1^ G.M. La Cavalleria

Le Medaglie d’Oro della Grande Guerra – Capitano ETTORE LAIOLO – Pozzuolo del Friuli (Udine), 30 ottobre 1917

Nome Ettore Laiolo
Luogo  e data di nascita Vinchio (Asti), 20 settembre 1889
Forza armata Regio Esercito
Arma Cavalleria
Corpo o Specialità  
Reparto Genova Cavalleria (4°)
Brigata o unità  
Grado Capitano
Guerre
  • Presidio della Libia (1914-17)
  • Prima guerra mondiale (battaglia di Caporetto)
Data e Luogo di morte Udine, 30 ottobre 1917
Motivazione della Medaglia d’Oro

«Preposto col suo squadrone alla difesa di due sbarramenti, contro i quali il nemico esercitava il maggiore sforzo, vi resisteva tenacemente, dando mirabile prova di fermezza e di coraggio. Ricevuto l’ordine di ripiegare, faceva rimontare a cavallo i superstiti dello squadrone e sebbene a malincuore dava inizio al ripiegamento, ma, percorso breve tratto di strada ed accortosi che l’avversario, liberato dalla resistenza, avanzava baldanzoso, senza esitare un istante, pur sapendo di andare incontro a morte sicura, rivolgeva il suo cavallo verso il nemico e con splendido entusiasmo gridava ai suoi soldati: “Giovanotti, parla Genova; il 4° squadrone non scappa, ma si calca l’elmetto e galoppa!” ed in ciò dire si slanciava alla carica, seguito dall’intero reparto. Crivellato di ferite, cadeva esanime fra i nemici rivivendo però nella storia del suo glorioso reggimento fra le figure più fuigide dei numerosi suoi eroi. Pozzuolo del Friuli, 30 ottobre 1917.» 

R.D.  23 agosto 1921

Altre decorazioni e riconoscimenti A lui è dedicata una via nel centro storico di Pozzuolo del Friuli

Fra il 29 e 30 ottobre 1917 si svolse la battaglia difensiva di Pozzuolo del Friuli, che vide coinvolte la 3ª Armata italiana e le forze tedesche che cercavano di tagliarle la ritirata dopo la rotta di Caporetto. Dopo due giorni di duro combattimento le forze italiane utilizzate nella battaglia erano quasi annientate, ma la 3ª Armata era riuscita a ritirarsi oltre il Tagliamento.

Nei duri combattimenti del 30 si distinsero i reparti di Cavalleria riuniti nella 2ª Brigata di cavalleria al comando del generale Giorgio Emo di Capodilista. Si trattava del Reggimento “Genova Cavalleria” (4º) del colonnello Bellotti e del Reggimento “Lancieri di Novara” (5º) del colonnello Campari, che avevano il compito di difendere ad ogni costo l’ala destra della 2ª Armata, che, a sua volta, copriva la ritirata della 3ª Armata.

Ciò determino il  sacrificio dei due reggimenti di cavalleria e da quel giorno il 30 ottobre è la festa dell’Arma di Cavalleria. Ai due reggimenti verrà concessa la medaglia d’argento agli stendardi, con la seguente lodevole motivazione:

«Con alto valore e sublime spirito di sacrificio contrastarono all’imbaldanzito nemico l’avanzata al Tagliamento. Costretti ad assestarsi a Pozzuolo del Friuli, ne contesero il possesso all’avversario resistendo sul posto 24 ore, finché, isolati ed accerchiati, si aprivano a sciabolate un varco tra le fanterie nemiche.»

Il generale Emo Capodilista ebbe l’Ordine militare di Savoia, mentre il tenente Carlo Castelnuovo delle Lanze e il capitano Ettore Laiolo ebbero la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Oltre a queste furono concesse, per i fatti della giornata, 48 medaglie d’argento, 43 medaglie di bronzo e 56 croci di guerra. Oltre alle onorificenze furono emessi 20 encomi solenni e 7 promozioni per meriti di guerra.

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