2^ G.M. Le operazioni sulle Alpi occidentali

Le forze contrapposte alla vigilia della “battaglia delle Alpi occidentali”

La battaglia sulle Alpi Occidentali è il primo importante scontro cruento dell’Italia nella seconda guerra mondiale. Mussolini ha dichiarato guerra il 10 giugno precedente a Francia e Gran Bretagna e se si escludono alcuni episodi di guerra aeronavale, quasi niente è successo fino a quel momento salvo scontri di confine fra truppe italiane e britanniche alla frontiera fra Libia ed Egitto.

L’Esercito italiano schierato sulle Alpi occidentali, dalla Svizzera al mare, dal ghiacciaio del Monte Bianco alla riviera ligure, è inquadrato nel Gruppo Armate Ovest che include due Armate. La 4ª armata agli ordini del generale Alfredo Guzzoni schierata a nord copre il fronte dal Monte Dolent al Monviso e include i settori Baltea-Orco-Stura, Moncenisio-Bardonecchia e Germanasca-Pellice, mentre la 1ª armata agli ordini del generale Pietro Pintor è schierata a sud si schiera dal Monviso a Ventimiglia e comprende i settori Maira-Po-Stura, Roia-Gessi e Media e Bassa Roia.

La 4ª armata è forte di 78 battaglioni di fanteria di cui 11 sono di CC.NN. della Milizia Volontaria mentre la 1ª è composta di 110 battaglioni, dei quali 17 sono di CC.NN. I 312 mila uomini  con 2.949 pezzi di artiglieria e 30 carri armati leggeri L3 sono al comando di Umberto di Savoia, principe di Piemonte, che ha stabilito il suo Quartiere Generale a Pocapaglia in provincia di Cuneo.

A queste forze si contrapponeva l’Armée des Alpes, agli ordini del generale René Henri Orly, asserragliata nella cosiddetta “Maginot alpina” forte di circa 185 mila soldati fortemente protetti dalle loro fortificazioni. Di fronte alla 4ª Armata italiana si trovava il 14º Corpo d’armata del generale Etienne Beynet con la 66ª e la 64ª Divisione di fanteria e dei settori fortificati della Savoia e del Delfinato, mentre di fronte alla 1ª Armata vi era il 15º Corpo d’armata del generale Alfred Montagne con la 65ª Divisione e le truppe del settore fortificato delle Alpi Marittime.

Si tratta di una dura guerra di montagna, in territorio difficilissimo e scarso di vie di comunicazione, guerra da combattere contro due nemici: le agguerrite divisioni francesi da montagna, formate da uomini dei luoghi stessi che conoscono il terreno palmo a palmo, e il clima che ancora, a giugno, non termina di imperversare. Il piano offensivo del principe di Piemonte assegnava come primo obbiettivo a Guzzoni, Mountiers en Tarentaise e al generale Pintor l’importante città di Nizza e successivamente Chambéry e Grenoble al primo e Marsiglia al secondo

Le due armate interessate, ricevettero l’ordine l’ordine di prepararsi solo nel pomeriggio del 19 e alle ore 19:00 del 20 giugno il comando del gruppo di armate ricevette il fonogramma 2329 che non assegnava obbiettivi precisi alle forze attaccanti, ma semplicemente ordinava di attaccare su tutto il fronte:

«Domani 21, iniziando azione ore 3, IV e I armata attacchino a fondo su tutta la fronte. Scopo: penetrare il più profondamente possibile in territorio francese»

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