2^ G.M. Fronte greco/albanese

Salonicco 23 aprile 1941, viene firmata la capitolazione della Grecia

Il 22 aprile l’armata greca dell’Epiro e della Macedonia deponeva le armi, ma i Greci, ritenendosi non sconfitti dagli italiani, accettano solo dietro imposizione tedesca, di chiedere la resa anche alle nostre Forze Armate. Il comunicato di guerra greco dello stesso giorno ne dà notizia al Paese sottolineando che

“l’armistizio è firmato mentre le truppe greche si trovano ancora in territorio albanese”.

Il giorno dopo veniva firmato a Salonicco la capitolazione dello stato ellenico di fronte alle potenze dell’Asse. Alle ore 14,45 del 23 aprile, con la firma della capitolazione a Salonicco, cessano ufficialmente le ostilità nella Grecia continentale,  ma non sulle isole compresa Creta dove è presente ancora un nutrito contingente britannico. Sotto riportiamo il testo completo della convenzione:

Testo della Convenzione per la capitolazione fra il Co­mando Superiore italiano delle Forze Armate in Albania ed il Co­mando Superiore delle Forze Armate Germaniche da una parte ed il Comando dell’Armata greca di Epiro e Macedonia dall’altra:

Il Comando Superiore dell’Armata greca di Epiro e Macedonia rappresentato dal Comandante Superiore generale Tsolakoglou, si è rivolto al Comandante Superiore italiano delle Forze Armate d’Alba­nia ed al Comando Superiore delle truppe germaniche in Grecia per chiedere che venga accolta la capitolazione senza condizione dell’Armata greca di Epiro e Macedonia.

Art. I. – Il Comando Superiore italiano delle Forze Armate d’Albania ed il Comando Superiore delle truppe germaniche in Grecia accettano questa resa senza condizioni.

Art. II. – Gli appartenenti all’Armata greca di Epiro e Mace­donia sono prigionieri di guerra. In considerazione del valore dimostrato dalle truppe greche sul campo di battaglia e del fatto che, esse hanno in tal modo sal­vaguardato il loro onore militare, gli ufficiali greci conservano le armi bianche e le buffetterie. Tutti i prigionieri di guerra italiani che si trovano nel terri­torio dell’Armata greca di Epiro e Macedonia devono essere im­mediatamente consegnati alle truppe italiane. I prigionieri di guerra greci saranno frattanto riuniti in campi di concentramento. Dopo la conclusione delle operazioni militari nella Grecia conti­nentale e nelle isole ioniche, sarà presa in considerazione la libera­zione di tutti gli ufficiali, sottufficiali ed uomini di truppa.

Art. III. – Il Comando Superiore greco provvederà a che i reparti greci rimangano sotto il comando dei loro ufficiali e pren­derà tutte le misure per la regolare esecuzione della capitolazione.

Il vettovagliamento ed il servizio sanitario per i prigionieri greci sarà inizialmente assicurato a cura del Comando Superiore greco.

Art. IV. – Le armi, tutto il materiale bellico e le provviste dell’Armata di Epiro e Macedonia, compreso il materiale dell’Aero­nautica ed i suoi impianti a terra, costituiscono preda bellica.

Art. V. – Il Comando Superiore delle truppe greche provve­derà con tutti i mezzi a far cessare immediatamente le ostilità ed ogni danneggiamento nonché ogni distruzione di materiali da guerra e di rifornimenti ed a che le strade nel territorio dell’Ar­mata vengano senza indugio riattate.

Art. VI. – L’uscita di naviglio di ogni specie dai porti ed ogni traffico aereo nel territorio dell’Armata di Epiro e Macedonia dovrà essere sospeso.

Art. VII. – Il Comando Supremo greco è garante che il na­viglio dislocato nei porti, e gli impianti portuali, rimangano sotto la sorveglianza delle truppe greche, finché non sia presa al ri­guardo una decisione definitiva.

Art. VIII. – Il Comando Superiore delle truppe greche nomi­nerà commissioni munite di pieni poteri le quali regoleranno i par­ticolari per l’esecuzione della capitolazione con gli organi italiani e tedeschi che verranno nominati in prosieguo.

Le suddette commissioni consegneranno presto una situazione della forza, dell’armamento e della formazione di guerra della cessata armata di Epiro e Macedonia.

Art. IX. – Rimane ferma la cessazione delle ostilità fra le truppe germaniche e le truppe greche di Epiro e Macedonia come stabi­lita nelle trattative di capitolazione del 21 aprile.

La cessazione delle ostilità fra le truppe italiane e l’Armata greca di Epiro e Macedonia entrerà in vigore oggi 23 aprile alle ore diciotto, salvo per i reparti greci alla fronte italiana che abbiano già in precedenza deposto le armi.

Art. X. – Con la conclusione della presente convenzione cessa di avere vigore la convenzione di capitolazione conclusa il 21 aprile fra il Comando Superiore delle Truppe germaniche in Grecia ed il Comando dell’Armata greca in Epiro e Macedonia.

Salonicco il 23 aprile 1941.

Per il Comando delle F.A. germaniche

JODL

Per il Comando superiore italiano

generale FERRERO

Per il Comandante dell’armata greca di

Epiro e Macedonia

TSOLAKOGLOU

Il 27 aprile le prime unità tedesche faranno il loro ingresso nella capitale Atene, mentre tra il 28 e il 30 aprile le truppe italiane occuperanno con una serie di operazioni anfibie e lanci di paracadutisti le isole Ionie. Entro il 30 aprile le forze germaniche completarono l’occupazione della Grecia continentale, e il 20 maggio diedero avvio all’invasione dell’isola di Creta.

L’occupazione della stessa ad opera di paracadutisti e forze aerotrasportate tedesche, con un piccolo contributo italiano si completerà il 1º giugno, ma costerà pesanti perdite alle truppe tedesche a causa della dura resistenza dei britannici. Concluse le ostilità la Grecia fu sottoposta a un duro regime di occupazione, venne insediato ad Atene un governo collaborazionista presieduto dal generale Tsolakoglu, mentre il suo territorio finì spartito in tre zone di occupazione, la più vasta italiana oltre alla germanica e una zona occupata dalla Bulgaria.

Le Isole Ionie (Corfù, Cefalonia, Zante, Leucade ed alcune isole minori) furono separate dal resto della Grecia e dichiarate appartenenti alla “Grande Comunità del Nuovo Impero Romano” sin dai primi giorni dopo la vittoria e il  l0 agosto 1941 l’ex segretario nazionale del P.N.F. Pietro Parini si insediò a Corfù in qualità di ”Responsabile degli Affari Politici delle Isole Ionie”, ovvero come “Governatore” de facto. Venne iniziata una politica di italianizzazione appoggiandosi ai “Corfioti italiani”, con lo scopo di prepararne l’annessione al Regno d’Italia, ma la sconfitta ha fatto naufragare tutti i progetti.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che lo abbiate apprezzato e vogliate continuare a seguirci, Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

2 risposte »

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