2^ G.M. Le Forze Armate della Repubblica Sociale

18 aprile 1944, nasce il S.A.F. il Servizio Ausiliario Femminile

Nello stesso giorno in cui nell’Italia del Sud, occupata dagli eserciti Alleati nasceva il C.I.L. Corpo Italiano di Liberazione, che razionalizzava l’impiego delle Forze armate fedeli al Re e che combattevano al fianco delle forze anglo-americane, nel nord occupato dai tedeschi, la Repubblica Sociale Italiana istituiva il S.A.F. Servizio Ausiliario Femminile che organizzava il personale femminile che operava nell’ambito delle forze armate della R.S.I.

Per la prima volta nella storia del nostro paese le donne venivano inserite nelle nostre forze armate, ma andiamo con ordine. Alla costituzione del corpo si giunse dopo che dal paese erano giunti molteplici segnali, nel gennaio 1944 il giornalista Concetto Pettinato scrive su “La Stampa” un appassionato articolo nel quale chiama a raccolta nell’ora difficile e disperata le donne d’Italia. A Milano, in Piazza S. Sepolcro, circa 600 giovani donne si radunano spontaneamente e ribadiscono la loro volontà di partecipare in modo attivo al conflitto, chiedendo di essere arruolate.

Situazioni analoghe si verificano in altri centri della Repubblica Sociale. Cominciarono a costituirsi spontaneamente gruppi femminili in servizio presso i Comandi Militari. Si va sempre più concretizzando l’idea di un arruolamento volontario femminile nelle file dell’Esercito Nazionale Repubblicano.  A Torino l’insegnante Anna Maria Bardia raduna un gruppo di ragazze che, dopo un corso di addestramento in una caserma di Moncalieri, vengono impiegate nei reparti della Guardia Nazionale Repubblicana di Frontiera (Confinaria), dando prova di disciplina, di serietà e di attaccamento al dovere.

Verso la fine del 1943, l’ex ispettrice nazionale dei Fasci di Combattimento Femminili, Piera Gatteschi Fondelli manifesta al Duce il desiderio delle donne fasciste di avere un ruolo più incisivo nella difesa del paese. Il progetto è appoggiato dal segretario del nuovo Partito Fascista Repubblicano, il fiorentino Alessandro Pavolini e accettato dal Ministro della Guerra della R.S.I. il maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani. Servono uomini per la guerra e le donne diventano necessarie per assisterli e per sostituirli nei tanti ruoli non di prima linea.

Il tutto viene definito con il decreto ministeriale n. 447 18 aprile 1944 che istituisce il Servizio Ausiliario Femminile. Il comando viene affidato al generale di brigata Piera Gatteschi Fondelli. Con lo stesso viene stabilito che riguardo al reclutamento e all’addestramento il SAF viene posto alle dipendenze della Direzione del Partito Fascista Repubblicano per tramite di un Comando Generale del Servizio Ausiliario, articolato su Comandi Provinciali e di Gruppo. Il Comando Generale sarà posto prima a Venezia e poi al seguito del precipitare degli eventi bellici trasferito dal 1945, a Como.

Considerate personale militarizzato con la qualifica di volontarie di guerra, le ausiliarie per quanto concerne l’impiego operativo vengono poste alle dipendenze dei comandi delle Forze Armate Repubblicane o della Guardia Nazionale Repubblicana presso i quali prestavano servizio. Sempre appartenenti al SAF erano le Infermiere Ausiliarie inquadrate nella Croce Rossa repubblicana con l’appellativo di “Sorellina” equivalente al grado militare di Sergente.

L’arruolamento era su base volontaria, ed in totale le donne che si arruoleranno saranno circa seimila. L’addestramento del personale venne curato in 22 corsi provinciali organizzati tra la primavera e l’autunno del 1944 e 6 corsi nazionali al termine dei quali le Ausiliarie prestavano giuramento secondo la formula delle Forze Armate Repubblicane. I sei corsi nazionali furono i seguenti:

I Corso “Italia” (Lido di Venezia, 1º maggio 1944)
II Corso “Roma” (Lido di Venezia, 1º luglio 1944)
III Corso “Brigate Nere” (Lido di Venezia, poi Como, 31 agosto 1944)
IV Corso “Giovinezza” (Como, 5 novembre 1944)
V Corso “Fiamma” (Como, 1º gennaio 1945)
VI Corso “XVIII Aprile” (Como, 1º marzo 1945)

Fino al 18 aprile 1945 le ausiliarie del SAF ebbero 25 cadute, 8 ferite e 7 disperse, tredici di loro vennero decorate al Valor Militare e tre di loro si meritarono la Medaglia d’Oro, ma le perdite e le sofferenze maggiori le Ausiliare le subirono dopo la fine del conflitto. Dopo il 25 aprile 1945 in centinaia infatti saranno oggetto di atti di tragico scherno e vittime di omicidi, violenze, stupri e ritorsioni sulle famiglie. Alle tre soldatesse decorate con la massima onorificenza militare italiana abbiamo dedicato un apposito post che Vi invitiamo a leggere:

Le tre ausiliare del S.A.F. decorate con la Medaglia d’Oro al Valor Militare

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che lo abbiate apprezzato e vogliate continuare a seguirci, Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.