Le guerre di indipendenza

20 giugno 1866, inizia la terza guerra di indipendenza italiana

Il 20 giugno 1866 iniziava la Tera Guerra di Indipendenza italiana, anche se l’inizio delle ostilità era stato fissato per il 23 successivo. Lo scoppio delle ostilità faceva seguito all’alleanza italo-prussiana del precedente 8 aprile ed ebbe origine dalla necessità di Italia e Prussia di eliminare l’influenza dell’Austria sulle rispettive nazioni.

Il Regno d’Italia durante la breve guerra verrà sconfitto nei principali scontri prima sul fronte terrestre nella battaglia di Custoza del 24 giugno e poi sul mare nella battaglia di Lissa del 20 luglio, ma i volontari di Giuseppe Garibaldi inquadrati nei Cacciatori delle Alpi, che combattevano al fianco dell’esercito regolare riusciranno a sconfiggere gli austriaci nella battaglia di Bezzecca del 21 luglio.

Lo svolta della guerra ad ogni modo era già successa a inizio mese ed esattamente il 3 luglio 1866 quando le forze prussiane conseguirono una clamorosa vittoria in Boemia nella battaglia di Sadowa. La vittoria prussiana fu di tali proporzioni che già il giorno successivo l’Austria chiese la mediazione di Napoleone III, imperatore dei francesi offrendogli il Veneto, a patto che l’Italia si ritirasse dalla guerra.

Mentre si svolgevano i primi contatti fra le rispettive diplomazie i volontari inquadrati sotto la guida di Giuseppe Garibaldi occupavano vaste zone del Trentino mentre una divisione del Regio Esercito comandata dall’ex garibaldino Giacomo Medici, il 22 luglio occupò combattendo Primolano il 22 luglio, il 23 arrivò a Borgo Valsugana e dopo una vittoriosa battaglia si spinse il 24 fino a Levico, per giungere poi il 27 presso Civezzano, a ridosso di Trento.

Il generale austriaco Kuhn, in grave difficoltà, scrisse che non gli era più possibile resistere sia a Garibaldi che a Medici e che intendeva ritirarsi. Garibaldi, dal canto suo, continuava ad avanzare oltre Lardaro e Riva del Garda, mentre il generale Cialdini che guidava 14 divisioni in Veneto proseguiva su Treviso e Ponte di Piave preceduto da Cadorna, fino a Palmanova, oltre la quale un’avanguardia italiana si scontrò con un’avanguardia austriaca, battendola, il 24 luglio.

Il governo italiano cercò di persuadere l’Austria ad accettare l’armistizio sulla base dell’uti possidetis, cioè sulla base di quanto l’Italia aveva conquistato militarmente, ma si trovò isolato in quanto sia la Prussia che la Francia ma anche la Gran Bretagna si dimostrarono scettici sul diritto accampato dagli italiani sul Tirolo che comprendeva anche i territori del Trentino.

Il 9 agosto, constatato l’isolamento, il governo italiano disponeva il ritiro delle truppe di Garibaldi dal Trentino e lo stesso giorno alle 6, il generale Alfonso La Marmora, fratello di Alessandro il padre del corpo dei Bersaglieri e comandante delle forze italiane nel conflitto telegrafava all’eroe dei due mondi:

«Considerazioni politiche esigono imperiosamente la conclusione dell’armistizio, per il quale si richiede che tutte le nostre forze si ritirino dal Tirolo. D’ordine del Re, ella disporrà quindi in modo, che per le ore 4 antimeridiane di posdomani 11 agosto, le truppe da lei dipendenti abbiano ripassato le frontiere del Tirolo. Il generale Medici ha da parte sua cominciato il movimento. Voglia accusarmi ricevuta del presente dispaccio.»

La risposta di Garibaldi da Bezzecca di poche ore dopo fu essenziale:

«Ho ricevuto il dispaccio N. 1073. Obbedisco.»

Il 12 agosto Villa Tomadoni a Cormons, ebbe luogo la firma dell’armistizio e dopo lo sgombero del Trentino, il 3 ottobre Italia e Austria sottoscrivevano la pace di Vienna, che stabiliva la cessione all’Italia del solo Veneto per tramite della Francia. La terza guerra di indipendenza era terminata, e con essa l’alleanza italo-prussiana. L’Austria, in cui esplodevano i conflitti di nazionalità, diventava l’8 giugno 1867 Austria-Ungheria e la Prussia assumeva la guida del processo di unificazione tedesca.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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