I polacchi

La nostra Patria non dimenticherà il sacrificio di vostro figlio e la onorerà come onora ogni soldato polacco …

“La nostra Patria non dimenticherà il sacrificio di vostro figlio e la onorerà come onora ogni soldato polacco che in egual modo ha immolato la vita per la grande Polonia”.

Con queste parole il Comando dell’Armata polacca in Italia comunicava alla famiglia la morte dell’ex soldato del Regio Esercito Michele Arcangelo De Palo. Ora i nostri lettori si staranno domandando cosa ci faceva un soldato italiano nell’Armata polacca e per spiegare questo occorre fare un passo indietro.

Il nostro soldato nacque a Castropignano (Campobasso) il 31 agosto 1915. Operaio meccanico, assolse gli obblighi di leva dall’aprile 1936 al luglio 1937 nel 2° Reggimento Genio Telegrafisti. Richiamato il 27 agosto 1939 fu destinato a Rodi presso la 91″ Compagnia Genio della Divisione “Regina”. Trascorse tutta la guerra nel Dodecaneso dove rimase fino alla fine di luglio del 1943, quando venne rimpatriato per una licenza straordinaria

Il tragico giorno dell’ 8 settembre 1943, alla dichiarazione dell’armistizio, egli si trovava presso la sua famiglia. Dopo avere partecipato alla lotta partigiana nel Molise nel giugno 1944, al passaggio delle truppe alleate raggiunse un reparto polacco dal quale venne assunto come volontario.

Ricordiamo che le forze del II Corpo d’Armata polacco agli ordini del generale Władysław Anders stavano risalendo la penisola, nel settore adriatico inserite nell’ 8ª Armata britannica. Esse si erano già messe in mostra nella durissima battaglia per Montecassino, durante la quale proprio i polacchi posero la bandiera nazionale sulle rovine dell’abbazia conquistata.

Tornando al protagonista del nostro post odierno, De Palo offertosi volontario venne assegnato alla 2″ Compagnia e partecipò a numerosi combattimenti sostenuti dalle truppe polacche sacrificando la sua vita nell’attacco alla posizione di Monte Aiato in provincia di Ancona.

Alla sua memoria verrà conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:

«Gregario di una pattuglia, circondata da forze superiori tedesche, gareggiava con i propri compagni nel nobile compito di portare in salvo il comandante polacco ferito. Mentre con le raffiche del suo fucile mitragliatore teneva inchiodato l’avversario, veniva colpito a morte, sacrificandosi con superbo altruismo.»

— Settore Terrestre Adriatico 5 agosto 1944

Ricordiamo prima di chiudere il post che durante le fasi cruciali della campagna d’Italia, il contributo di uomini e mezzi offerto dal corpo di spedizione polacco, fu veramente notevole. Nel 1945, il II Corpo Polacco arriverà a contare circa 75 mila uomini e durante l’intera ciclo corpo perse 11.379 uomini, di cui 2.301 furono uccisi in battaglia, 8.543 furono feriti e 535 risultarono dispersi.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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