1^ G.M. L'aviazione italiana

13 ottobre 1917, la morte del primo Asso d’Italia

“Pilota aviatore da caccia, dava in ogni volo belle prove di perizia e di valore, dopo aver abbattuto 12 aeroplani nemici ed aver sostenuto numerosi combattimenti, in seguito ad incidente aviatorio immolava alla Patria la sua giovane esistenza”.

Il 13 ottobre 1917 a Santa Caterina (Udine) a causa di un’avaria del suo caccia SPAD S.VII, il tenente pilota Luigi Olivari, pluridecorato pilota immolava alla Patria la sua giovane esistenza. A quel giorno era accreditato come avete appena potuto leggere nella motivazione della medaglia di bronzo conferita alla memoria del valoroso pilota, di 12 vittorie aeree, anche se lui ne reclamava 19 .

Luigi Olivari nacque a La Spezia il 29 dicembre 1891 da una famiglia del ceto medio e da ragazzo si spostò con la sua famiglia a Torino. Amante degli sport e buon motociclista, si appassionò ben presto al volo, ma il suo sogno rischiava di rimanere tale dopo che nel 1914, il medico militare gli confermò i problemi cardiaci che, pur potendogli garantire una vita normale, gli avrebbero impedito di volare.

Ma Olivari non si dette per vinto e riuscì, tramite richieste particolari ad ottenere un brevetto speciale. Entrò nella scuola per piloti civili di Mirafiori ottenendo il 27 novembre 1914 il brevetto su di un Blèriot. Benché come abbiamo visto era stato riformato alla visita di leva, si offrì volontario allo scoppio della prima guerra mondiale essendo uno dei pochi in possesso del brevetto di pilota venne comunque arruolato nel Battaglione aviatori, come aviatore volontario.

Il 15 giugno 1915 iniziò l’addestramento e ricevette il brevetto di pilota militare il 1º settembre 1915 con il grado di Aspirante., venendo assegnato alla 1ª Squadriglia caccia, successivamente 70ª Squadriglia, dove conobbe Francesco Baracca. Nel marzo successivo Olivari prese parte al primo combattimento presso Medea, venendo costretto al ritiro per l’inceppo della mitragliatrice e il 2 aprile, costrinse un aereo biposto ad un atterraggio di fortuna vicino all’Isonzo, dietro le line nemiche.

Il 7 aprile 1916 colse la sua prima vittoria, partecipando a Cortello di Pavia di Udine, all’abbattimento del suo primo apparecchio nemico, coadiuvato dai capitani Guido Tacchini e Domenico Bolognesi. Qell’azione gli valse la prima medaglia al valor militare, in quell’occasione di bronzo conferitagli con la seguente motivazione:

«Nell’occasione di un’incursione aerea nemica, pilotando un aeroplano da caccia, arditamente affrontava un velivolo nemico, e, dando prova di grande perizia aviatoria, efficacemente concorreva, con altri aeroplani, all’abbattimento di quello nemico, i cui aviatori furono catturati.»
— Cielo di Cortello (Udine), 7 aprile 1916

Il 9 luglio 1916 Olivari rivendica un aereo nemico nei pressi di Salcano, entro le linee austriache e nei mesi successivi continua valorosamente a combattere guadagnandosi la seconda Medaglia al Valor militare questa volta d’argento con la seguente motivazione;

«Pilota aviatore addetto ad una squadriglia di aeroplani da caccia, con sereno sprezzo di ogni pericolo e grande sangue freddo, dando prova di molta perizia aviatoria, affrontava arditamente potenti aeroplani nemici, riuscendo col fuoco della propria mitragliatrice a determinare la precipitosa caduta di uno di essi in territorio avversario presso il campo di aviazione di Aissovizza e concorrendo molto efficacemente all’abbattimento di un altro velivolo avversario in territorio nazionale a Creda presso Caporetto.»
— Cielo di Medea, 25 agosto 1916; Cielo di Caporetto, 16 settembre 1916

Il 1° settembre Olivari ottiene la sua quinta vittoria e di conseguenza oltre alla meritata promozione a sottotentente, ottiene il titolo di “Asso”, primo in Italia. Il 16 settembre successivo abbatte, in collaborazione con Francesco Baracca e Fulco Ruffo di Calabria, un Lloyd C.III della Flik 16 a Staro Stelo di Caporetto, guadagnandosi la terza Medaglia al Valor, questa volta di bronzo:

«Informato con altri aviatori, che un aeroplano nemico volteggiava con insistenza sopra Monte Stol e Monte Stariski per regolare il tiro delle proprie batterie, montato su un aeroplano da caccia, arditamente assaliva l’apparecchio avversario, che strenuamente si difese con una mitragliatrice e con un fucile a tiro rapido e, dopo una brillante e pericolosa lotta, concorreva ad abbatterlo rimanendone ucciso l’ufficiale osservatore e ferito mortalmente il pilota.»
— Monte Stariski, 16 settembre 1916

Il 31 ottobre abbatte un biposto sul Monte Nero (Alpi Giulie) ed il 18 marzo 1917 abbatte un Hansa-Brandenburg C.I a San Canzian d’Isonzo e si guadagna la sua quarta Medaglia, la seconda d’argento al valor militare:

«Pilota aviatore addetto ad una Squadriglia da caccia, con sereno sprezzo del pericolo dava prova di grande perizia, affrontando arditamente, da solo, due potenti velivoli nemici, riuscendo a fugarne uno e a determinare la precipitosa discesa e la cattura dell’altro, dopo brillante ed accanito combattimento.»
— Cielo di Monfalcone, 18 marzo 1917

Considerato uno dei piloti più abili e coraggiosi, Il 1° maggio 1917, Francesco Baracca, formò la 91ª Squadriglia sul campo di Santa Caterina di Udine, avvalendosi dei migliori piloti della 70ª, compresi anche gli aerei in dotazione, ed inquadrata nel X Gruppo, ai comandi del capitano Guido Tacchini. Oltre a Baracca, al tenente Fulco Ruffo di Calabria, a tenente Ferruccio Ranzi, al sergente Goffredo Gorini. al reparto vienen assegnato anche il sottotenente Luigi Olivari.

Il reparto scelse come propria insegna un Grifone, a rappresentare la specialità della caccia. L’asso Baracca fece dipingere sulla fusoliera del velivolo un cavallino rampante nero in omaggio al reggimento da cui proveniva il “Piemonte Reale Cavalleria”. Olivari il 18 maggio successivo abbatte un Albatros a Voissizza, il 24 maggio un Lohner T.I a Grado (Italia), il 3 giugno un Albatros sul Monte San Marco di Gorizia ed il 6 giugno un Hansa-Brandenburg C.I a Monte Santo di Gorizia.

Proprio combattendo nelle file della “Squadriglia degli assi”, ottiene la sua terza Medaglia d’argento al valor militare:

«Pilota aviatore addetto ad una squadriglia da caccia, dando prova di rara perizia e sangue freddo, affrontava decisamente ed abbatteva un velivolo nemico. – Selo, 18 maggio 1917.- Col tiro aggiustato della sua mitragliatrice faceva precipitare nell’acqua un idrovolante nemico.»

— Grado, 24 maggio 1917

Quando il governo italiano decise di acquistare i nuovi SPAD francesi, veloci, meglio armati e in grado di contrastare i velivoli nemici, Olivari venne scelto per effettuare l’addestramento in Francia dei nuovi aerei fino. Grande ammirazione suscitò nel maresciallo Petain, che lo citò all’ordine del giorno con una nobilissima motivazione decorandolo con la Croce al merito con palme.

Al rientro in Italia, Olivari ormai tenente ed esperto pilota, collaudò con l’ing. Brezzi il nuovo biplano Ansaldo A1 Balilla. Come ricordato a inizio post il pluridecorato ufficiale, che lo ricordiamo ancora una volta era afflitto da gravi problemi cardiopatici, perse la vita il 13 ottobre 1917 a causa di un avaria del suo aereo. Ad Udine si svolsero degli imponenti funerali e in seguito, nel 1923, la salma venne traslata nel cimitero di San Maurizio Canavese dove riposa tutt’ora nella tomba di famiglia.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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