengasi e qualche minore abitato della Libia. Nel cielo di Tripoli un nostro caccia ha abbattuto un Blenheim.

In Sicilia nel pomeriggio di ieri, l’artiglieria contraerea ha abbattuto un Hurricane, il cui pilota è stato catturato.

Nell’Africa orientale, il nemico ha preso contatto con le posizioni avanzate della piazza di Gondar ed ha effettuato azioni aeree e d’ar­tiglieria sulle nostre difese, che hanno attivamente reagito. Sulla fronte settentrionale della Piazza, davanti al caposaldo di Chercher (Ualag), elementi avversari sono stati attaccati e dispersi dai nostri reparti.

  • Bollettino n. 914

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 25 novembre 1942:

In Cirenaica il maltempo ha limitato l’attività terrestre ed aerea da ambo le parti.

Intensificata azione di pattuglie nel settore tunisino; la caccia ita­liana abbatteva uno Spitfire in combattimento.

Nelle acque algerine nostre formazioni di aerosiluranti, operando in successive ondate contro un convoglio nemico, affondavano un transatlantico da 20.000 tonnellate, un mercantile da 6.000 e un terzo di medio tonnellaggio. Le suddette formazioni erano al comando del maggiore Francesco Campello, del capitano Giuseppe Zucconi, del tenente Alessandro Setti, del tenente Giovanni Scarpati e del sottotenente Romano Bazza.

Due nostri velivoli non sono tornati alle basi dalle varie missioni di guerra.

Un sommergibile, comandato dal tenente di vascello Mario Priggione, forzata la rada di Bougie, ha lanciato a distanza ravvicinata tre siluri contro un cacciatorpediniere colandolo a picco. Altro sommergibile, al comando del tenente di vascello Alpinolo Cinti, intercettava al largo di Cap de Fer (Algeria) una formazione avversaria, silurando un piroscafo di grosso tonnellaggio che si ina­bissava.

A tarda sera del 24 aerei nemici hanno sorvolato il cielo di Trapani: le batterie contraeree prontamente entrate in azione, facevano precipitare un Blenheim, due componenti del cui equipaggio venivano catturati.

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