2^ G.M. Africa Orientale

16 maggio 1941, la morte del generale Giovan Battista Volpini sull’Amba Alagi

Sono stato privato, dal destino, dell’amico, del saggio consigliere, del compagno che da sedici anni divideva con me la vita, con i suoi giorni tristi e lieti. La tragica sorte ha fatto cadere Volpini quando il silenzio delle artiglierie nemiche segnava già la fine della guerra. […] Non mi sono ancora riavuto dal colpo e non riesco a frenare il mio dolore. Mi sento terribilmente solo ed affronto fino in fondo questi tragici giorni: sedici anni di vita in comune avevano creato, fra lui e me, un legame così profondo e intimo che nulla poteva distruggere, salvo la morte. La mia gratitudine a quest’uomo, che mi aveva dedicato l’esistenza, durerà finché avrò vita. […] Ora per ora, mi ha sorretto, mi ha consigliato, mi ha aiutato. Quante fesserie mi ha impedito: quante buone cose mi ha indicato: quale costante esempio mi ha dato ogni giorno con la sua condotta rigida, appassionata, dedicata al dovere. Calmo, freddo nella forma, con cuore tenero e comprensivo

Cosi scrisse sul suo diario personale, all’indomani della morte del valoroso generale Giovan Battista Volpini, il Duca d’Aosta Amedeo di Savoia, Vicerè d’Etiopia. Volpini era aiutante di campo del Duca oltre a Capo di Gabinetto del Governo vicereale in A.O.I. e Capo della Casa vicereale. Vediamo ora chi era l’uomo che come scritto da Amedeo era al suo fianco da sedici anni.

Giovan Battista Volpini nacque a Verona il 24 agosto 1883, da genitori originari di Isola d’Asti e seguendo le tradizioni di famiglia, il padre Carlo era generale del Regio Esercito , divenne ufficiale di cavalleria. Nel 1912, partecipò alla guerra di Libia e nei primi anni venti prese parte alla campagna lanciata dal fascismo per la riconquista della Tripolitania, col grado di maggiore al comando di una squadra meharista, composta da 500 fucilieri e 50 cavalieri.

Al comando della cosiddetta “colonna Volpini” l’ufficiale piemontese rimarrà in Tripolitania per circa 10 anni e con essa combatté contro gli arabi nella battaglia di Sidi-Ulid, dove rimase ferito e ricevette la medaglia d’argento al valor militare. Più tardi nel 1923 insieme al generale Rodolfo Graziani, partecipò alla riconquista della regione degli Orfella. Il 4 febbraio 1924 il maggiore Volpini, al comando di un migliaio di fucilieri, 240 meharisti e 70 cavalieri, lasciò Nalut su ordine del Governatore Giuseppe Volpi per riconquistare la regione di Gadàmes.

Il 7 dello stesso mese entrò e rioccupò Sinauen, località la cui importanza è data dal fatto di essere l’unico posto con presenza d’acqua sul percorso da Nalut a Gadàmes. Successivamente a un breve e vittorioso scontro a Bir el Uotia, il 15 febbraio riconquistò Gadàmes. In Tripolitania nel 1925, conobbe il Duca d’Aosta, Amedeo di Savoia, con il quale instaurò una sincera e profonda amicizia, combattendo al suo fianco per sedici anni come aiutante di campo.

Nominato colonnello nel 1932, cinque anni più tardi quando il Duca d’Aosta divenne Viceré d’Etiopia, l’allora generale di brigata Volpini lo seguì in Africa Orientale Italiana e divenne, nello stesso anno, primo aiutante di campo del Duca, Capo di Gabinetto del Governo vicereale in AOI e Capo della Casa vicereale. Finito il periodo violento del generale Graziani che tentò inutilmente di piegare con la forza la resistenza abissina, il Duca e Volpini adottarono nell’opera di pacificazione delle nuove colonie una nuova strategia, cercando la collaborazione delle tribù indigene sottomesse.

Dopo la caduta della capitale Addis Abeba, il 6 aprile 1941 il Duca e Volpini ripiegarono sulla catena montuosa nei pressi dell’Amba Alagi con quanto restava delle truppe italiane circa 7000 uomini. Nonostante la loro valorosa resistenza  i nostri, inferiori di numeri e mezzi, persero posizioni e la ridotta dell’Amba venne accerchiata dalle forze inglesi. Il 16 maggio 1941, il generale Volpini fu inviato dal Duca al comando britannico per trattare la resa del nostro valoroso presidio.

Durante la discesa dalla montagna però venne fermato insieme alla sua scorta da un gruppo di abissini; dopo una breve ma concitata discussione, gli abissini permisero alla delegazione italiana di proseguire il cammino, ma colpirono gli stessi alle spalle subito dopo. Con il generale Volpini veniva assassinato fra gli altri anche il suo attendente, il carabiniere Cesare Zandrino. La salma di Volpini venne recuperata dal maggiore Graham e seppellito il 19 maggio, per volere del Duca nei pressi del Forte Toselli. Il corso principale del paese natale è a lui intitolato.

Il giorno successivo alla morte del generale Volpini, le truppe italiane abbandonavano le loro posizioni sull’Amba Alagi, con il Duca d’Aosta in testa sfilavano davanti agli inglesi che gli tributavano l’onore della armi. Potete leggere l’articolo completo cliccando sul link sottostante:

17 maggio 1941, sull’Amba Alagi si arrende con l’onore delle armi, Amedeo duca di Aosta e Vicerè d’Etiopia

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che lo abbiate apprezzato e vogliate continuare a seguirci, Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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