1^ G.M. Le battaglie sull'Isonzo

Le Medaglie d’Oro della Grande Guerra – Sottotenente LUCINDO FAGGIN – Opacchiasella (Slovenia), 1° novembre 1916

Nome Lucindo Faggin
Data e luogo di nascita Padova, 29 agosto 1887
Forza armata Regio Esercito
Arma Fanteria
Corpo o Specialità  
Reparto 56º Reggimento fanteria “Marche”
Brigata o unità Brigata fanteria “Marche”
Grado Sottotenente
Guerre
  • Guerra Italo-turca (battaglia dell’oasi delle due Palme)
  • Prima guerra mondiale (Sesta battaglia dell’Isonzo)
  • Prima guerra mondiale (Nona battaglia dell’Isonzo)
Data e Luogo di morte Opacchiasella (Slovenia), 1 novembre 1916 durante la nona battaglia dell’Isonzo
Motivazione della Medaglia d’Oro

«In ogni circostanza fu sublime e fulgido esempio di coraggio e di alte virtù militari. Da Maresciallo, ferito al viso durante un attacco, dopo medicato tornò al combattimento, incuorando con nobili parole e con il suo ammirevole contegno i soldati a resistere ai contrattacchi nemici. Nominato ufficiale e non appena dimesso dal luogo di cura ov’era stato ricoverato per la suddetta ferita, raggiunse il suo reparto, e benché nuovamente colpito in due parti del corpo durante l’esecuzione di un servizio, rifiutò di recarsi in luogo di cura. Il mattino successivo, precedendo il suo Colonnello, al quale aveva dichiarato di voler far scudo del proprio corpo, sotto l’infuriare di un bombardamento avversario, investito dallo scoppio di uno shrapnel, cadde nuovamente e più gravemente ferito al capo. Trasportato all’ospedale e impossibilitato a parlare, chiedeva per iscritto notizie del suo Colonnello e dell’esito dell’azione. Ventiquattr’ore dopo serenamente spirava.»

—Monfalcone, 4 agosto 1916; Oppacchiasella-Nova Vas, 1º novembre 1916
— Decreto Luogotenenziale del 4 aprile 1917

Altre decorazioni e riconoscimenti
  • Medaglia di bronzo al valor militare (Oppacchiasella, 15 settembre 1916)

Il suo corpo riposa nel Tempio Antoniano della Pace, eretto a partire dal 1920, su progetto di Antonio Zanivan, nei pressi della stazione ferroviaria di Padova, dopo che la popolazione fece un voto a Sant’Antonio, promettendo la costruzione di un tempio votivo in suo onore qualora la città non fosse divenuta terreno di battaglia.

Il 20 giugno 1934 vi fu la traslazione nel tempio delle ossa dei militari sepolti nei cimiteri della provincia di Padova e ora nel suo interno riposano 5401 caduti della Grande Guerra, fra di essi la Medaglia d’Oro Lucindo Faggin e il pluridecorato il Tenente Mariano D’Ayala Godoy, anch’egli padovano di nascita, insignito di una Medaglia d’Argento e di tre di Bronzo al Valor Militare.

Durante il bombardamento del 30 dicembre 1943, una bomba colpì il fianco sinistro della chiesa, causando enormi danni alla struttura; l’edificio, negli anni successivi alla guerra, venne ristrutturato e riaperto al culto il 19 marzo 1949. L’8 maggio 1980, su interessamento di Maria Zattarin Trevisan, vennero traslati nell’atrio i resti mortali di mille vittime della seconda guerra mondiale.

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