2^ G.M. I bollettini di Guerra

I bollettini di guerra del 12 luglio 1940-41-42-43

Il Bollettino del Quartier Generale delle Forze armate venne diramato in Italia a partire dall’ 11 giugno 1940, giorno in cui venne emesso il n° 1, fino al tragico 8 settembre 1943, per un totale di 1.201 comunicati. Esso, come venne indicato nelle disposizioni ufficiali, a partire dal 15 giugno 1940, sarà diramato alle ore 13 e conterrà tutto quanto concernente lo svolgimento delle operazioni sino alle ore 24 del giorno precedente.

Il 19 novembre 1940 venivano diramate con il Foglio di disposizioni n. 5 del P.N.F. le direttive riguardo al contegno da tenere durante l’ascolto del Bollettino di guerra, che prescriveva fra l’altro:

Nei pubblici ritrovi, allorchè viene trasmesso per radio il Bol­lettino di guerra, i fascisti presenti lo ascoltino in piedi. Il pubblico non tarderà a uniformarsi a questa esempio di compren­sione e di stile.

Noi abbiamo scelto di pubblicare gli stessi, raggruppando in un unico post tutti i bollettini emessi in quel giorno specifico, per tutti gli anni del conflitto mondiale.

  • Bollettino n. 32

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 12 luglio 1940:

La battaglia aero – navale combattuta nei giorni 8 e 9 non é an­cora definitivamente chiusa. La nostra ricognizione marittima ha infatti avvistato, nella mattinata di ieri, una formazione navale ne­mica composta di due navi da battaglia, di una nave portaerei e di naviglio minore, aggirantesi nella zona di Malta, e che, successi­vamente, scortando cinque grossi piroscafi carichi, si dirigeva verso levante. Chiamate dagli aerei da ricognizione, le nostre formazioni da bombardamento immediatamente partivano ad ondate successive, susseguentisi a brevi intervalli. Per alcune ore la formazione nemica e stata seguita e sottoposta all’azione di queste nostre squadriglie che trascurando il violentissimo tiro contraereo delle navi nemiche scen­devano sino a poche centinaia di metri per meglio colpire il bersa­glio prescelto. Un piroscafo risulta sicuramente affondato, due cac­ciatorpediniere gravemente colpiti, tanto che uno di essi era costretto a mettere in mare le imbarcazioni di salvataggio. La nave portaerei colpita da una bomba di grossissimo calibro si arrestava bruscamente, con incendi a bordo visibili dall’alto, mentre alcune navi correvano al suo soccorso. Quattro dei velivoli da caccia levatisi dalla portaerei nemica sono stati abbattuti in fiamme dai nostri bombardieri. Due dei nostri apparecchi non hanno fatto ritorno. Nella battaglia del 9, le artiglierie dei nostri incrociatori hanno abbattuto cinque velivoli idrosiluranti e tre velivoli da bombardamento, uno dei quali ancora carico di bombe è esploso cadendo in acqua.

Nell’Africa settentrio­nale, attività della aviazione e di nostre colonne leggere oltre il confine della Cirenaica. Sono stati distrutti e catturati carri armati e autoblindo, colpiti ed incendiati baraccamenti e automezzi a Sidi Barrani, abbattuto un velivolo nemico e fatti alcuni prigionieri.

Nell’Africa orientale sono stati bombardati con efficacissimi risultati: nella Somalia inglese, i campi di aviazione di Berbera e di Burao; nel Kenia, la base di Wajir, dove due caccia inglesi venivano abbat­tuti in combattimento. Tutti i nostri velivoli sono rientrati alle basi.

  • Bollettino n. 402

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 12 luglio 1941:

Nostri reparti da caccia, in ardita ed impetuosa azione condotta a volo radente e svoltasi ieri nel pomeriggio, hanno attaccato l’aero­porto di Micabba (Malta). Sono stati distrutti al suolo numerosi ve­livoli nemici, di cui cinque in fiamme. In duri combattimenti con la caccia avversaria sono stati abbattuti quattro velivoli inglesi. Du­rante la stessa azione é stata pure mitragliata, al largo di Malta, una nave avviso. Tutti i nostri velivoli sono rientrati con alcuni feriti a bordo.

Nell’Africa settentrionale notevole attività di artiglieria sul fronte di Tobruk. Velivoli italiani e germanici hanno bombardato posizioni e batterie della Piazza e gli impianti portuali. Altre unità aeree han­no colpito la stazione di Fuka ed aeroporti ad est di Marsa Matruh. A nord di Sollum sono state attaccate due navi nemiche.

Nell’Africa orientale nostre forze uscite in ricognizione da un ri­dotto dell’Amhara si sono scontrate con reparti nemici e li hanno volti in fuga.

  • Bollettino n. 775

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 12 luglio 1942:

Reiterati attacchi avversari nel settore costiero della posizione di el Alamein hanno dato luogo a duri combattimenti tuttora in corso: la pressione nemica, appoggiata da mezzi blindati, è stata contenuta e 12 carri armati, del tipo pesante, distrutti. L’aviazione ha parte­cipato attivamente alla battaglia intervenendo con spezzonamenti e mitragliamenti sulle truppe nemiche; 14 velivoli britannici sono stati abbattuti dai cacciatori dell’Asse.

Le azioni di bombardamento sull’isola di Malta sono continuate; formazioni Italo – germaniche hanno colpito le attrezzature di Hal Far, Ta Venezia e Micabba, infliggendo alla R.A.F. la perdita di 6 apparecchi.

Alcune bombe sono state sganciate questa notte da aerei inglesi nei dintorni di Caltanissetta; non é segnalato alcun danno

  • Bollettino n. 1.143

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 12 luglio 1943:

In Sicilia la lotta è continuata aspra e senza posa nella giornata di ieri, durante la quale il nemico ha tentato invano di aumentare la modesta profondità delle zone litoranee occupate.

Le truppe italiane e germaniche, passate decisamente al contrattacco, hanno battuto in più punti le unità avversarie, obbligandole in un settore a ripiegare.

Lo spirito combattivo dei reparti italiani e tedeschi é elevatissimo: il contegno della popolazione dell’isola e quello dei fieri soldati si­ciliani, che appartengono in gran numero alle nostre unità, superiore ad ogni elogio. Per la magnifica difesa delle posizioni ad essa affi­date merita l’onore di speciale citazione la 206a divisione costiera co­mandata dal generale Achille D’Havet.

Aerei italiani siluravano 3 incrociatori, una unità minore e 3 piro­scafi, dei quali 2 da 8 mila tonnellate colavano a picco. Concentra­menti di naviglio nemico venivano attaccati da formazioni da com­battimento nostre e tedesche: risultano affondati 5 piroscafi ed al­cuni mezzi da sbarco, colpiti ed incendiati oltre 40 tra mercantili e trasporti di vario tonnellaggio.

I cacciatori dell’Asse abbattevano 30 apparecchi; 8 altri precipitavano sotto il tiro delle artiglierie.

Dalle operazioni degli ultimi due giorni 13 nostri velivoli e io te­deschi non sono ritornati alle basi.

Lungo le coste orientali della Sicilia un nostro sommergibile silurava un incrociatore da 10 mila tonnellate che, colpito, esplodeva.

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