La Guerra Italo-turca

26 ottobre Festa dell’84° Reggimento di Fanteria VENEZIA

Il 26 ottobre di ogni anno ricorre la festa del 84º reggimento di fanteria “Venezia”. La data si riferisce ai combattimenti sostenuti il 26 ottobre del 1911, quando durante la guerra italo-turca il reparto sostenne e vinse duri combattimenti nei pressi del villaggio di Sciara Zauia nella zona periferica di Tripoli, capitale della Libia.

I combattimenti nelle località erano cominciati il giorno 23 ottobre, quando i turchi, appoggiati da truppe irregolari indigene, lanciarono un massiccio attacco contro le posizioni italiane, riuscendo a sfondarle nei pressi del villaggio sopra citato causando. Gravi furono le perdite fra le fila del Regio Esercito e nello specifico dell”84º Reggimento fanteria “Venezia”, che tuttavia riuscì a respingere l’offensiva.

Tre giorni dopo, il 26 ottobre, gli arabi tentarono, all’alba, un nuovo attacco, concentrandolo nel settore sud-est dello schieramento italiano. In tale settore, è schierata la 7ª compagnia dell’84º Reggimento fanteria del tenente Giuseppe Orsi, che viene in breve accerchiata dagli attaccanti. Orsi, pur resosi conto della situazione disperata, ordina ai suoi uomini di serrarsi e resistere fino all’ultimo, esortandoli con queste parole:

«Questo è il nostro posto, stringetevi attorno al vostro tenente; qui dobbiamo sostenere l’onore del nostro reggimento!»

Il valoroso ufficiale napoletano cadde poco dopo, colpito dal fuoco nemico, insieme a molti dei suoi soldati. Al termine del combattimento l’84° conquistò la bandiera di guerra del reparto turco e da allora il 26 ottobre è la festa del glorioso reggimento il cui motto in latino recita “semper immota fides” (per sempre con fede incrollabile).

Alla memoria del valoroso tenente Orsi l’anno successiva venne decretata la concessione della Medaglia d’oro al Valor militare con la la seguente lodevole motivazione:

«Essendo in trincea, attaccato da forze soverchianti di fronte ed a tergo, resisté con fermezza e con molto ardimento. Avvertito che il grosso della compagnia si ritirava, ordinò al suo plotone di serrarsi attorno a lui, dicendo : “Questo è il nostro posto, stringetevi attorno al vostro tenente; qui dobbiamo sostenere l’onore del nostro reggimento!”. Morì in mezzo ai suoi soldati.»
— Sciara Zauia, 26 ottobre 1911

Il reggimento di stanza a Firenze prenderà parte insieme al gemello 83° dislocato a Pistoia; inquadrato nella Brigata Venezia alla Grande Guerra, guadagnandosi la Medaglia d’Oro al Valor Militare e la Croce di cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia e alla successiva seconda guerra mondiale dove i due reggimenti saranno inquadrati nella 19ª divisione di fanteria “Venezia”. Dopo aver preso parte alla campagna contro la Jugoslavia nell’aprile del 1941, il reggimento verrà dislocato in Montenegro come truppa di occupazione.

Fino all’8 settembre 1943 rimarrà nella zona est del Montenegro con compiti di presidio e di contro guerriglia e dopo la proclamazione i reparti della divisione si organizzarono per resistere alla Wehrmacht germanica che come tutti i reparti del Regio Esercito ne chiedeva il disarmo. La divisione si scioglie ufficialmente il 1º dicembre 1943 dando vita, insieme ad altri reparti della 1ª Divisione alpina “Taurinense” e ai superstiti della 155ª Divisione fanteria “Emilia”, alla Divisione italiana partigiana “Garibaldi”.

La divisione si costituisce il 2 dicembre 1943, nelle campagne di Pljevlja e divisa in tre brigate e alcuni battaglioni di lavoro, viene inquadrata, come unità del Regio Esercito nel II Korpus dell’Esercito Popolare di Liberazione Jugoslavo comandato dal generale Dapčević. Operò in territorio jugoslavo fino al febbraio 1945 e l’8 marzo 1945 rientrò in Italia. Dei 16.000 effettivi originari, 3.800 rimpatriarono armati, 2.500 erano precedentemente rientrati feriti o ammalati, 4.600 rientrarono dai campi di prigionia.

Quasi un terzo degli uomini risultò caduto o disperso e per questo immenso contributo alla bandiera dell’84° reggimento verrà conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare:

All’atto dell’armistizio lontano dai suolo della Patria, a contatto di preponderanti aggressive forze tedesche che imponevano la consegna delle sue armi, anziché depone, con voto unanime iniziava la cruenta lotta partigiana che conduceva compatto in zone impervie, senza rifornimenti e con privazioni inenarrabili per concorrere validamente, con largo tributo di sangue, all’eroica resistenza delle invitte Divisioni “Venezia” e “Garibaldi”. Col sacrificio dei suoi valorosi fanti, teneva in grande onore il prestigio delle armi d’Italia.»
— Montenegro – Sangiaccato, 8 settembre -1º dicembre 1943.

Il 1º luglio 1958 l‘Esercito italiano ricostituisce l’84º Reggimento Fanteria “Venezia” (CAR), dislocando i reparti fra Siena, Arezzo e Pistoia. Il reparto prenderà parte molto attivamente all’opera di soccorso alle popolazioni a seguito dell’alluvione di Firenze e alcuni militari del Reggimento furono perciò decorati nel 1967 con medaglia al valore.

Sciolto il 31 ottobre 1973, ne continua le funzioni il Battaglione Addestramento Reclute “Venezia” trasformato poi, il 15 novembre nell’84º Battaglione Fanteria “Venezia” che nella circostanza diventa erede della Bandiera e delle tradizioni del glorioso 84º reggimento.

Il battaglione inquadrato nella Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, negli anni ’90 partecipa alle Operazione Vespri Siciliani, per mantenere l’ordine pubblico nell’isola. Il reparto viene definitivamente soppresso il 9 novembre 2000 e la bandiera di guerra e la sua storia vengono deposti a Roma nell’Altare della Patria nel Sacrario delle Bandiere presso il Vittoriano a via dei Fori Imperiali.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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