2^ G.M. Africa Settentrionale

La prima Medaglia d’Oro al Valor Militare della seconda guerra mondiale

Il 10 giugno del 1940 Mussolini annunciava dal balcone di palazzo Venezia a Roma, l’entrata in guerra del Regno d’Italia contro la Gran Bretagna e la Francia. Già il giorno seguente in Africa settentrionale le veloci autoblindo inglesi dell’11° reggimento ussari della 7ª divisione corazzata, varcarono il confine e attaccarono una colonna italiana scortata da 17 carri leggeri: tutti i carri italiani vennero distrutti o catturati.

Nei duri combattimenti cadde fra gli altri il colonnello Lorenzo D’Avanzo, la prima medaglia d’oro al valore militare assegnata a un soldato italiano nel corso del secondo conflitto mondiale. Il valoroso ufficiale del Regio Esercito nacque a Roseto Valfortore provincia di Foggia nel 1890, arruolatosi volontario il 1° febbraio 1909 ed ammesso al corso allievi ufficiali di complemento presso l’81° reggimento fanteria, venne promosso sottotenente nel gennaio 1910 e assegnato al 51° reggimento.

Nel novembre dello stesso anno passato in servizio permanente effettivo, in seguito a concorso, e destinato all’82° reggimento, partiva per la Tripolitania rimanendovi fino al novembre 1913. Rimpatriato per frequentare il corso di applicazione a Parma veniva promosso tenente nel novembre 1914.

Nei primi mesi della prima guerra mondiale si distinse al comando di una sezione mitragliatrici riportando anche una ferita in combattimento. Promosso capitano nel novembre dello stesso anno e frequentati i corsi per il servizio di Stato Maggiore veniva chiamato a prestare successivamente servizio presso la 30ª Divisione nel marzo 1916, al I gruppo alpini nell’aprile, alla 69ª Divisione, ove conseguiva la promozione a maggiore nel luglio 1916 ed infine alla 58ª Divisione nel settembre 1917.

Durante la Grande guerra si guadagnò due medaglia al valor militare a distanza di pochi giorni una dall’altra. La medaglia di bronzo gli venne conferita il 21 novembre 1915 e solo pochi giorni dopo D’avanzo veniva insignito anche la medaglia d’Argento che così recitava:

“Aiutante Maggiore, ferito alla testa durante il combattimento, non volle abbandonare la prima linea se non in seguito ad ordine del Comandante di Reggimento. Recatosi al posto di medicazione, anziché entrare al luogo di cura, ove era stato avviato, tornò sulla linea del fuoco e, nonostante le sofferenze che gli procurava la ferita, vi rimase due giorni, sempre esponendosi, onde tenere costantemente il comando informato sulla situazione dei reparti. Entrò all’ospedale solamente allorché fu ultimata l’azione. Già distintosi per valore personale in altre occasioni. Settsass, 27 ottobre 1915”.

Concluso il primo conflitto mondiale, durante la quale gli vennero conferite una medaglia d’argento e una di bronzo al valor militare, dalla Divisione Militare di Roma passava a quella di Chieti e promosso tenente colonnello nel 1927, era di nuovo a Roma al Comando del Corpo d’Armata fino alla vigilia della promozione a colonnello quando, nel giugno 1935, assumeva il comando del 4° reggimento carrista in formazione.

Pur ricoprendo altri importanti incarichi durante la guerra di Spagna ed eseguite missioni presso Comandi militari germanici, dedicò al nuovo reggimento ogni sua cura e meritò un encomio dal Ministro della Guerra. Nel gennaio 1939, venne trasferito in Cirenaica, dove assumeva prima il comando della base di Derna e poi quello della fanteria della Libia Orientale.

All’inizio della seconda guerra mondiale il colonnello D’Avanzo ebbe il comando del 2° raggruppamento della 1ª Divisione libica. Il 16 giugno all’ufficiale pugliese venne ordinato di ripristinare con i suoi circa 30 carri L3 del IX Battaglione la linea che dalla Ridotta Capuzzo conduceva a Giarabub, sconquassata dagli Inglesi. Purtroppo i nostri piccoli carri ebbero la pezzi contro le truppe inglesi meglio armate e quel giorno il Colonnello Lorenzo D’Avanzo, in mezzo a quei Carristi che lui stesso aveva addestrato donnò la sua vita alla Patria.

Verrà insignito di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria, primo tra i nostri soldati ad essere decorato con la più alta onorificenza militare italiana, con la seguente motivazione:

Comandante di una colonna celere opponeva ostinata ed eroica resistenza ad un violento attacco di formazioni corazzate pesanti, improvvisando sotto il fuoco avversario uno schieramento difensivo di fanti e di artiglieri e passando decisamente al contrattacco con gli ultimi carri leggeri di cui disponeva. Soverchiato dalle preponderanti forze avversarie, che avevano accerchiato da ogni parte la posizione travolgendo i pochi ed ormai inefficienti pezzi di artiglieria, solo con un pugno di uomini, anziché desistere da una lotta impari e senza speranza, con ferrea risoluzione preferiva continuare a combattere, opponendo al nemico incalzante la eroica audacia del suo cuore intrepido, finché cadeva sul campo immolando gloriosamente la vita per la grandezza della Patria. Fulgido eroe, continuatore degno e glorioso della romana virtù del Fante d’Italia.

Gabz-Gdeif-Ghirba, 16 giugno 1940”.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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