2^ G.M. I tedeschi in Italia

27 aprile 1945, la strage di Treschè Conca

Siamo nei ultimi tragici giorni della seconda guerra mondiale, come tutti sappiamo il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale ha emanato alle forze partigiane l’ordine di insurrezione generale, la Repubblica Sociale è praticamente crollata, gli alleati stanno raggiungendo senza incontrare resistenza tutte le località del nord Italia e i tedeschi pensano solo a ritirarsi verso la Germania.

In alcune località partigiani e tedeschi si accordano per consentire il pacifico transito delle colonne sconfitte del Terzo Reich verso la Germania, in altri i partigiani attaccano i reparti in ritirata. L’episodio che andiamo a raccontare oggi si svolse nella zona dell’Altopiano di Asiago, una delle zone dove la lotta partigiana fu più intensa, complici anche i numerosi rifornimenti aerei angloamericani che avevano trasformato la stessa nel centro di smistamento di armi e viveri per tutto il Veneto occidentale.

Il 27 aprile i garibaldini della divisione Garemi, brigata Pino, battaglione Pretto attaccano in località Fondi di Treschè Conca, frazione del comune di Roana, in provincia di Vicenza, una colonna motorizzata germanica provocandone il rallentamento. Si tartta di un azione incauta, la colonna è pesantemente armata e ne fanno parte reparti di veterani paracadutisti, che dopo aver arretrato più che altro per l’effetto sorpresa, hanno facilmente ragione degli attaccanti.

Al termine del breve scontro che termina con l’uccisione di otto partigiani, i tedeschi danno inizio alla rappresaglia rastrellando una decina di case della piccola località del vicentino uccidendo sul posto Giovanni Pellarin e la figlia diciannovenne Irma e prelevano dalle case dieci ostaggi, che furono in seguito fucilati in località Cavrari di Treschè Conca. Alla fine saranno 19 le vittime, 8 partigiani e 11 civili.

Le persone che furono fucilate erano in parte persone del luogo, in parte persone giunte sull’Altopiano di Asiago dopo aver abbandonato le terre dell’Istria e della Dalmazia per sfuggire alle persecuzioni nella nascente Jugoslavia. Come riportato dal Il Giornale di Vicenza nel suo speciale “La strage di Treschè Conca: Le vittime” questi erano i loro nomi:

Vittorio Biekar, 59 anni, originario di Trieste
Rocco Cossovich Pellegrini, 48 anni, originario di Lussingrande (Pola)
Rocco Dadich, 35 anni, originario di Zara
Mario Frigo, 27 anni
Mario Mattioli, originario di Sacile
Giovanni Pellarin, di Treschè Conca
Irma Pellarin, 19 anni, di Treschè Conca
Giovanni Giobatta Panozzo, 71 anni, di Treschè Conca
Giovanni Lughetto Panozzo, 50 anni, di Treschè Conca
Giovanni Usmiani, 44 anni, originario di Zara

Fra gli ostaggi, uno sopravvisse, Vincenzo Valente. Al momento della fucilazione egli si coprì il viso con un braccio che la pallottola attraversò e gli perforò l’occhio sinistro. Dopo la partenza dei tedeschi Valente si riebbe, assistito da uno studente di medicina di Cavrari e più tardi fu portato all’ospedale di Mezzaselva. Tra i partigiani caduti nello scontro a fuoco iniziale, rimase ucciso Virginio Dal Prà, che verrà insignito della Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria con la seguente motivazione:

“Giovane di pura fede e di alti sentimenti patriottici, fin dai primi giorni partecipava alla lotta di liberazione dando, in combattimento, ripetute e belle prove di slancio e di coraggio. Comandante di pattuglia in avamposti a Grandezza, il 26 settembre 1944, si batteva con decisione e ardimento. Investito in pieno dall’attacco nemico ordinava ai suoi di ritirarsi e teneva il posto da solo. Gravemente ferito ad una gamba sfuggiva alla cattura lasciandosi rotolare in un crepaccio e senza abbandonare l’arma. Raccolto esanime dopo due giorni e curato, ritornava in forze per riprendere subito la lotta. Ancora alla testa di una pattuglia, circondato dai Tedeschi, anima a da prode la resistenza dei suoi e, con loro tutti, cadeva combattendo sul campo.

Treschè Conca, 27 aprile 1945“.

Oggi, sul luogo dell’eccidi uno degli ultimi compiuti sul territorio italiano, è presente un cippo in memoria degli uccisi. Pochi giorni dopo a poche decine di chilometri di distanza si consumerà un’altra e più grande strage quella di Pedestale dove moriranno 64 civili il 30 aprile mentre altri 18 rimarranno uccisi il 2 maggio nelle rappresaglie nelle frazioni di Forni e Settecà, tutte nel comune di Valdastico in provincia di Vicenza. Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che lo abbiate apprezzato e vogliate continuare a seguirci, Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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