2^ G.M. L'assedio di Malta

80 anni fa, la battaglia navale di Capo Passero

Nell’autunno 1940, nonostante i rifornimenti ricevuti mediante l’operazione Hats (30 agosto-5 settembre) e la successiva operazione MB5 (28-29 settembre), l’isola di Malta, sotto assedio aeronavale da parte delle forze italiane, necessitava urgentemente di materiali e rifornimenti di vario genere

Gli stessi erano necessari sia per poter render l’isola una seria minaccia al nostro traffico navale diretto verso la Libia, sia per fronteggiare un eventuale sbarco di truppe sull’isola stessa. In questo quadro, si sviluppò la battaglia di Capo Passero, combattuta fra la Royal Navy britannica e la Regia Marina italiana il 12 ottobre 1940.

L’8 ottobre 1940 un convoglio composto da quattro piroscafi lasciò Alessandria d’Egitto con una imponente scorta; gli incrociatori contraerei Calcutta e Coventry e quattro cacciatorpediniere costituivano la scorta diretta, mentre la scorta indiretta era costituita delle navi da battaglia Warspite (nave insegna dell’ammiraglio Cunningham), Valiant, Malaya, Ramillies, le portaerei Illustrious, Eagle, l’incrociatore pesante York, gli incrociatori leggeri Gloucester, Liverpool, Ajax, Orion, Sydney e sedici cacciatorpediniere.

Il convoglio, in parte occultato dal tempo cattivo, non venne avvistato dai ricognitori della Regia Aeronautica e il primo avvistamento venne fatto solo alle 9:45 del giorno 11 da un aereo civile in volo tra l’Italia e la Libia a circa 70 miglia da Malta, dove il convoglio giunse indisturbato alle 16:00. Supermarina, il Comando Superiore della Regia Marina durante il secondo conflitto mondiale avuto notizie del movimento delle unità britanniche, decise di intervenire.

Da Augusta, uscì in ricognizione la XI Squadriglia cacciatorpediniere, al comando del capitano di vascello Carlo Margottini, con Artigliere (caposquadriglia), Aviere, Geniere e Camicia Nera, con il supporto della I Squadriglia torpediniere, formata dalle torpediniere Airone, Alcione e Ariel, con insegna di caposquadriglia sull’Airone. Queste unità avevano il compito di perlustrare le acquea a oriente di Malta.

Contestualmente la VII Squadriglia cacciatorpediniere costituita dalle unità della classe Dardo venne inviata a effettuare una ricerca a rastrello presso Capo Bon e la II Flottiglia MAS, di stanza a Trapani, e con una squadriglia dislocata a Mazara del Vallo ad effettuare agguati presso le isole di Gozo e La Valletta. Purtroppo, nelle stesse ore in cui i nostri uscivano il grosso della Mediterranean Fleet stava facendo ritorno ad Alessandria, protetto a nordest dagli incrociatori AjaxOrionSydney e York scortati dai caccia Nubian e Mohawk.

il cacciatorpediniere Artigliere.jpg
Il Cacciatorpediniere Artigliere

Poco dopo la mezzanotte, a levante di Malta, le nostre unità avvistano alla luce della luna l’incrociatore Ajax e si gettarono all’assalto. Purtroppo una amara sorpresa attendeva i nostri, l’Ajax infatti era la prima unità britannica ad essere equipaggiata con un arma a noi praticamente sconosciuta, il radar modello 270. Ciò consenti all’incrociatore britannico un indiscutibile vantaggio oltre al fatto di essere armato con pezzi da 152 mm contro i 100 e 120 dei cacciatorpediniere e delle torpediniere italiane.

Alcuni co,lpi d’artiglieria raggiunsero l’unità di Sua Maesta britannica ma questa li incassò abbastanza agevolmente, rispondendo al fuoco. L’Artigliere viene ripetutamente colpito, è in fiamme, ma per ore i marinai cercano di salvarlo. Praticamente immobilizzato viene preso a rimorchio dal cacciatorpediniere gemello Camicia Nera. All’alba purtroppo arriva in zona l’intera Mediterranean Fleet con quattro corazzate, due portaerei, sei incrociatori, sedici caccia.

L’arrivo è accompagnato da accompagnati da pesanti incursioni della RAF e il Camicia Nera non può far altro che disimpegnarsi e abbandonare l’Artigliere al suo tragico destino. Prima ci sono le incursioni dal cielo, poi il colpo di grazia dell’incrociatore York con bordate e siluri, l’Artigliere con il suo valoroso equipaggio se ne va in fondo al mare. Gli inglesi vanno via senza soccorrere i naufraghi, che restano tra le onde per altre 36 ore, ma lanciano comunque il messaggio contenente la posizione dei naufraghi.

Le perdite umane furono piuttosto pesanti: su un equipaggio di 254 uomini, solo 122 sopravvissero, di cui 22 recuperati e fatti prigionieri dal cacciatorpediniere HMS Vampire ed i rimanenti 100 da unità italiane. Nell’affondamento trovarono eroica morte il comandante Carlo Margottini e l’assistente di squadriglia, il Tenente di Vascello Corrado Del Greco, entrambi decorati di medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Alle loro figure abbiamo dedicato un post che chi volesse può leggere cliccando sul link sottostante:

Due medaglie d’oro per lo scontro navale di Capo Passero

Malgrado il fatto che le navi italiane avessero colpito l’Ajax ben sette volte, i cannoni da 100 o 120 inflissero dei danni limitati all’unità britannica in quanto poi come si vedrà, durante l’intera guerra su tutti i mari non un solo incrociatore fu affondato dall’artiglieria di un cacciatorpediniere. Molto di più avrebbero potuto i siluri di cui le nostre unità erano armate, ma purtroppo lanciati singolarmente invece che a salve da quattro, non riuscirono a cogliere risultati. Alla fine dell’azione comunque l’Ajax dovette lamentare 13 morti e 22 feriti fra il suo equipaggio.

Prima di chiudere il nostro post dedicato alla battaglia di Capo Passero, ricordiamo che il Camicia Nera, nonostante fosse inseguito da due incrociatori e tre cacciatorpediniere ed attaccato da dieci aerosiluranti, con abili manovre e occultandosi con cortine fumogene, riuscì a mettersi in salvo raggiungendo Augusta poco prima di mezzogiorno del 13 ottobre.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.