1^ G.M. I fatti generali

11 novembre 1918, finisce la Prima Guerra Mondiale

L’11 novembre 1918 la Germania, da due giorni diventata una repubblica dopo l’abdicazione del “Kaiser” l’imperatore Guglielmo II, firmò l’armistizio in un vagone ferroviario a Compiègne-Rethondes, nell’Alta Francia. Con questo atto la Grande Guerra era ufficialmente finita, dopo che un numero impressionante di uomini, valutati fra 16 e 17 milioni perse la vita sui campi di battaglia francesi, italiani e di molti altri fronti minori

Il più grande conflitto che la storia dell’umanità avesse fino a quel momento conosciuto, aveva decretato la caduta di quattro imperi, che da secoli dominavano la storia del vecchio continente e ridisegnato la carta geografica europea e in parte del mondo intero. Erano crollati i secolari Impero Ottomano e Austro-Ungarico, la Russia degli Zar sostituita dal primo paese socialista al mondo e l’Impero più giovane dei quattro quello tedesco, nato solo il 18 gennaio del 1871.

L’armistizio entrato in vigore alle ore 11 dell’undicesimo giorno, dell’undicesimo mese dell’anno, oltre alla caduta dei quattro imperi e alla nascita di molte nuove entità statali nel continente europeo, incoronerà la giovane nazione degli Stati Uniti come nuova guida per l’Occidente e del Mondo intero e finirà per gettare le basi del successivo e ancor più sconvolgente conflitto che si svilupperà solo poco più di vent’anni dopo, la Seconda Guerra Mondiale.

Il 7 novembre dell’anno successivo Giorgio V re di Gran Bretagna, d’Irlanda e dei Dominion britannici d’oltremare, nonché Imperatore d’India istituiva l’11 novembre, il Remembrance Day (o Armistice Day), per commemorare la fine della Grande Guerra e altri conflitti. Il giorno dedicato specificamente agli appartenenti alle forze armate che vennero uccisi durante la guerra, viene tutt’ora celebrato nei paesi del Commonwealth e in diversi stati europei fra cui Francia e Belgio.

Le tradizioni britanniche, canadesi, sudafricane, australiane e neozelandesi comprendono due minuti di silenzio all’undicesima ora dell’undicesimo giorno dell’undicesimo mese perché, come abbiamo appena ricordato, fu quello il momento in cui l’armistizio divenne effettivo. Dopo il 1945 i due minuti ricordano rispettivamente i caduti della prima e della seconda guerra mondiale mentre prima di quella data, il silenzio era di un minuto solo.

Nel Regno Unito la commemorazione ufficiale è stata fissata la seconda domenica dello stesso mese e prende il nome di Remembrance Sunday. In questo giorno l’evento principale è rappresentato dalla cerimonia che si tiene a Londra presso il Cenotafio di Whitehall, alla quale partecipano i membri della Famiglia Reale, oltre a rappresentanti del Governo, della Chiesa, delle Forze Armate e di altre organizzazioni.

Prima di chiudere il nostro post vogliamo parlare di una curiosità legata alla fine della prima guerra mondiale e in particolar modo al Remembrance Day. Nei giorni immediatamente precedenti nei paesi del Commonwealth è usanza abbellire i luoghi dove si terranno le manifestazioni ufficiali con un gran numeri di papaveri comuni, tant’è che la giornata è conosciuta anche con il nome di Poppy Day (Giorno dei Papaveri).

Durante il conflitto, sui campi di battaglia europei vi fu una diffusione massiccia di papaveri comuni, aiutata dai nitrati presenti negli esplosivi, che fungevano da fertilizzante, che andava ben oltre la norma. Grazie a una poesia che parlava dei “papaveri di guerra” e all’idea di una professoressa americana, il fiore divenne il simbolo del sacrificio dei soldati e gli stessi vennero venduti massicciamente per usare il ricavato a favore dei reduci e delle loro famiglie.

La tradizione vuole che gli uomini indossino il fiore sul lato sinistro del petto, il posto dove si collocano le medaglie al valore in tempo di guerra, mentre le donne lo pongono sul lato destro. Il famoso papavero messo in vendita dalla Royal British Legion, ‘organizzazione di beneficenza britannica, ha fatto la sua prima apparizione sulle casacche del massimo campionato inglese, la Premier League nella stagione 2007-2008 e da allora in poi si è abitualmente indossato.

Analogamente in Francia, uno dei paese che ebbe un numero altissimo di morti, feriti e mutilati durante la Grande Guerra, il simbolo della memoria e della solidarietà verso i veterani della Prima guerra mondiale, le vittime, le vedove e gli orfani, è rappresentato dal Bleuet de France, il fiordaliso. Insieme al papavero esso era l’unico fiore che riusciva a prosperare sui campi di battaglia ed essi erano forse l’unica nota colorata nel triste fango delle trincee.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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