1^ G.M. Le truppe alpine

8 agosto 1937, la morte di Vasco Agosti, un padre per i suoi ascari

“Comandante interinale di brigata coloniale, nonostante una infermità che da vario tempo gli teneva quasi immobilizzato un braccio, continuava a conservare il comando della sua unità dirigendo e coordinando con sagacia e perizia le operazioni di polizia contro i ribelli. Venuto a conoscenza che un gruppo di armati si era presentato a poche ore di distanza dal suo presidio, messosi alla testa di una piccola colonna attaccava risolutamente l’avversario che metteva rapidamente in fuga ed inseguiva con alcuni suoi elementi. Attaccato da forze preponderanti alle spalle ed ai fianchi, con prontezza e sangue freddo dava immediate disposizioni per fronteggiare la nuova grave situazione, dirigendo personalmente i reparti, che incuorava ed incitava col suo esempio sfidando, in piedi, il piombo nemico, finché cadeva colpito a morte mentre, impugnato egli stesso un fucile, si dirigeva ove maggiore era il pericolo. Comandante di elette virtù militari, animatore dei suoi ascari, dai quali era adorato come padre.

Rarati, 8 agosto 1937 – Regio Decreto 20 febbraio 1939

L‘8 agosto 1937 durante un’azione di grande polizia coloniale, condotta dalle nostre truppe nei territori dell’Africa Orientale Italiana, dove poco più di un anno prima Mussolini aveva annunciato la “rinascita dell’Impero sui colli fatali di Roma”, perdeva la vita un valoroso tenente colonnello emiliano del corpo degli alpini. Il suo nome era Vasco Agosti, cadde con il fucile in mano alla testa dei suoi ascari, che lo consideravano un padre.

Vediamo ora in breve la storia della sua vita. Agosti nacque a Villa Seta di Cadelbosco di Sopra in provincia di Reggio Emilia il 29 maggio 1888 e dopo essersi arruolato volontario nel Regio Esercito, il 31 gennaio 1909 viene ammesso a frequentare, in qualità di Allievo Ufficiale di Complemento, il corso presso il 1º Reggimento fanteria. Promosso al grado di sottotenente nel 1910, entrò in servizio permanente effettivo il 21 ottobre 1913 dopo aver frequentato il corso preparatorio presso la Scuola di Applicazione di Parma.

In forza all’87º Reggimento fanteria, nel luglio 1914 partì per la Cirenaica, dove rimase gravemente ammalato a causa di un morbo sconosciuto e rimpatriato verso la fine dello stesso anno. Ristabilitosi, Agosti era ora pronto per affrontare la Grande Guerra, dopo l’entrata nella stessa del Regno d’Italia, avvenuta il 24 maggio 1915. Nelle fila del 26º Reggimento fanteria, prese parte a numerose operazioni belliche, fu promosso tenente il 15 luglio 1915 e venne ferito durante un combattimento a Tolmino, nell’agosto del 1915.

Decorato con la Medaglia d’argento al valor militare venne promosso capitano il 15 febbraio 1916 e trasferito in servizio al Battaglione alpini “Cividale” dell’ 8º Reggimento alpini. Nuovamente ferito in combattimento a Cima delle Saette, nel luglio dello stesso anno, rientrò in zona di operazioni nel maggio 1917 e assegnato al Battaglione alpini “Monte Matajur.

Trasferito al Corpo di spedizione operante nel Mediterraneo orientale, rientrò in Italia nel 1920  e tre anni dopo, dietro sua domanda, trasferito al 3º Battaglione indigeni del Regio Corpo Truppe Coloniali dell’Eritrea con cui partecipò alle operazioni per la riconquista della Libia. Durante questa campagna, l’ufficiale degli alpini si mise ancora una volta in mostra, guadagnandosi la Croce di guerra al valor militare.

Dopo il ritornò in Patria verso la fine del 1927, nel giugno successivo fu promosso maggiore e successivamente ritornò in Libia per assumere il comando del 5º Gruppo sahariano. Nell’ottobre 1935, Mussolini ordinò la guerra contro l’Abissinia e Agosti partecipò alla operazioni belliche in Africa Orientale e durante i combattimenti ad Af Gagà si guadagnò la seconda Croce di guerra al valor militare.

Nel maggio 1936, le nostre truppe occupavano la capitale Addis Abeba e il 9 maggio 1936 Mussolini dichiarava la rinascita dell’Impero italiano e Vittorio Emanuele III nominato Imperatore d’Etiopia. Il 31 dicembre 1936, Agosti veniva promosso Tenente Colonnello mentre era impegnato nelle operazioni di grande polizia coloniale, che miravano a sconfiggere le ultime sacche di resistenza degli abissini nei territori impervi ancora non completamente pacificati.

Sempre nell’ambito di questi sfibranti sconti, fu decorato con una seconda Medaglia d’argento al valor militare per un combattimento sostenuto a Gogetti. Assunto il comando interinale della 3ª Brigata coloniale, l’8 agosto 1937, il valoroso ufficiale cade sul campo di battaglia di Rarati con il fucile in mano e per questo fatto fu decorato di Medaglia d’oro al valor militare  alla memoria.

Durante la sua lunga e gloriosa carriera militare, Vasco Agosti, il padre degli Ascari si era guadagnato numerose altre decorazioni al valore, che sotto riportiamo:

  • Medaglia d’argento al valor militare 

    «Ferito durante una ricognizione, compiva ugualmente il suo servizio. Fattosi medicare, volontariamente ricominciava, subito dopo, un’altra ricognizione. Nuovamente e più gravemente ferito al fianco, adempiva completamente il suo compito e, al ritorno, soltanto dopo ordine espresso del comandante di reggimento, si lasciava condurre al posto di medicazione. Santa Lucia di Tolmino, 17 agosto 1915.»— Decreto Luogotenenziale 13 settembre 1916

  • Medaglia d’argento al valor militare

    «Comandante di battaglione indigeni, già distintosi in precedenti azioni durante la campagna in A.O. dava, nell’inseguimento di forze ribelli, ripetute prove di spiccate capacità di comandante e di ardire. Lanciato all’attacco di ben munite posizioni nemiche, sgominava, alla testa del suo battaglione, l’avversario, catturandone i capi. Nobile figura di soldato, combattente valoroso, vigile custode, durante la campagna in A.O., delle eroiche tradizioni del battaglione Galliano, primo sempre ove più forte era il pericolo, destava durante il combattimento di Gogetti, l’ammirazione di tutta la brigata. Gogetti, 20 febbraio 1937.»— Regio Decreto 19 ottobre 1938

  • Croce di guerra al valor militare 

    «Comandante coraggioso spinse i suoi uomini ai più duri cimenti e sprezzante del pericolo, infuse nei dipendenti il proprio spirito battagliero, trascinandoli a numerose vittorie. Hlg-Bardadle, 14-15-16, Colulle ed Eil, 17-18-19 aprile, Eil Ellindra 15 maggio 1926 (Somalia settentrionale).»

  • Croce di guerra al valor militare 

    «Comandante di battaglione eritreo, teneva saldo al fuoco il suo reparto, respingendo ripetuti contrattacchi del nemico che, sloggiato negli scontri del giorno precedente da forti posizioni, tentava con accanimento di ritornarne in possesso. Af Gagà, 25 dicembre 1935.»

Il 30 settembre 1942 viene costituita la Sezione dell’A.N.A. di Reggio Emilia che gli fu intitolata, così come una via e una scuola della sua città natale. Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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