2^ G.M. Crimini e stragi partigiane

2 maggio 1945, la strage degli alpini della Monterosa a Saluzzo

Il 2 maggio del 1945, a guerra finita, cinque alpini della Repubblica Sociale Italiana, Adriano Adami, Giorgio Geminiani, Mario Frison, Guglielmo Lanza, Alberto Alongi, dopo un processo-farsa dei partigiani, si diressero alla loro fucilazione cantando. L’eccidio avvenne a Saluzzo, e i giovani erano tutti inquadrati nella divisione alpini Monterosa della Repubblica Sociale Italiana.

Fra i cinque fucilati figura vi era anche il sottotenente Adriano Adami nome di battaglia Pavan Medaglia d’Argento al Valor Militare della Repubblica Sociale Italiana, molto noto negli ambienti partigiani. L’ufficiale perugino con poco più di una cinquantina di uomini al suo seguito, agiva nei centri del cuneese spesso vestito in borghese per prevenire e contrastare gli attacchi delle forze partigiane.

Le tecniche note come “controbanda” in pratica le stesse spietate adottate dai partigiani, imboscate e colpi di mano  contro i comandi e i presidi nemici, senza far prigionieri,  costringeranno i “ribelli” ad abbandonarono la valle piemontese. Potete leggere l’interessante articolo del Secolo d’Italia cliccando sul link sottostante:

Pavan, l’alpino fascista che andò alla sua fucilazione cantando in faccia ai partigiani. Che ne sfigurarono il cadavere

Chi volesse approfondire la storia dei reparti alpini inquadrati nelle Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana può farlo leggendo il libro Reparti alpini nella R.S.I.: The alpine troops in the Italian social republic con testo in doppia lingua italiano e inglese di cui sotto riportiamo la recensione:

Reparti alpini nella R.S.I.Già nei primi giorni dopo l’armistizio in molte località in Italia e all’estero, singoli alpini o gruppi o interi Reparti organici, scelsero di continuare a combattere a fianco del vecchio alleato tedesco, venendo da questi utilizzati o nei loro Reparti o autonomamente. Costituitasi la Repubblica Sociale nel Nord Italia e la struttura dell’Esercito Nazionale, con l’emanazione dei bandi di arruolamento, il forte afflusso dei volontari e la scelta dei militari internati di rientrare in servizio nel nuovo Esercito, si dette l’avvio alla costituzione delle Forze Armate della R.S.I. nelle quali svolsero un ruolo primario gli Alpini, nonostante le difficoltà per l’approvvigionamento dei materiali militari.

 

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