1^ G.M. le operazioni sul Piave

16 novembre 1917, il battesimo del fuoco dei “ragazzi del ’99”

Il generale Armando Diaz, da pochi giorni nominato nuovo Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito Italiano, nel suo ordine del giorno del 18 novembre 1917 così scriveva:

«I giovani soldati della Classe 1899 hanno avuto il battesimo del fuoco. Il loro contegno è stato magnifico e sul fiume che in questo momento sbarra al nemico le vie della Patria, in un superbo contrattacco, unito il loro ardente entusiasmo all’esperienza dei compagni più anziani, hanno trionfato. Alcuni battaglioni austriaci che avevano osato varcare il Piave sono stati annientati: 1.200 prigionieri catturati, alcuni cannoni presi dal nemico sono stati riconquistati e riportati sulle posizioni che i corpi degli artiglieri, eroicamente caduti in una disperata difesa, segnavano ancora.
In quest’ora, suprema di dovere e di onore nella quale le armate con fede salda e cuore sicuro arginano sul fiume e sui monti l’ira nemica, facendo echeggiare quel grido “Viva l’Italia” che è sempre stato squillo di vittoria, io voglio che l’Esercito sappia che i nostri giovani fratelli della Classe 1899 hanno mostrato d’essere degni del retaggio di gloria che su loro discende
Zona di guerra, 18 novembre 1917 – Il Capo di S.M. dell’Esercito A. Diaz»

Quelli che passarono alla Storia come i “ragazzi del ’99” erano i giovanissimi nati nel 1899, che nel 1917 avrebbero compiuto 18 anni. Chiamati a combattere per effetto del Decreto Luogotenenziale n. 112, i circa 265 mila giovani si schierarono, dopo la disastrosa disfatta di Caporetto nell’anno più buio di tutta la Grande Guerra, su quella che doveva essere la linea invalicabile, quella del Piave. Si trattava dell’ultima delle ventisette classi, la più vecchia sarà quella degli uomini nati nel 1874, che verrà chiamata a dare il suo contributo durante la Grande Guerra.

Il 16 novembre 1917 fu il giorno del loro “Battesimo del fuoco” e nei mesi successivi i “ragazzi del ’99” compiranno il loro dovere e anche oltre, accanto ai loro commilitoni più “vecchi”, sui campi di battaglia del Piave, del Grappa, del Montello, fino alla Battaglia finale quella di Vittorio Veneto”. Moltissimi di loro persero la loro giovane vita sui campi di battaglia, morendo prima ancora di aver imparato a vivere.

L’encomio citato a inizio post, venne successivamente tramutato in Croce al Valor Militare e a ben undici di questi soldati-ragazzini, furono assegnate medaglie d’oro al valore. Nel 1974 a Bassano del Grappa, venne inaugurato il monumento nazionale che ricorda i “ragazzi del ‘99”, il cui ultimo testimone, il caporal maggiore della Brigata Sassari e Cavaliere di Vittorio Veneto, Giovanni Antonio Carta, è scomparso a 107 anni nel 2007.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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