1^ G.M. La battaglia di Vittorio Veneto

Le Medaglie d’Oro della Grande Guerra – Aiutante di battaglia PASQUALE IANNIELLO – Porte di Salton (Spinoncia), 24 ottobre 1918

Nome Pasquale Ianniello
Luogo  e data di nascita Frattamaggiore (Napoli), 9 febbraio 1891
Forza armata Regio Esercito
Arma Fanteria
Corpo o Specialità  
Reparto 6º Reggimento fanteria, 572ª compagnia mitraglieri
Brigata o unità Brigata Aosta
Grado Aiutante di battaglia
Guerre Prima guerra mondiale (Sesta battaglia dell’Isonzo)
Data e Luogo di morte Porte di Salton (Spinoncia), 24 ottobre 1918
Motivazione della Medaglia d’Oro

«Ferito alla testa e ad una spalla, rimaneva al suo posto, rinunciando ad ogni cura, sino alla fine del combattimento. Al riaccendersi della lotta fuggiva dal posto di medicazione, eludendo la sorveglianza del sanitario che ne aveva disposto l’inoltro in un ospedale da campo, ed accorreva alla battaglia, debole bensì per il molto sangue perduto, ma animato dalla più ardente e più pura fede. Cadeva sulla soglia delle Porte di Salton, che la incessante ed intensa mitraglia nemica interdiceva, e che egli per primo aveva voluto varcare, consacrando con una gloriosa morte il suo fulgido valore.»  Porte di Salton (Spinoncia), 24 ottobre 1918

Altre decorazioni e riconoscimenti La sua città natale gli ha intitolato una via e lo stadio

Dati tratti da: http://www.combattentiliberazione.it/movm-grande-guerra-1915-1918/ianniello-pasquale

Alla bandiera del 6° Reggimento Fanteria verrà conferita la Medaglia d’oro al Valor militare per i duri combattimenti sostenuti nel novembre 1917 e nell’ultima e decisiva battaglia di Vittorio Veneto:

“Sostenne, intrepido, un formidabile attacco nemico, riuscendo, in cruentissima lotta, dapprima a trattenere l’avversario e poi a respingerlo (Tezze – Col della Berretta 22-26 novembre 1917). Nella battaglia della riscossa, con irresistibile impeto e mirabile audacia, conquistava i roccioni di M. Valderoa e con ardito movimento aggirante contribuiva efficacemente alla conquista della vetta. Il saldo contegno e lo spirito aggressivo delle sue truppe validamente concorrevano alla vittoria delle armi d’Italia (Monte Valderoa, 24-28 ottobre 1918). Nel culto sempre vivo delle antiche fiere tradizioni, i suoi giovani fanti dimostrarono ognora, con grande sacrificio di sangue, incrollabile tenacia, sublime ardimento ed eroica devozione al dovere”

Per i duri combattimenti sostenuti in quei giorni finali della Grande Guerra la Brigata Aosta si è guadagnata la citazione nel bollettino di guerra n° 1252 del 26 ottobre 1918:

BOLLETTINO DI GUERRA N. 1252 (26 ottobre 1918, ore 12).

Nella regione nord occidentale del massiccio del Grappa, i combattimenti ripresi all’alba, sono continuati l’intera giornata di ieri.
     Sul terreno conquistato da noi il giorno precedente, la lotta ha fluttuato accanita, ma alla fine la tenacia delle brave truppe della 4a Armata ha avuto ragione dei disperati contrattacchi nemici ed il possesso delle contese posizioni è stato mantenuto ed in più tratti ampliato.
     Nelle ultime 24 ore vennero catturati 47 ufficiali e 2102 uomini di truppa.
     Il 9° reparto d’assalto si è particolarmente distinto. Alla brigata Pesaro, al 18° e 23° reparto d’assalto spetta il merito di aver compiuto la difficile conquista di M. Pertica formidabilmente apprestato a difesa dall’avversario; alla brigata Aosta quello di aver occupato di slancio il M. Valderoa a nord-ovest dello Spinoncia.
     Sull’altopiano di Asiago, nostre pattuglie fugarono in numerosi scontri pattuglie esploranti avversarie.
     Squadriglie di aeroplani, operanti a scaglioni successivi, bombardarono violentemente con ottimi risultati baraccamenti, parchi e depositi nemici; batterono e dispersero colonne di truppe e di carreggi in Val Sugana, in val di Cismon e nella conca di Arten lanciando complessivamente circa 7000 kg. di bombe. Altri 2000 kg. vennero lanciati la scorsa notte da dirigibili del R. Esercito su impianti ferroviari delle retrovie avversarie.
     Due velivoli nemici sono stati abbattuti.
     Albania. Avanguardie italiane sono a contatto col nemico sul basso Mati. Bande albanesi alzata la nostra bandiera hanno preso le armi in nome dell’Italia contro gli austriaci in ritirata ed infliggono loro perdite rilevanti.
     Ricognizioni aeree segnalano numerosi incendi a S. Giovanni di Medua.

                                                                                                            Generale DIAZ.

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