1^ G.M. La Cavalleria

Le Medaglie d’Oro della Grande Guerra – Tenente CARLO CASTELNUOVO DELLE LANZE  – Udine, 30 ottobre 1917

Nome Carlo Castelnuovo delle Lanze
Luogo  e data di nascita San Paolo Belsito (Napoli), 9 marzo 1895
Forza armata Regio Esercito
Arma Cavalleria
Corpo o Specialità  
Reparto Genova Cavalleria (4°)
Brigata o unità  
Grado Tenente
Guerre Prima guerra mondiale (battaglia di Caporetto)
Data e Luogo di morte Udine, 30 ottobre 1917
Motivazione della Medaglia d’Oro

«Appiedato con la sua sezione mitragliatrici per la difesa ad oltranza di uno sbarramento importantissimo a protezione di nostre colonne di fanteria e carreggi in ritirata, dirigeva con calma e coraggio ammirevoli il tiro delle sue armi e col preciso fuoco di esse, opportunamente spostandole, resisteva per nove ore agli assalti del nemico in forze, fattosi baldanzoso per precedenti successi ottenuti. Ferito all’inguine da pallottola esplosiva, mentre curvo su di un’arma ne controllava il tiro, conscio perfettamente della missione di sacrificio affidata al suo reparto, con altissimo sentimento dell’onor militare e con grande amor di Patria chiedeva di resistere, fino alla morte che sentiva prossima, fra i suoi mitraglieri di cui esaltava con vibrate e nobili parole l’eroismo. Allontanato a forza dal combattimento, raccomandava ancora ai suoi uomini di non cedere a qualunque costo e superando il dolore spasmodico della mortale ferita li salutava per sempre al grido di “Evviva Genova. Evviva il Re!”. Pozzuolo del Friuli,30 ottobre 1917.»  R.D.  19 agosto 1921

Altre decorazioni e riconoscimenti Torino gli ha intitolato una via

Fra il 29 e 30 ottobre 1917 si svolse la battaglia difensiva di Pozzuolo del Friuli, che vide coinvolte la 3ª Armata italiana e le forze tedesche che cercavano di tagliarle la ritirata dopo la rotta di Caporetto. Dopo due giorni di duro combattimento le forze italiane utilizzate nella battaglia erano quasi annientate, ma la 3ª Armata era riuscita a ritirarsi oltre il Tagliamento.

Nei duri combattimenti del 30 si distinsero i reparti di Cavalleria riuniti nella 2ª Brigata di cavalleria al comando del generale Giorgio Emo di Capodilista. Si trattava del Reggimento “Genova Cavalleria” (4º) del colonnello Bellotti e del Reggimento “Lancieri di Novara” (5º) del colonnello Campari, che avevano il compito di difendere ad ogni costo l’ala destra della 2ª Armata, che, a sua volta, copriva la ritirata della 3ª Armata.

Ciò determino il  sacrificio dei due reggimenti di cavalleria e da quel giorno il 30 ottobre è la festa dell’Arma di Cavalleria. Ai due reggimenti verrà concessa la medaglia d’argento agli stendardi, con la seguente lodevole motivazione:

«Con alto valore e sublime spirito di sacrificio contrastarono all’imbaldanzito nemico l’avanzata al Tagliamento. Costretti ad assestarsi a Pozzuolo del Friuli, ne contesero il possesso all’avversario resistendo sul posto 24 ore, finché, isolati ed accerchiati, si aprivano a sciabolate un varco tra le fanterie nemiche.»

Il generale Emo Capodilista ebbe l’Ordine militare di Savoia, mentre il tenente Carlo Castelnuovo delle Lanze e il capitano Ettore Laiolo ebbero la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Oltre a queste furono concesse, per i fatti della giornata, 48 medaglie d’argento, 43 medaglie di bronzo e 56 croci di guerra. Oltre alle onorificenze furono emessi 20 encomi solenni e 7 promozioni per meriti di guerra.

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