2^ G.M. I bombardamenti sulle città italiane

19 luglio 1943, la morte del Comandante Generale dei Carabinieri durante il bombardamento di San Lorenzo

Come abbiamo appena visto, Roma subì il 19 luglio 1943 il primo bombardamento aereo alleato. Molti, i più, avevano pensato che la “Città eterna” per il suo inestimabile patrimonio artistico e per la presenza del Vaticano e del Papa sarebbe stata risparmiata dalla furia del bombardamenti aerei, ma purtroppo le cose andarono diversamente e Roma verrà colpita più volte dopo questo primo attacco.

A chi volesse approfondire l’argomento del primo bombardamento di Roma consigliamo la lettura del nostro post dedicato all’argomento:

19 luglio 1943, il primo bombardamento di Roma

Il post odierno è dedicato invece a due alti ufficiali dell’Arma dei Carabinieri Reali che proprio in quel tragico giorno, donarono la loro vita alla Patria. I due militari in questione sono il generale di Corpo d’Armata Azolino Hazon, dal 23 febbraio 1943 Comandante Generale dell’Arma e il Colonnello Ulderico Barengo capo di Stato Maggiore dell’Arma dal 16 novembre 1940.

Erano le 11,40 del 19 luglio 1943, la capitale aveva appena subito il primo e inaspettato terrificante attacco aereo da parte degli Alleati, le sirene avevano appena finito di suonare. La zona più colpita era stata quella dello scalo ferroviario di San Lorenzo, quartiere popolare della città e in quei minuti il Comandante Generale dei Carabinieri Reali Azolino Hazon, si affacciò nella stanza del suo Capo di S. M. il Colonnello Barengo, dicendogli:

“Occorre andare, non c’è da perdere un minuto; a San Lorenzo c’è da organizzare i soccorsi”.

I due militari, accompagnati dall’autista e dal tenente Colonnello Leonardo Perretti si misero a quel punto in macchina per raggiungere la zona devastata dai bombardamenti, ma durante il tragitto lungo il viale Regina Margherita, nella zona della Città Universitaria, una nuova ondata di bombe da 500 libbre colpì la capitale. Uno di questi terribili ordigni esplose vicino all’auto con a bordo i due ufficiali dell’Arma che perirono all’istante, mentre Perretti rimase gravemente ferito. Alla loro Memoria venne poi concessa la Medaglia d’Argento al Valor Militare con la seguente motivazione:

“Mentre accorrevano sui luoghi maggiormente colpiti per recarvi il contributo della loro presenza animatrice a riaffermare la tradizionale dedizione dell’Arma dei Carabinieri a favore della comunità, erano qui travolti dall’esplosione di ordigno aereo, sacrificando la nobile esistenza e fondendo generosamente il sangue con quello delle innocenti vittime cittadine nel glorioso martirio che indicò alla Nazione la via della libertà e della democrazia”.

Qualche ora dopo, intorno alle ore 16 un fonogramma del Comando Generale dell’Arma, firmato dal Vice Comandante Generale Giuseppe Pièche  informava la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’interno della terribile notizia:

Stamane alle 11,30 circa, perdurando allarme Eccellenza Hazon Comandante Generale Arma accompagnato da suo capo di stato maggiore Colonnello Barengo et ufficiale d’ordinanza tenente colonnello Perretti mentre recavasi autovettura scalo S. Lorenzo per rendersi conto danni provocati incursione nemica veniva colpito bomba, Eccellenza et capo Stato Maggiore deceduti. Ufficiale ordinanza gravemente ferito.

Prima di chiudere il post un breve cenno biografico sui due militari che quel tragico giorno perirono in servizio, non senza dimenticare che quel giorno perse la vita anche l’autista dell’auto dove viaggiavano i tre ufficiali dell’Arma, di cui purtroppo non siamo riusciti a reperire il nome.

Azolino Hazon nacque a Torino il 20 luglio 1883 e dopo aver frequentato come Allievo la Scuola Militare, fu nominato Sottotenente il 14 settembre 1906 e assegnato al 6° Reggimento Alpini con il quale partì per la guerra Italo-turca. Trasferito nell’Arma dei Carabinieri il 31 marzo 1912, fu destinato alla Legione Allievi, poi alla Legione di Bologna e a quella di Roma e prese parte alla Prima Guerra Mondiale prima come Tenente e  poi Capitano. Promosso Maggiore nel 1920 e Tenente Colonnello nel 1927, prestò servizio in vari comandi territoriali.

Il 17 dicembre 1934, promosso Colonnello, fu nominato Ispettore della IV Zona, quella della Capitale. Il 7 settembre 1937, per i meriti conseguiti nella Campagna d’Etiopia, ottenne l’avanzamento straordinario per meriti eccezionali a Generale di Brigata, grado con cui resse il comando della 5ª e poi della 4ª Brigata Carabinieri. Il 10 novembre 1940 fu promosso Generale di Divisione e destinato, quale Comandante, alla 2ª Divisione Carabinieri “Podgora”.

Il 22 giugno 1942 fu nominato Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali e il 23 febbraio 1943 fu promosso Generale di Corpo d’Armata assumendo l’incarico di Comandante Generale, primo ufficiale proveniente direttamente dai ranghi dell’Arma a ricoprire il prestigioso incarico. Oltre alla Medaglia d’Oro concessa alla memoria, l’ufficiale era decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare. e gli era stato attribuito il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine della Corona d’Italia.

Ulderico Barengo nacque a Ravenna il 6 novembre 1896 e dopo aver concluso gli studi liceali,  frequentò la prestigiosa Scuola Militare di Modena da dove uscì con il grado di sottotenente. Allo scoppio della Grande Guerra venne assegnato al 27° reggimento di fanteria di stanza a Ferrara e inviato al fronte. Il 25 settembre 1915 rimase ferito alla coscia sinistra sul Monte Sabotino e dopo la convalescenza rientrò in linea il 29 gennaio 1916 promosso Tenente.

Dopo la vittoria contro l’Austria-Ungheria venne messo a disposizione del Comandando Generale dell’Arma nei Balcani e nel marzo 1919 trasferito a Valona con il compito di organizzare una Scuola Allievi Gendarmi. Rientrato in madrepatria nel maggio 1920 e assegnato alla Legione di Alessandria dove si guadagnò due encomi solenni e successivamente nel 1923 assegnato alla Legione Allievi Carabinieri di Torino con il grado di Aiutante Maggiore in 1ª.

Nel 1930 dopo la promozione a Maggiore venne assegnato al Comando Generale dell’Arma a Roma, dove ricoprì vari incarichi e nel marzo 1934 promosso Tenente Colonnello. Il 7 agosto del 1935, si imbarcò a Napoli alla volta dell’Eritrea e nel corno d’Africa prese parte alla campagna militare contro l’Abissinia culminata nel maggio successivo con la conquista di Addis Abebba e la proclamazione dell’Impero. Durante la battaglia dell Scirè si guadagno un altro encomio solenne.

Nell’agosto del 1936 venne nominato comandate della Legione Carabinieri di Mogadiscio, capitale della Somalia e tenne questo incarico fino al maggio 1937, al termine del quale rientrò in Italia e nuovamente assegnato alla Legione di Roma come capo dell’amministrazione. Sei giorni dopo la dichiarazione di guerra a Francia e Gran Bretagna, il 16 giugno 1940 Barengo venne nominato comandante della Legione Carabinieri della Capitale.

Il 16 novembre dello stesso anno venne nominato Capo di Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali, incarico che conservò fino al giorno della sua morte, il 19 luglio 1943. Il 1° ottobre 2016, la sede di Ravenna dell’Associazione Nazionale Carabinieri è stata dedicata al Colonnello Ulderico Barengo.

Targa commemorativa morte Hazon e Barengo

Il III Municipio nel 2008, in occasione del 65esimo anniversario del bombardamento in cui i due militari rimasero uccisi, ha apposto una targa in Piazzale del Verano, nel Quartiere Tiburtino a ricordo dei due militari. Prima di chiudere ricordiamo che il tenente colonnello Perretti gravemente ferito quel giorno venne conferita la Medaglia di Bronzo al Valoro Militare con la seguente motivazione:

 “In automobile seguiva il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, in zona intensamente battuta da bombardamento aereo nemico. Benché ferito alla testa da scheggia, che colpiva mortalmente il suo superiore ed altro ufficiale, vistosi impossibilitato a soccorrerli, incurante di sé, attraversava due volte di corsa la zona battuta, sotto l’imperversare del bombardamento, per chiedere e recare soccorso ai due ufficiali colpiti. Fattosi sommariamente bendare da un medico, da lui rintracciato e con lui accorso sul luogo del sinistro, rifiutava di rifugiarsi fino a che, rimosso egli stesso il corpo esanime del suo Comandante ed affidato ad altri il pietoso compito di raccogliere le spoglie dell’altro ufficiale, non riteneva esaurito il suo dovere.” 

Roma, 19 luglio 1943.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

 

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