1^ G.M. Le battaglie sull'Isonzo

Il sacrificio di due giovani e valorosi sottotenenti a Monte Sopra Selz

Le prime due Battaglie dell’Isonzo non avevano portato ai risultati sperati e avevano fatto emergere l’impreparazione dell’esercito italiano ad una guerra di posizione e di non breve durata. Le ottimistiche previsioni di fine primavera dopo pochi mesi furono sostituite dalla preoccupazione e frustrazione per non aver raggiunto gli obbiettivi prefissati. Il generale Luigi Cadorna Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito perciò decise di cambiare tattica e scelse di puntare verso Gorizia abbandonando almeno momentaneamente la spinta verso Trieste.

Alle ore 12:00 del 18 ottobre 1915 più di 1.300 pezzi dell’artiglieria italiana iniziarono a bombardare le linee austro-ungariche su un fronte di 50 km, dalle Prealpi Giulie a Monfacone, mentre la nostra aviazione sorvolava da osservatore le linee nemiche con i trimotori Caproni. Il segnale d’attacco fu dato alle 9.00 del 21 ottobre, era l’inizio della Terza delle undici battaglie che si svolsero sull’Isonzo dal 22 luglio 1915 al 7 novembre 1917 giorno conclusivo dell’undicesima.

Le brigate Re e Pistoia attaccarono nella zona di Podgora ma i contrattacchi austro-ungarici, che rioccupavano quasi subito le posizioni perse, e il clima sfavorevole impedirono agli italiani di conseguire gli obiettivi prefissati. La 4ª Divisione tentò invano di conquistare il Monte Sabotino, mentre la brigata Lombardia ottenne dei risultati presso Oslavia, ma vennero ricacciati da un contrattacco il giorno seguente. Le trincee austriache del Monte San Michele vennero ripetutamente conquistate e perdute dalla Brigata Catanzaro.

L’unico piccolo risultato, anche questo a costo di un grande sacrificio umano, fu la conquista delle trincee sul Monte Sei Busi. Il 23 ottobre, dopo tre giorni di battaglia, la Brigata Siena riuscì ad impossessarsi dell’importante linea fortificata del monte. Stremata, l’unità venne sostituita da un reggimento di bersaglieri e dalla Brigata Sassari le quali riuscirono a resistere ai contrattacchi nemici, fino al 4 novembre. A fine battaglia i numeri tremendi davano bene la dimensione della tragedia. In dieci giorni gli austro-ungarici accusarono oltre 40 mila perdite, ancor più pesanti le nostre, valutate in 67 mila uomini ed alcune brigate praticamente annientate (la sola Catanzaro perse quasi tremila soldati).

In questo tragico quadro si innesta la vicenda oggetto del nostro post odierno, dedicato a due valorosi e giovani ufficiali italiani, entrambi inquadrati nel 1° battaglione del 76° reggimento di fanteria della Brigata Napoli. Come altre migliaia di soldati italiani, essi donarono la loro vita alla Patria in quei giorni di dure battaglie. Il 21 ottobre 1915 morirono centinaia di soldati, che per le loro gesta eroiche furono insigniti della medaglia d’oro.

Quota 65 di Monte Sopra Selz era denominata dai nostri soldati la porta dell’inferno e da alcuni libri l’altopiano della morte. I soldati quando erano destinati a questi luoghi erano consci dell’altissimo rischio che correvano di perdere la vita. Proprio quel 21 ottobre trovarono la morte sul Monte Sopra Selz sulle pendici carsiche sopra Ronchi dei Legionari, i sottotenenti Vincenzo Geraci e Giovanni Guccione .

Chi volesse leggere la loro scheda personale e le motivazioni delle Medaglie d’Oro può farlo seguendo i due link sotto elencati:

Le Medaglie d’Oro della Grande Guerra – Sottotenente VINCENZO GERACI – Cave di Selz (Monfalcone), 21 ottobre 1915

Le Medaglie d’Oro della Grande Guerra – Sottotenente GIOVANNI GUCCIONI – Cave di Selz (Monfalcone), 21 ottobre 1915

A quota 66, sul monte Sopra Selz, nel novembre del 1964, è stato inaugurato un monumento che ricorda questi due soldati valorosi soldati entrambi siciliani, la cui memoria verrà onorata con il conferimento della Medaglia d’oro al valor militare. Vincenzo Geraci di Messina scrisse il 15 settembre 1915 quanto segue, frase riportata nella parte centrale del monumento:

«Quando si combatterà attorno a Trieste, ogni più umile fantaccino d’ira diventerà un eroe, combatterà solo col cuore e il solo grido sarà l’entusiasmo».

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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