Gli Arditi

4 settembre 1917, gli Arditi conquistano il Monte San Gabriele

Intorno alle 14 del 3 settembre 1917, il colonnello Bassi raduna i suoi uomini intorno a sé i reparti degli Arditi che la mattina seguente, alle 5,45 esatte avrebbero dovuto lanciare l’attacco al Monte San Gabriele, una inesupugnabile roccaforte austroungarica, piena di gallerie e trincee. Da una improvvisata tribuna con due cassette di petardi, legge il fiero messaggio del comandante della 2a Armata, Luigi Capello:

   “Arditi!

   Ho serbato per voi l’impresa più audace e più grande della guerra. Andrete a ritrovare il nemico che vi conosce e vi teme. Sono sicuro che ritornerete, come dalle gloriose giornate della Bainsizza, vittoriosi. Affiderò al taglio dei vostri pugnali, alla forza del vostro braccio, all’insuperabile coraggio del vostro petto, un compito gigantesco. Voi conquisterete al nostro esercito e all’Italia, la montagna che sbarra alla nostra armata la via di Trieste; il baluardo da cui il secolare nemico guarda Gorizia e ne distrugge giorno per giorno, col suo ferro e col suo fuoco, sistematicamente, la bellezza e la vita.

   Il monte, sappiatelo fin d’ora, è inespugnabile. L’arte militare dei nostri avversari, coadiuvata dalla natura, ne ha fatto un vero capolavoro insuperabile di difesa. Contro di esso si sono provate le nostre brigate in offensive di cui la storia non registrerà mai più potenti, ma i loro sforzi superbi, il loro fulgido valore, il loro sublime sacrificio, si sono purtroppo infranti. A voi ora l’onore di vincere nel più periglioso cimento. Forse io vi chiedo l’impossibile. Ma so a chi mi rivolgo, so che nulla è insuperabile al vostro ardimento sovrumano, so che nessuna sapienza d’arte, nessun numero di nemici, nessuna potenza di difesa, nessun valore di eserciti, nessuna barriera, potranno resistere all’impeto vostro.

   Fra qualche giorno tutta l’Italia, i morti di tute le nostre guerre, i grandi di tutti i secoli guarderanno a voi. Io sono certo che dalla cresta del monte ritornerete vincitori o non tornerete più”.

Quel giorno, dopo un bombardamento molto intenso, per il quale erano state concentrate nel breve tratto tra il San Gabriele e il San Marco oltre 700 bocche da fuoco di medio e grosso calibro, iniziava l’attacco dell’arco di alture che cinge Gorizia. L’11ª Divisione del VI Corpo dava quindi la scalata alle pendici del San Gabriele, riuscendo a raggiungere la linea di cresta tra la quota 552 e quota 646-

Il I reparto d’assalto di arditi conquistò il fortino, vi piantò la bandiera italiana, riuscendo inoltre a catturare circa 200 prigionieri. La vetta venne tenuta dalle nostre truppe solo per due giorni, in quanto durante la notte del 6 settembre si scatenò la controffensiva del generale austroungarico Boroević, obbligando i nostri a ritirarsi a un centinaio di metri al di sotto della vetta.

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