2^ G.M. La battaglia dei convogli

Medaglie d’Oro della 2ª Guerra Mondiale – Tenente pilota EZIO BEVILACQUA – El Daba, 21 ottobre 1942

Nome Ezio Bevilacqua
Luogo e data di nascita Savignano sul Rubicone, 2 maggio 1917
Forza armata Regia Aeronautica
Specialità Caccia terrestre
Squadra o stormo 4º Stormo Caccia Terrestre
Reparto 10º Gruppo
Unità 84ª Squadriglia
Grado Capitano pilota in s.p.e.
Guerre e campagna
  • Seconda Guerra Mondiale (Africa settentrionale)
Data e Luogo di morte El Daba, 21 ottobre 1942
Motivazione della Medaglia d’Oro «Pilota da caccia, in breve tempo dava chiara testimonianza di fervore di combattente, di schietto ardimento e d’ineguagliabile abnegazione. Durante una rischiosa azione di mitragliamento su un campo nemico, era costretto, in seguito ad avarie, a salvarsi col paracadute. Con temerarietà consapevole, onde evitare la discesa in terra nemica, si lanciava sul mare e, dopo sei ore di nuoto, sotto l’incessante infuriare del fuoco avversario, raggiungeva il nostro territorio. Successivamente, in giornata di cruenti combattimenti aerei, affrontava, solo contro tanti, una formazione da caccia. Nell’impari asperrima lotta abbatteva due avversari finché più volte colpito, con una gamba asportata e l’altra frantumata, riusciva, con un supremo sforzo, ad affidarsi al paracadute. Giunto a terra, ai primi accorsi dichiarava fieramente di aver vinto e, chiesti dei lacci, provvedeva da se stesso a legare il troncone della gamba sopportando, con romano stoicismo, il lancinante dolore. Poco dopo per il generoso sangue gorgogliato a rivoli dalla carne straziata, si chiudeva in un alone di gloria la sua eroica vita.»
— Cielo dell’Africa Settentrionale italiana, agosto -21 ottobre 1942.
— Regio Decreto 28 giugno 1943
Altre decorazioni e riconoscimenti  

Dati tratti da: https://it.wikipedia.org/wiki/Ezio_Bevilacqua

Chi volesse approfondire l’eroismo di piloti ed equipaggi della Regia Aeronautica, dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana e dell’Aeronautica Cobelligerante nel secondo conflitto mondiale può leggere l’interessante libro di Mirko Molteni intitolato L’aviazione italiana 1940-1945. Azioni belliche e scelte operative di cui sotto riportiamo la recensione ufficiale.

Per lunghi e sanguinosi anni, aerei ed equipaggi italiani hanno affrontato nemici troppo potenti, sostenendo uno sforzo disumano grazie a un coraggio e a un senso del dovere che paiono oggi incredibili: uniche risorse capaci di sopperire all’arretratezza dell’Italia al confronto con colossi come Impero Britannico, Stati Uniti e Unione Sovietica. Gli aviatori italiani fecero miracoli con vecchi biplani Fiat contro gli Hurricane della RAF, si lanciarono con improvvisati ma efficaci aerosiluranti Siai-Marchetti contro massicce navi da guerra. E a un passo dal crollo finale, seppero affrontare con sparuti caccia Macchi e Reggiane le possenti Fortezze Volanti americane che demolivano le città del Belpaese. Dopo il maldestro armistizio dell’8 settembre 1943, un nuovo dramma: la divisione dell’aviazione sui due versanti della penisola. La Regia al Sud, a fianco degli anglo-americani, e al Nord l’effimera Aeronautica Repubblicana, a seguire le sorti ormai segnate di Mussolini. Commilitoni divisi da una diversa valutazione degli eventi, ma tutti accomunati da un sincero amore per il proprio Paese. Durante la Seconda guerra mondiale l’Italia poté costruire poco più di 10.000 aerei, una piccola flotta rispetto ai 100.000 degli alleati tedeschi, ai 120.000 britannici e ai ben 280.000 americani. Pochi furono quelli di tipo moderno, arrivati al fronte troppo tardi per sperare di mutare le sorti. Prefazione di Gregory Alegi.

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