2^ G.M. Africa Orientale

“Savoia, Italia, Impero” la breve ma intensa storia della divisione Granatieri di Savoia

«L’infelice propaganda di guerra del tempo ha permesso alla stampa britannica di rappresentare gli italiani come soldatini di ventura; ma se escludiamo la divisione paracadutisti tedesca operante in Italia e i giapponesi attivi in Birmania, nessun esercito nemico col quale le truppe britanniche ed indiane hanno dovuto scontrarsi, ha saputo ingaggiare una battaglia più acre ed efficace di quella dei battaglioni “Savoia” a Cheren.»

Così scriveva Compton Mackenzie, scrittore scozzese che nel corso del secondo conflitto mondiale prestò servizio nell ‘MI6, (agenzia britannica dello spionaggio estero), nel settore del Mediterraneo, scrivendo poi in seguito quattro libri nei quali raccontava le proprie esperienze belliche. Il post odierno è dedicato alla 65ª Divisione fanteria “Granatieri di Savoia” divisione del Regio Esercito, che nella sua breve vita, meno di cinque anni, seppe comunque lasciare il segno.

La divisione si costituisce a Littoria (Latina) il 12 ottobre 1936 assumendo alle dipendenze organiche la Brigata Granatieri di Savoia (10° e 11° Rgt. Granatieri), il Btg. Mitraglieri Divisionale e il 60° Rgt. Artiglieria da Campagna su due gruppi da 65/17 e già nel novembre dello stesso anno viene inviato nell’Africa Orientale Italiana, con il compito di presidiare Addis Abeba, capitale etiope dopo che Mussolini aveva annunciato la rinascita dell’Impero sui colli fatali di Roma,

Per la nuova unità si decise che il personale oltre alla nota prestanza fisica, tipica del corpo doveva essere volontario, a lunga ferma e altamente specializzato. Come segno distintivo vennero naturalmente adottati gli alamari con l’unica differenza che il filo era azzurro e non argentato, come quello presente sulle divise dei Granatieri di Sardegna e come avete letto nel titolo, il motto scelto era “Savoia, Italia, Impero”

Si voleva con la nuova unità far rivivere le tradizioni militari dei granatieri, in maniera indissolubile legate a casa Savoia, con il nostro Paese e con l’Impero dichiarato da Mussolini il 5 maggio 1936. In un primo tempo si era pensato di destinare a presidio dei nuovi territori la “Granatieri di Savoia” ma l’unità era da sempre istituzionalmente a presidio di Roma e così maturò l’idea di costituire un’unità gemella, da inviare nella capitale dell’Africa Orientale Italiana.

Già nel Novembre del 1936, l’unità fu inviata nell’A.O.I., completando il trasferimento nel gennaio successivo. Fino al giugno 1940 le unità della divisione verranno impiegate in operazioni di rastrellamento del territorio dello Scioa, a difesa della cinta fortificata di Addis Abeba dagli attacchi dei guerriglieri etiopi e a protezione della linea ferroviaria Addis Abeba-Gibuti. Le operazioni furono più complicate del previsto e ciò portò ad un ripensamento delle struttura della stessa.

L’unità risultò cosi riorganizzata sempre su due reggimenti il 10° con due battaglioni di granatieri e uno di alpini (l’unico della specialità presente in Africa) denominato Uork Amba e l’11° reggimento strutturate sempre su due battaglioni granatieri con l’aggiunta di un battaglione di bersaglieri. Nella sua organizzazione iniziale invece i due reggimenti erano strutturati su 3 battaglioni di granatieri ciascuno.

Il 27 agosto 1937 il I battaglione del 10° reggimento, dopo soli nove mesi di permanenza nei territori dell’Impero lasciò il continente africano alla volta dell’estremo oriente. A bordo del transatlantico Conte Biancamano, 46 ufficiali e 677 fra graduati e uomini di truppa, partirono dal porto eritreo di Massaua per raggiungere Shangai dove giungeranno all’alba del 14 settembre.

Il battaglione granatieri era destinato, insieme a un contingente del reggimento San Marco, partito lo stesso 27 agosto da Napoli e a una compagnia di marina e due compagnie da sbarco ad assicurare la vigilanza e la difesa di un settore della concessione internazionale, alla vigilanza e la difesa del Consolato Generale d’Italia e alla protezione della popolazione civile. Il I battaglione del 10° Rgt. Granatieri, farà rientro in Italia il 28 dicembre 1938.

Il resto della grande unità, a cui venne unito il Gruppo Squadroni Nazionali d’Africa “Cavalieri di Neghelli”, reparto misto, con unità montate sui piccoli cavalli abissini ed unità blindate munite di autoblindo e carri leggeri CV33, rimase a presidio dei territori dell’Africa Orientale Italiana. In particolare nel 1938, la divisione parteciperà con alcuni reparti ad operazioni di grande polizia coloniale nella Regione del Nilo Azzurro, a Debra Sina, a Sendafè, ad Addis Alem., contro la mai domata resistenza abissina

Nel febbraio 1938, insieme agli altri comandi di brigata indivisionati, anche il Comando Brigata Granatieri di Savoia viene sciolto e i due reggimenti granatieri vengono posti alle dirette dipendenze del Comando Divisione. Siamo ormai alla vigilia dell’ingresso dell’Italia nel secondo conflitto mondiale e nel maggio 1940 entra a far parte della Divisione anche la 11a Legione CC.NN. d’Assalto composta da 2 battaglioni di Camice Nere.

Alla data del 10 giugno, giorno della dichiarazione di guerra a Gran Bretagna e Francia le unità della divisione continuano ad operare nella zona di Addis Abeba, a presidio della cinta fortificata della città. Le unità della divisione partecipano alle operazioni contro il Sudan ed in particolare contro la Somalia britannica, operando dal settore nord nelle battaglie contro il complesso fortificato del Tug Argan. Come ben sapete le operazioni suddette culminanrono con la conquista di Berbera, capitale del Somalind britannico il 19 agosto 1940.

Negli ultimi mesi del 1940, un battaglione di formazione costituito da due compagnie mitraglieri, una compagnia fucilieri, una compagnia mortai da 81, e il II Btg. della 11a Legione CC.NN., opera con le truppe del Presidio di Gallabat-Metemma, lungo il confine con il Sudan. Il reparto concorre alla difesa degli importanti nodi stradali che controllano le comunicazioni verso il Lago Tana e la città di Gondar. Impegnato durante il primo tentativo nemico di penetrare nel territorio, il battaglione concorre dal 6 all’8 novembre ad arginare e respingere gli attacchi di consistenti formazioni corazzate nemiche.

Con l’inizio del nuovo anno l’iniziativa militare passa nelle mani dei britannici e le truppe italian dislocate nell’Impero, impossibilitate come sono ì a ricevere alcun tipo di rinforzo della madrepatria, poco possono contro le unità motorizzate e corazzate nemiche e dalle incursioni della resistenza abissina, che rifornita di armi riprende vigore in vaste zone dell’Etiopia. La divisione lascia Addis Abeba e le sue unità vengono inviate in rinforzo dei settori più delicati o più direttamente minacciati.

Il 27 marzo 1941 cadute le posizioni di Dologorodoc, le unità corazzate nemiche dilagano nella piana di Cheren e costringono le nostre unità a ripiegare su una nuova linea di resistenza verso Addigares. Quello stesso giorno il 10° e l’11° reggimento granatieri vengono ufficialmente sciolti, a causa delle pesantissime perdite subite nella dura ma gloriosa battaglia di Cheren. Secondo quanto riportato da A. Rovighi nella sua opera “Le operazioni in Africa orientale giugno 1940, novembre 1941”, le perdite fra le nostre truppe nazionali assommarono a circa 3.000 caduti e 4.500 feriti, non sono note le perdite fra i coloniali ma sono stimate intorno a 9.000 caduti ed una cifra assai superiore di feriti.

Il giorno successivo inizia la battaglia per la difesa dell’Eritrea e le posizioni di Addigares e di Teclesan, sulle quali è schierato quello che resta dell’ormai disciolto 10° Granatieri e il Battaglione Alpini Uork Amba, vengono attaccate con violenza, lo stesso giorno da mezzi corazzati nemici. La pressione esercitata dal nemico, costringe i resti delle unità impegnate e logorate dalla lotta a dirigersi verso Asmara abbandonando così ogni altra velleità di resistenza.

Nel frattempo altri reparti della divisione sono impegnate nella zona del Massiccio dell’Amba Alagi, vengono inquadrati nelle unità ivi esistenti e schierate a difesa dei Passi Togorà, Falagà e sulle pendici di M. Cerarsi, rispettivamente a ovest, a est e a sud dell’Amba Alagi. Da queste posizioni partecipano ai combattimenti svoltisi dal 21 aprile al 17 maggio. Il comportamento delle truppe italiane in quei giorni, merita l’ammirazione del nemico che concede ad esse la resa con l’onore delle armi.

Il Comando Divisione nella seconda quindicina di marzo si trasferisce da Addis Abeba ad Auasc, località lungo il torrente omonimo a circa 100 km dalla capitale. In detta zona organizza, con altri reparti una seconda linea di difesa lungo il torrente Auasc, fino a quando la stessa viene raggiunta da forti formazioni nemiche tra la fine di aprile e i primi giorni di aprile. I combattimenti si sviluppano brevi ma violenti e molti reparti tra cui la compagnia mitraglieri vengono annientati, il 3 aprile le unità iniziano il ripiegamento e si dirigono verso la Regione dei Galla Sidama.

La Divisione Granatieri di Savoia deve essere considerata sciolta per eventi bellici il 20 aprile 1941, anche se buona parte delle unità che la compongono continuano ad operare, in quanto sotto la suddetta data i superstiti elementi del comando divisione – che si sono trovati ad operare prima sul fiume Auasc e poi nella Regione dei Galla Sidama, sempre molto lontani dalle unità dipendenti – cessano di funzionare dando vita al Comando della 25a Divisione Coloniale successiva difesa dell’Eritrea.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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