Italia coloniale

15 novembre 1869, viene posta la prima pietra del colonialismo italiano

Il 15 novembre 1869, l’esporatore Giuseppe Sapeto in rappresentanza dell’armatore genovese Raffaele Rubattino, d’accordo con il governo italiano, acquista una area nella baia di Assab, nell’odierna Eritrea. Esso costituirà come recita il titolo del nostro post, il primo possedimento coloniale italiano, ufficializzato circa 13 anni dopo e precisamente il 10 marzo 1882, quando la baia verrà acquistata direttamente dal Governo italiano.

Questo è il testo del contratto sottoscritto fra i Sultani di Assab e Giuseppe Sapete:

Gloria a Dio.
Essendo il giorno di lunedì undecimo del mese di sciaban dell’anno 1286 secondo il computo degli islamiti, e il giorno quindici del mese di novembre dell’anno 1869 secondo l’era degli europei, Hassan-ben-Ahmad, Hbrahim-ben-Ahmad, fratelli e il signor Giuseppe Sapeto, resisi a bordo del Nasser-Megid, barca di Said-Uadh, e fatto atto di presenza, stipularono quanto segue al cospetto di testimoni:

1° I fratelli sopradetti Hassan-ben-Ahmad e Hbrahim-ben-Ahmad, sultani di Assab, hanno venduto e vendono al signor Giuseppe Sapeto anzidetto, il territorio compreso tra il monte Ganga, il capo Lumah e i due suoi lati;
Perlocché il dominio del detto territorio apparterrà al signor Giuseppe Sapeto tostoché questi ne avrà sborsato il prezzo, avendoglielo essi spontaneamente venduto, volontariamente e con retta intenzione.

2° I fratelli suddetti giurano sul Corano della Distinzione, che né essi né la gente loro faranno perfidie agli europei che verranno ad abitare il paese di proprietà del signor Giuseppe Sapeto.

3° Il signor Giuseppe Sapeto compra il detto luogo per 6 mila talleri, lasciando perciò 250 talleri di caparra ai venditori, obbligandosi a pagare i rimanenti 5750 talleri fra cento giorni decorrenti dal 1° di ramadan fino al 10 del mese di beggiah. Che se il signor Giuseppe non tornasse più, né altri venisse in sua vece nel tempo fissato, la caparra andrebbe perduta. I fratelli poi soprannominati non potranno vendere ad altri il detto luogo, avendolo già venduto al signor Giuseppe Sapeto, ed accordandogli cento giorni al pagamento del prezzo suo.

Questo è il contratto passato tra il signor Giuseppe Sapeto e i fratelli Hassan-ben-Ahmad e Hbrahim-ben-Ahmad, alla presenza dei testimoni Mahamad Abdi, Ahmad-Alì, Said-Avad, scrivano, Abh-Allah-ben-Duran.

Accettato e sottoscritto dai contraenti:

Hassan-ben-Ahamad
Hbrahim-ben-Ahmad
Giuseppe Sapeto

Giuseppe Sapeto, in qualità di Rappresentante della Compagnia Rubattino coadiuvò le prime fasi logistiche dell’insediamento di Assab, sotto la guida del Capitano De Amezaga, sino alla nomina alla carica di Commissario italiano di Assab di Gustavo Branchi. La città di Genova, città in cui morì nel 1895, e Roma gli hanno intitolato rispettivamente una via nel quartiere di San Martino e una piazza centrale.

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