2^ G.M. Gli ultimi giorni di guerra in Italia

2 maggio 1945, resa delle truppe tedesche in Italia

Alle 4,30 del mattino del 2 maggio di 75 anni fa, dopo molte insistenze da parte del generale Karl Wollf, comandante delle SS e delle forze di polizia tedesche in Italia, Albert Kesserling comandante di tutte le armate tedesche nel settore ovest dell’intero fronte germanico, acconsentì a rispettare il cessate il fuoco, previsto per le ore 14:00 della stessa giornata.

Il cessate il fuoco era il risultato degli accordi denominati Strumento di resa locale delle forze tedesche e delle altre forze poste sotto il comando o il controllo del Comando Tedesco Sud-ovest. Il documento era stato firmato alla Reggia di Caserta il precedente 29 aprile 1945 alla presenza di ufficiali delegati del Regno Unito, degli Stati Uniti d’America, tedeschi e alla presenza di un osservatore sovietico.

L’atto prevedeva la resa incondizionata delle truppe germaniche sul territorio della penisola che doveva diventare operativa appunto a partire dal 2 maggio. Ricordiamo che il giorno precedente alla firma, Hitler dopo aver diviso in due la Germania, aveva ampliato ulteriormente i poteri di Kesserling a cui venne affidato l’intero settore Ovest. Il comando affidato al feldmartesciallo includeva il Gruppo d’armate Centro, Gruppo d’armate Sud e Gruppo d’armate Sud Ucraina sul fronte russo, il Gruppo d’armate C in Italia, oltre al suo Gruppo d’armate G e il Gruppo d’armate Alto Reno.

L’inaspettato cambio dei vertici aveva comportato anche una diversa visione rispetto alla resa in Italia, in quanto Kesselring era assolutamente contrario alla resa, oltre ad essere ignaro delle trattative segrete condotte su mandato del Generaloberst Heinrich von Vietinghoff-Scheel comandante del Gruppo d’Armate C, che comprendeva le tre armate schierate sul fronte italiano la 10ª e la 14ª germanica e l’Armata Liguria della Repubblica Sociale Italiana.

In qegli ultimi tragici giorni dell’aprile del ’45, gli eventi precipitarono, con la guerra  che fortunatamente volgeva al termine. Il 27 aprile veniva catturato Benito Mussolini, il giorno successivo avveniva l’esecuzione del Duce e con lui venivano fucilati molti fra le maggiori personalità della Repubblica Sociale, il 29 si consegnava agli americani il Maresciallo Rodolfo Graziani Ministro delle Forze Armate della R.S.I. e infine il 30 Hitler si suicidava nel suo bunker nella cancelleria del Reich a Berlino.

Tornando all’atto di resa è importante sottolineare che nell’accordo firmato come detto il 29 aprile 1945, nell’ufficio del Capo di Stato Maggiore alleato Morgan de Rimeer situato nella reggia borbonica, i tre massimi vincitori della Seconda Guerra Mondiale (U.S.A. , Gran Bretagna e Unione Sovietica) ricevettero la sottoscrizione dell’atto di resa degli sconfitti, pretendendo non solo la resa dei tedeschi ma anche quella della Repubblica Sociale Italiana.

Materialmente, da parte tedesca il documento fu firmato dal tenente colonnello Hans Lothar von Schweinitz per conto del generale von Vietinghoff-Scheel e dallo SS-Sturmbannführer Eugen Wenner per conto di Karl Wolff. Da parte Alleata era presente il feldmaresciallo britannico Harold Alexander, comandante di tutte le forze Alleate nel teatro del Mediterraneo. Da parte della Repubblica Sociale, il Maresciallo Rodolfo Graziani, aveva rilasciato al generale Wolff la seguente delega:

“Con la presente io, Maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani, nella mia qualità di Ministro delle Forse Armate, do pieni poteri al Generale Karl Wolff, Capo supremo delle SS e della Polizia e Plenipotenziario delle Forze Armate germaniche in Italia, a condurre, per mio conto, trattative alle stesse condizioni praticate per le Forze Armate Germaniche in Italia con intese impegnative riguardo alle truppe regolari dell’Esercito Italiano, dell’Arma Aerea e della Marina, come pure Reparti militari fascisti ”

Il 2 maggio 1945 è quindi la data ufficiale della fine della guerra in Italia ed è la R.S.I. lo Stato che pone fine alla guerra iniziata dal Regno d’Italia il 10 giugno 1940 e che, quindi, essa e essa sola rappresenta l’Italia sconfitta nell’atto di resa. L’inserimento, da parte delle potenze vincitrici, della delega del Maresciallo Graziani nell’atto di capitolazione, firmata nella Versailles del mezzogiorno fa sì che esse riconoscano a pieno titolo la stessa come potenza belligerante.

Sulla lunga e sanguinosa campagna d’Italia iniziata nel luglio 1943 e conclusa nel maggio del 1945, segnaliamo tre interessantissimi libri, il primo generico sulle operazioni militari Il paradiso devastato. Storia militare della Campagna d’Italia (1943-1945), un altro molto bello dedicato ai luoghi-simbolo, testimoni del periodo più drammatico della nostra storia recente; La campagna d’Italia. I luoghi della guerra e della memoria (1943-1945) e un altro dedicato in particolare al Feldmaresciallo Albert Kesserling che comando le forze armate germaniche per l’intera durata della campagna; Südfront. Il feldmaresciallo Albert Kesselring nella campagna d’Italia 1943-1945.

Il paradiso devastato. Storia militare della Campagna d'Italia (1943-1945)Il 10 giugno 1940 l’Italia entrava nella Seconda guerra mondiale, il più rovinoso conflitto della storia umana. Dopo aver subìto il martirio di durissimi bombardamenti, il suo territorio venne invaso dagli Alleati il 10 luglio 1943: da quel momento l’intera Penisola, da Capo Pachino a Domodossola, diventò una sconfinata arena di battaglia, in cui si affrontarono centinaia di migliaia di combattenti provenienti da ogni angolo del globo. Per la prima volta uno storico italiano ricostruisce ogni singolo tassello di quella interminabile campagna, non confinando la prospettiva al campo della politica o della guerra civile, ma approfondendo l’analisi dei protagonisti militari di quel conflitto, ossia delle macchine da guerra alleate e naziste. È una narrazione del volto sporco della guerra fatta dalla prospettiva dei soldati, che furono prima di tutto uomini, dei loro slanci come delle loro paure. In ogni pagina di questa “storia di storie”, Leoni riscopre la Resistenza come valore unificante della Nazione e come risposta morale nello sfacelo dell’8 settembre 1943, ma ha saputo anche andare controcorrente ricordando, per esempio, il coraggio e l’abnegazione dei tanti combattenti che scelsero l'”altra” guerra militando nelle truppe della Repubblica Sociale italiana.

La campagna d'Italia. I luoghi della guerra e della memoria (1943-1945)Una guida per conoscere le vicende storiche della Campagna d’Italia e per andare alla scoperta dei luoghi che videro l’avanzata alleata anglo-americana lungo la penisola, dopo la conquista della Sicilia nell’estate 1943 e gli sbarchi all’indomani dell’armistizio. Il volume apre con un’introduzione storica di taglio divulgativo, dove sono narrati i venti mesi di guerra sul suolo italiano: dallo sbarco di Salerno alle battaglie di Ortona e di Cassino sulla Linea Gustav, dallo sbarco di Anzio all’ingresso degli alleati a Roma il 4 giugno 1944, dalla battaglia di Ancona alla liberazione di Firenze, dall’attacco alla Linea Gotica all’offensiva decisiva dell’aprile 1945, che portò alla fine delle ostilità e alla liberazione dell’Italia. Nella seconda parte, la guida ripercorre – i luoghi-simbolo testimoni del periodo più drammatico della nostra storia recente, lungo itinerari di visita tra campi di battaglia, cippi, musei e sacrari. Un volume con una chiave di lettura innovativa, che racconta la storia con un occhio attento alle esigenze turistiche, segno distintivo della collana.

Südfront. Il feldmaresciallo Albert Kesselring nella campagna d'Italia 1943-1945La campagna combattuta in Italia dal luglio 1943 all’aprile-maggio 1945 tra l’esercito tedesco ed i suoi avversari angloamericani è stata tra le più dure della seconda guerra mondiale. L’invasione di quello che Churchill aveva definito il ventre molle dell’Europa si tramutò presto in un incubo, dimostrandosi molto più lunga, difficile e sanguinosa di quanto i comandi Alleati avessero mai potuto prevedere. Il maggior ostacolo all’invasione Alleata fu il genio militare dell’Oberbefehlsaber Süd, il Feldmaresciallo Albert Kesselring. In seguito comandante dell’Heeresgruppe C quale Oberbefehlsaber Südwest, Kesselring fu il protagonista di una delle più grandi ritirate fatte combattendo della storia militare, un comandante che, di fronte a un nemico di gran volta superiore nel numero e nei mezzi, che aveva il dominio del mare e dell’aria, senza poter contare su rinforzi di alcun genere, aveva opposta una resistenza ininterrotta, passo dopo passo, dalle coste meridionali della Sicilia sino alla valle del Po, in battaglie divenute leggendarie: Salerno, Cassino, Anzio e Nettuno, la Linea Gotica, fino a quando le sue truppe vennero travolte dalla disfatta generale tedesca nel 1945.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che lo abbiate apprezzato e vogliate continuare a seguirci, Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

 

1 risposta »

  1. Nn mi sembra, la resistenza italiana abbia.
    Rispettato le stesse regole nei confronti
    Dei prigionieri della RSI e della decima Mas.
    Mi auguro nei prossimi anni siano celebrazioni
    Congiunte

    M Fornaroli

    "Mi piace"

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