2^ G.M. La Repubblica Sociale Italiana

Giuseppe Solaro, un fascista di sinistra

La figura di Giuseppe Solaro è una delle più affascinanti nell’ambito della breve vita della Repubblica Sociale Italiana e anche una fra le più nascoste dalla storiografia ufficiale. Nato nel 1914 a Torino fu Federale (segretario provinciale) del Partito Fascista Repubblicano del capoluogo piemontese e comandante della I Brigata Nera “Ather Capelli”, comando che lasciò il 23 aprile 1945, per assumere la carica di  Ispettore regionale per le Brigate Nere.

Ricordiamo che tutte le Brigate Nere sorte in Italia settentrionale dagli inizi di luglio del 1944, per volere del Segretario del Partito Fascista Repubblicano Alessandro Pavolini, vennero intitolate a un caduto del fascismo repubblicano. Alla Ather Cappelli insieme alla “Aldo Resega” di Milano la più potente fra le 41 Brigate Nere istituite, abbiamo dedicato un post che potete leggere cliccando sul link sottostante:

Le Brigate Nere, la Ather Cappelli di Torino

Giuseppe Solaro il più giovane fra i federali della R.S.I. nominato personalmente da Pavolini, era l’unico fra i segretari che poteva recarsi da Benito Mussolini senza alcun preavviso. Convinto fautore della Socializzazione economica si fece portavoce delle rivendicazioni degli operai della FIAT, criticando l’atteggiamento doppiogiochista della dirigenza nei confronti degli Alleati, sicuri vincitori della guerra e dei tedeschi che boicottavano qualsiasi iniziativa nell’ambito della stessa socializzazione.

Il 2 dicembre 1944, nel solco della svolta socializzatrice, Solaro nominò podestà del capoluogo piemontese l’operaio della FIAT Michele Fassio. Nel suo articolo I Ribelli siamo noi, che può essere considerato suo Testamento Ideale apparso su La Stampa il 12 ottobre 1944, Solaro scriverà:

I veri Ribelli in sostanza siamo noi. Noi globalmente chiamati nazi fascisti… Ci ribelliamo all’idea di non aver più nulla da fare contro un cumulo di nemici potentissimi di armi e vettovaglie. Come pensare, dice l’uomo della strada, che tedeschi, giapponesi e fascisti possano resistere a una America, indisturbata nelle sue fonti di produzione bellica alimentate da esuberanti dotazioni di materie prime, a una Inghilterra seminatrice di doviziose armate di ogni colore attinte alle immense colonie, a una Russia formidabile di uomini e ordigni di guerra, a tre potenze di tutto munite, padrone di tre quarti del mondo… Ci ribelliamo alle prospettive di tremende punizioni che ci attenderebbero a breve scadenza. Ci ribelliamo pure all’antipatia e al vuoto che ci crea attorno nei momenti più duri una turba di vigliacchi timorosi persino di riconoscere almeno il nostro valore con una parola o un sorriso, perchè questo potrebbe pesare all’arrivo degli angloamericani. Noi siamo i veri Ribelli. Per gli altri è facile farsi chiamare ribelli quando si crede di avere gli eserciti amici a pochi giorni di distanza, quando si ritiene la vittoria già scontata, quando si pensa di essere dalla parte del più forte, dell’ormai invincibile … E’ piacevole farsi chiamare ribelli quando si è circondati dalle premure di tanti pavidi che intendono crearsi benemerenze verso il “cavallo vincente” … I veri ribelli siamo noi. Ribelli contro un mondo vecchio di egoisti, di privilegiati, di conservatori, di capitalisti oppressori, di falliti sistemi , di superate ideologie, di dottrine ingannatrici, di falsi e bugiardi… Ribelli in nome di una santa causa, di una società giusta ed ordinata, di rispetto del lavoro, di dignità nazionale, di amore alla Patria, al nucleo familiare, alle onorevoli ed egregie intraprese della vita”

Morirà impiccato dai partigiani il 29 aprile 1945 e il suo corpo dopo essere stato esibito come trofeo per le vie della città gettato nel Po e fatto segno di numerosi colpi d’arma da fuoco. Poco prima di consegnarsi a un colonnello dei Carabinieri che credeva amico, Solaro organizzò centinaia di franchi tiratori che contesero il capoluogo piemontese alle forze partigiane fino al 7 maggio. Chi volesse approfondire la sua storia consigliamo l’articolo a lui dedicato dal Secolo d’Italia che potete trovare seguendo il link sottostante:

https://www.secoloditalia.it/2015/03/vita-morte-giuseppe-solaro-fascista-credeva-nel-socialismo/

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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