I Bersaglieri

150 anni fa, i bersaglieri entrano a Roma attraverso la Breccia di Porta Pia

Nel 1870 l’Italia era unita da 9 anni, ma il processo di unificazione dei territori non era finito. Mancavano lo Stato Pontificio, ridotto ormai ai territori che comprendevano Roma, Viterbo e Frosinone e quello che oggi è il Trentino-Alto Adige. Il regno lombardo-veneto era stato annesso solamente 4 anni prima, perciò la monarchia cominciò a concentrarsi sull’ultimo obiettivo che avrebbe portato a compimento il progetto unitario: Roma capitale.

Alle 10 del mattino del 20 settembre 1870, i bersaglieri entravano a Roma attraverso la famosa Breccia di Porta Pia. Con la presa di Roma veniva sancita l’annessione della “città eterna” al Regno d’Italia, e allo stesso tempo veniva decretata la fine dello Stato Pontificio quale entità storico-politica e la fine del potere temporale dei Papi.

Il pontefice Pio IX, aveva deciso che la resistenza alle truppe italiane, doveva essere poco più che simbolica e l’allora segretario di stato, il cardinale Giacomo Antonelli, dette ordine in tal senso al generale tedesco Hermann Kanzler. Al Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate dello Stato pontificio, venne ordinato di ritirare le truppe entro le mura e di limitarsi ad un puro atto di resistenza formale, quale poi fu quello opposto alle truppe di Cadorna.

Ad ogni modo se da un lato, come la resistenza pontificia, per quanto inizialmente accanita, fu poco più che simbolica e dall’altro, vi era la volontà italiana di non portare danno alla città e alla sua popolazione, ci vollero ben 888 colpi di cannone prima che venisse aperta la famosa”breccia di porta Pia” e alla fine dei combattimenti si contarono 48 morti nelle fila del Regio Esercito e 19 tra quello pontificio.

Come abbiamo ricordato all’inizio del post, alle 10 del mattino del 20 settembre, Roma era stata conquistata. Kanzler, mandò le condizioni per la resa, che il generale italiano Raffaele Cadorna accettò: la consegna di tutte le armi e le munizioni presenti in città, a eccezione di quelle presenti nella cosiddetta città leonina (corrispondente circa allo stato Vaticano di oggi), gli onori di guerra alle truppe pontificie e la possibilità per gli ufficiali di tenere armi e cavalli.

Ricordiamo che Kanzler entrato nell’esercito del Papa nel 1845 col grado di capitano, dopo aver combattuto nel 1848 contro l’impero austriaco nel corso della I guerra d’indipendenza, nel 1859 fu nominato colonnello del primo reggimento dell’esercito pontificio. Il 3 novembre 1867 comandò l’esercito papale a Mentana nella vittoriosa battaglia contro la”legione garibaldina”, il piccolo esercito di circa 10 000 volontari che cercava di conquistare Roma.

Il giorno successivo, in ottemperanza agli accordi di resa i soldati pontifici, che erano in gran parte stranieri, vennero benedetti da Pio IX in piazza San Pietro e rimpatriati nei loro paesi d’origine a spese del governo italiano. L’anno successivo la capitale d’Italia fu trasferita da Firenze a Roma. L’anniversario del 20 settembre è stato festività nazionale fino alla sua abolizione dopo i Patti Lateranensi nel 1929.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo

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