1^ G.M. L'aviazione italiana

22 ottobre 1917, la prima “doppietta” di Francesco Baracca

Dal settembre 1917, Francesco Baracca, con 19 vittorie all’attivo, era l’asso italiano con il maggior numero di abbattimenti. Il 22 ottobre 1917 l’aviatore di Lugo di Romagna colse la sua prima doppietta, abbattendo due DFW C.V tedeschi della Fliegerabteilung 14. Le sue vittorie n. 20 e 21 coincisero con i primi successi italiani ai danni di velivoli germanici, giunti sul fronte italo-austriaco a dar man forte alle truppe di terra in vista dell’imminente Battaglia di Caporetto.

Pochi mesi prima e precisamente il 1º maggio del 1917 il futuro Asso degli assi dell’Aviazione italiana nella Grande Guerra si era trasferito alla 91ª Squadriglia, “la squadriglia degli assi” perché costituita da grandi assi dell’aviazione scelti personalmente da Baracca, quali Pier Ruggero Piccio, Fulco Ruffo di Calabria, Gaetano Aliperta, Bartolomeo Costantini, Guido Keller, Giovanni Sabelli, Enrico Perreri e Ferruccio Ranza, ma torniamo all’oggetto del nostro post.

Decollato dalla base di Santa Caterina poco dopo mezzogiorno, Baracca dovette affrontare l’attacco di cinque caccia austriaci nelle vicinanze di Tolmino, riuscendo a sottrarsi al fuoco delle mitragliatrici nemiche grazie ad una picchiata.
Risalito a quota 4000 metri, l’Asso si diresse verso il Monta Korada quando avvistò due biplani in direzione Bainsizza-Monte Santom questa volta erano invece caccia teutonici.

I due equipaggi che sfoggiavano la croce nera sulla fusoliera erano erano composti dai piloti Werner Zimmermann e Ludwig Güttler, e dagli osservatori Arthur Fischer ed Heinrich Hansberg. Giudicandoli inizialmente italiani, in quanto non segnalati dai consueti colpi dell’artiglieria, Baracca si avvicinò per constatarne la nazionalità:

“Mi venne il dubbio che fossero nemici ed accostai il secondo dietro per attaccarlo, a grande velocità, circa ad Est del Cucco: non fece fuoco e non si mosse ed all’ultimo istante dubitai che fosse italiano, poiché essendo contro luce non vedevo i colori dell’apparecchio; con una forte impennata mi portai di fianco, il nemico virò rapidamente ad Est e solo allora vidi le croci nere”.

Dopo aver evitato i primi colpi della mitragliatrice nemica, Baracca si gettò sull’altro velivolo nemico:

“Lo attaccai sul fianco sinistro e pochi secondi dopo, sparati circa 60 colpi, da 50 a 30 m. il nemico precipitò cadendo abbandonato senza direzione, […] suppongo sia caduto verso il Kobilek.”

Subito dopo Baracca affrontò l’altro aereo avversario

“che a 400 m. di distanza mi seguiva; volai verso di esso a tutto gas, il nemico prese la fuga picchiando inclinatissimo verso il Volnik, lo seguii scendendo pure io a picco: quando giudicò che non poteva più evitare il mio attacco riprese la linea di volo aspettandomi e presentandomi la mitragliatrice di fianco, accostai manovrando per sfuggire ai suoi colpi e feci fuoco sul fianco destro a 100 m. di distanza; dopo un 40 colpi circa, che vidi ben centrati, con le palle luminose, l’Albatros si inchinò in avanti, si rovesciò e continuò a cadere disordinatamente e con spirali verso il vallone di Chiapovano”.

Alla prima vittoria aerea dell’Asso degli Assi della Caccia italiana nella Grande Guerra abbiamo dedicato un post che chi volesse può leggere seguendo i link sottostanti:

La prima vittoria di Francesco Baracca, l’asso degli assi

Prima di chiudere il nostro post ricordiamo che il 15 giugno 1918, Baracca che volava con l’insegna del celebre “cavallino rampante” con l’abbattimento di due aerei, conseguì le sue ultime vittorie aeree, abbattendo per ultimo un caccia Albatros D.III nei pressi di San Biagio di Callalta. Era la sua vittoria ufficiale numero trentaquattro riportata in sessantatré combattimenti aerei.

Il 19 giugno, dopo aver compiuto una missione, il trentenne Baracca rientrò al campo di Quinto di Treviso- Lo SPAD S.XIII con cui aveva compiuto i primi voli della giornata aveva il rivestimento in tela delle ali e della fusoliera danneggiato, perciò egli decollò con il suo aereo di riserva, uno SPAD S.VII. Quella quartta missione della giornata, purtroppo sarà anche la sua ultima missione, colpito da un biplano austro-ungarico precipiterò nei cieli di Nervesa della battaglia.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

Fonte: Pagina Facebook Museo Francesco Baracca

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