2^ G.M. Africa Settentrionale

8 novembre 1942, gli americani sbarcano in nord Africa

Già dalla fine del 1941 e con maggiore insistenza nel corso del 1942, l’Unione Sovietica chiedeva l’apertura di un secondo fronte per allentare la pressione delle forze dell’Asse sul suo territorio. Stalin invocava uno sbarco direttamente sul suolo europeo, ma gli alleati occidentali non si sentivano pronti per attaccare direttamente la Festung Europe, la “fortezza Europa”.

Venne così progettato lo sbarco in Marocco e Algeria territori sotto controllo della Francia di Vicky del Maresciallo Petain, formalmente alleata con le potenze dell’Asse. Scopo della stessa imprimere una decisiva accelerazione verso la conclusione della lunga guerra in Africa settentrionale, chiudendo in una morsa le truppe dell’Asse, in fase di ritirata dopo la grave sconfitta subita pochi giorni prima a El Alamein.

La super segreta operazione Torch (torcia) conosciuta anche come Operazione Gymnast in realtà presentava maggiori difficoltà dal punto di vista politico-diplomatico che da quello prettamente militare. Si trattava di evitare ad ogni costo che le forze francesi presenti in loco opponessero una vera resistenza, facendo sfumare l’effetto sorpresa, permettendo cosi sia un rapido movimento verso la Tunisia sia evitare che le forze dell’Asse avessero il tempo di predisporre le necessarie contromisure.

Occorre ricordare che l’Armée d’Afrique e l’Amministrazione coloniale francese erano violentemente anglofobi, cosi come la Marina francese che non aveva dimenticato l’aggressione inglese a Mers el Kebir. Quel 3 luglio 1940, la Royal Navy britannica attaccò di sorpresa la Marine Nationale nella sua base sita nei pressi di Orano in Algeria, affondando una nave da battaglia oltre al danneggiamento di 2 incrociatori da battaglia e 3 cacciatorpediniere, ma soprattutto causando quasi 1.300 morti fra i marinai francesi.

Si decise pertanto come prima mossa di dare una forte colorazione a stelle e strisce all’operazione, affidando il comando supremo al generale americano Dwight Eisenhower anche in considerazione del fatto che la stragrande maggioranza delle truppe impegnate nell’operazione era statunitense. L’altro grosso problema politico era rappresentato dal generale Charles De Gaulle, inviso naturalmente al governo di Vichy, che si sperava non opponesse resistenza allo sbarco e non visto bene né da Churchill né da Roosvelt.

In considerazione di tutto questo e soprattutto del fatto che si voleva comunque evitare scontri fra connazionali, i francesi vennero esclusi dall’operazione con la sola eccezione di cercare contatti sia politico che diplomatici con l’amministrazione di Vichy in Africa al fine di ottenere almeno la completa neutralità in vista dello sbarco.

L’operazione che prevedeva tre sbarchi, uno a Casablanca, in Marocco, denominato operazione Villain; uno ad Algeri, denominato operazione Terminal e l’ultimo a Orano, in Algeria, denominato operazione Reservist comincio’ alle primissime ore dell’8 novembre 1942, quando una immensa flotta alleata sbarcò forti contingenti di truppe sulle coste dell’Africa nord occidentale.

Alcuni reparti francesi si opposero ad Orano e Casablanca ma sostanzialmente le forze alleate marciarono spedite verso la conquista degli obiettivi. Con la perdita di poco più di 500 uomini gli Alleati avevano posto stabilmente piede in Algeria, costringendo le forze dell’Asse già in evidente difficoltà a organizzarsi per resistere ad attacchi provenienti sia da occidente che da oriente.

La reazione delle forze italo-tedesche allo sbarco, non si fece ad ogni modo attendere. I comandi militari germanici ordinarono l’immediata attuazione dell’operazione Anton, evoluzione dell’operazione Attila, piano messo a punto già nel 1940, nel caso in cui lo stato satellite della Francia di Vichy, si ribellasse o diventasse una zona di sbarco di truppe alleate.

La sera del 10 novembre 1942 la Prima Armata germanica avanzò da Nantes verso Bordeaux portandosi verso i Pirenei e il confine con la Spagna, mentre la Settima Armata avanzava dalla Francia centrale, verso Vichy e Tolone. La Quarta armata del Regio Esercito occupò la Costa Azzurra e una divisione italiana occupò la Corsica, utilizzando anche uomini e mezzi originariamente preparati per il mai avvenuto sbarco italiano a Malta.

Contemporaneamente truppe italiane e tedesche occupavano la Tunisia, incontrando come sul continente europeo una resistenza poco più che simbolica e di fatto anticipando gli americani. L’unico vero atto di resistenza, fu se vogliamo considerarlo tale l’autoaffondamento della flotta nella base di Tolone, quando il 27 novembre i tedeschi si presentarono per chiedere la consegna della flotta.

A quel punto, su ordine dell’ammiraglio François Darlan, ex vicepresidente del Consiglio dei Ministri della Francia di Vichy, che nel frattempo aveva cambiato campo ed era stato nominato Alto Commissario per la Francia in Africa, 3 corazzate, 7 incrociatori, 18 cacciatorpediniere, 13 torpediniere, 6 avvisi, 12 sommergibili, 9 pattugliatori e dragamine, 19 navi di sostegno, 1 nave scuola e 28 rimorchiatori per un totale 235 000 tonnellate di naviglio si auto affondarono.

Chi volesse approfondire i due argomenti può leggere i nostri post dedicati ai due argomenti:

Operazione Anton, l’occupazione della Francia di Vichy

Autoaffondamento della flotta francese a Tolone, 27 novembre 1942


Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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