1^ G.M. I generali

20 luglio 1915, la morte del primo generale italiano nella Grande Guerra

Il 20 luglio 1915, a Forcella di Fontanegra, sulle Tofane massiccio montuoso della catena delle Dolomiti orientali note anche come Dolomiti Ampezzane, moriva colpito da un proiettile sparato da un cecchino austriaco, il generale di divisione Antonio Cantore. L’ufficiale venne colpito da una pallottola che lo centrò in fronte forandogli la visiera del berretto e trapassandogli il cranio, mentre da una postazione sulle montagne sopra Cortina osservava gli schieramenti nemici.

Sarà il primo generale italiano a donare la propria vita alla Patria, durante la lunga e sanguinosissima ma alla fine vittoriosa Prima Guerra Mondiale. Questa versione della morte è la più accreditata anche se sono molti a sostenere che ad uccidere il generale furono i suoi stessi ufficiali esasperati dalla sua durezza ed arroganza. La questione è ancora a oggi oggetto di discussione, ad ogni modo il 3 dicembre 1915 alla sua Memoria verrà decretata la concessione della medaglia d’oro al Valor Militare che così recitava:

«Esempio costante e fulgido d’indomito ardimento alle sue truppe, le condusse attraverso regioni difficilissime, ove il nemico si era annidato, riuscendo a sloggiarlo. Cadde colpito da palla nemica sull’osservatorio, dal quale esplorava e preparava nuovi ardimenti. Monte Tofane, 20 luglio 1915.»

Vediamo ora chi era il generale Antonio Tommaso Cantore. Egli nacque a San Pier d’Arena oggi Sampierdarena (Genova) il 4 agosto 1860 e dopo gli studi compiuti presso un istituto tecnico, nel 1878 entrò nell’Accademia militare di Modena, da cui uscì due anni dopo con i gradi di sottotenente. Proseguì la sua carriera venendo promosso capitano nel 1888; maggiore nel 1898 al comando del battaglione alpini Gemona del 7º reggimento; tenente colonnello nel 1903 al comando del battaglione alpini Aosta del 4º reggimento.

Nel 1908 ci fu la sua promozione a colonnello e l’assegnazione al comando dell’88º reggimento di fanteria, salvo poi rientrare pochi mesi dopo negli alpini, per assumere l’anno dopo il comando dell’8º alpini, di nuova formazione. Il 28 settembre 1912 Antonio Cantore fu imbarcato per la Libia, al comando dell’ 8° alpini, a cui diede tutta la sua anima di vecchio alpino, tanto da far sì che lo stesso venne denominato, addirittura, il “reggimento Cantore”.

Al suo ritorno in Italia nel 1914 divenne maggior generale e dal 1º febbraio fu posto al comando della brigata Pinerolo; incarico che ricoprì per pochi mesi e precisamente fino al 16 luglio quando preferì cambiare il proprio incarico con quello di comandante della 3ª brigata Alpini, la futura brigata alpina Julia.

Con l’ingresso del Regno d’Italia nella Grande Guerra (24 maggio 1915), a Cantore, e alla sua 3ª Brigata Alpina venne affidato il settore del monte Baldo-Lessini (la zona nord orientale del lago di Garda). Il 27 maggio le truppe guidate da Cantore si impadronirono di Ala, uno dei primi paesi trentini in territorio austriaco. Quest’azione lo portò alla ribalta nazionale e D’Annunzio lo ricordò così :

Il valor rise come il fiore sboccia

Ala, una città presa per amore

E l’eroe d’Ala avea nome Cantore

E il suo spirito è scolpito nella roccia

Cantore galvanizzato dal fresco successo, giunse a Cortina nel giugno 1915 con i nuovi gradi di generale di divisione e assunse il comando della 2ª divisione che stava combattendo nella zona di Cortina d’Ampezzo. Proprio a lui, Luigi Cadorna il capo di stato maggiore del Regio Esercito, volle affidare l’attacco all’intera linea nemica sulle Dolomiti, in sostituzione del generale Saverio Nasalli Rocca, accusato di essere troppo prudente e lento nelle manovre.

In quel settore i soldati italiani stavano tentando di sottrarre ai nemici l’intero gruppo delle Tofane, ma per conseguire questo obiettivo era necessario espugnare il  cosiddetto “Castelletto”, un torrione di roccia che dominava tra la Tofana di Rozes (in mano italiana) e il monte Lagazuoi (ancora sotto il controllo austriaco), dove gli austro-ungarici resistevano strenuamente mantenendo la propria posizione, tanto che il Castelletto finì per essere considerato praticamente inespugnabile.

Il 7 luglio, iniziò l’operazione con il piano elaborato dal generale Cantore che prevedeva di impadronirsi della Forcella di Fontana Negra, posizione posta a 1800 metri, per poi piombare sui soldati austriaci asserragliati sul Castelletto. Lo stesso prevedeva che i soldati italiani avrebbero dovuto risalire per mezzo chilometro il versante orientale, costruendo trincee e gallerie nella viva roccia, il tutto sotto l’accanito fuoco delle micidiali mitragliatrici nemiche. Il piano d’attacco, anche se avesse dato la vittoria, avrebbe richiesto il sacrificio di centinaia e centinaia di vite umane.

Per mettere in atto questo suo secondo piano, Cantore decise di compiere in prima persona, come il suo spirito di alpino imponeva, un giro di ricognizione nell’area che sarebbe stata teatro della nuova operazione. Durante la missione di esplorazione la postazione in cui egli si trovava fu fatta bersaglio di numerosi tiri di fucileria dalle postazioni austroungariche. Il generale come abbiamo visto all’inizio del nostro post fu colpito alla testa probabilmente da un proiettile austroungarico che lo uccise.

Il funerale del generale venne celebrato nel centro di Cortina d’Ampezzo e il suo corpo venne successivamente sepolto nel Sacrario Militare di Pocol, progettato dall’ingegnere Giovanni Raimondi e concluso nel 1935. La costruzione costituita principalmente da una massiccia torre quadrangolare in pietra, che svetta su Pocol ed è ben visibile da tutta la Valle d’Ampezzo, conserva le ossa di 9.707 caduti italiani, di cui 4.455 rimasti ignoti, e di altri 37 caduti austro-ungarici noti.

Il monumento del Fante morto nel quale sono conservate le spoglie delle M. O. gen. Antonio Cantore e ten. Francesco Barbieri

Il monumento del Fante morto nel quale sono conservate le spoglie delle M. O. gen. Antonio Cantore e ten. Francesco Barbieri

Nel sacrario riposano le spoglie di quattro Medaglie d’Oro al Valor Militare:

  • Generale Antonio Cantore
  • Tenente Francesco Barbieri
  • Capitano Riccardo Bajardi (caduto a Cima Sief)
  • Ten. Mario Fusetti (caduto in Sass de Stria).

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

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