2^ G.M. Campagna d'Italia

17 aprile 1944, operazione Balena il rastrellamento del Quadraro

Era il 17 aprile del 1944, gli Alleati dopo il fallimento delle terza offensiva contro le linee germaniche erano ancora inchiodati nelle posizioni intorno a Cassino, quando  i tedeschi dettero il via all’operazione Balena, in tedesco Walfisch. Si trattava di rastrellare il popolare  quartiere romano del Quadraro, situato nella periferia sud di Roma, noto come covo di partigiani, di renitenti alla leva, di sabotatori e di oppositori al regime.

L’episodio, in quanto a dimensioni, è paragonabile al rastrellamento del ben più famoso rastrellamento del Ghetto ebraico del 16 ottobre 1943, quando vennero tratti in arresto 1.259 persone, di cui 1.023 di religione ebraica. Nonostante il fallimento della terza offensiva, i tedeschi erano consci di non poter resistere ancora molto sulle posizioni di Cassino, cadute le quali Roma sarebbe stata abbandonata. I rapporti tra la popolazione romana e gli occupanti mai buoni si erano ulteriormente inaspriti a causa dei metodi repressivi perpetrati dalle truppe tedesche e dalla carenza di viveri.

Il 31 marzo fu presa una misura drastica per indebolire tutte le frange ribelli disseminate nelle periferie romane, dove le sommosse e le ribellioni erano quasi all’ordine del giorno. Il comando tedesco anticipò l’ora del coprifuoco alle 16,00 in quattro quartieri della capitale fra cui il Quadraro, non a caso la zona dopo Porta Furba veniva considerata dai tedeschi già l’inizio del “fronte” e, come risulta dalle memorie del Console tedesco a Roma Eitel Moellhausen il Quadraro veniva definito “nido di vespe”.

Probabilmente l’episodio che fece precipitare la situazione, avvenne il 10 aprile quando nella trattoria di Gigetto nella zona di Cinecittà, nel lunedì di Pasqua Giuseppe Albano, uno dei protagonisti della Resistenza romana contro l’occupazione tedesca. Originario di Reggio Calabria, si era trasferito nella capitale on la famiglia a soli dieci anni, dedicandosi sin da giovanissimo a piccoli reati. Affetto da una cifosi dovuta a una caduta, il “gobbo del Quarticciolo” quel pomeriggio assalì con la sua banda alcuni soldati tedeschi, uccidendone tre.

Per i comandi germanici era troppo, Herbert Kappler comandante dell’SD, della SiPo e della Gestapo a Roma e responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine di meno di un mese prima,  decise di dare un’altra lezione al popolo romano e cominciò ad organizzare in tutta segretezza il piano Unternehmen Walfisch (in italiano Operazione Balena). Esso prevedeva il rastrellamento, che verrà eseguito la mattina del 17 aprile, e la deportazione in Germania della popolazione del Quadraro.

Per portare a compimento l’operazione, il comando germanico impiegò un imponente schieramento di uomini e mezzi. Verso le 4 del mattino, le truppe tedesche coadiuvati dalla Gestapo, dalle SS e dalla Banda Koch circondarono l’intero quartiere, bloccando ogni via di accesso e di uscita. Successivamente i reparti guidati da Kappler iniziarono le perquisizioni, passando al setaccio il quartiere casa per casa. Il giorno stesso del rastrellamento i tedeschi resero pubblico il seguente comunicato intimidatorio:

«Avvertimento alla cittadinanza romana. La dura risposta germanica che, pur troppo, ha dovuto far seguito al delitto consumato in via Rasella, ha trovato evidentemente in alcuni ambienti poca comprensione. Nel lunedì di Pasqua, nuovamente, parecchi soldati germanici sono caduti alla periferia di Roma, vittime di assassini politici. Gli attentatori riuscivano a rifugiarsi, senza essere riconosciuti, nei loro nascondigli in un certo quartiere di Roma dove loro trovavano protezione verso i loro compagni comunisti.
Il Comando superiore germanico è stato perciò costretto ad arrestare nel detto quartiere tutti i comunisti…
La popolazione di Roma comprenderà queste misure. Essa potrà evitarle in avvenire partecipando attivamente alla lotta contro la delinquenza politica e informando il Comando superiore germanico…
Chi si sottrae a questo obbligo si rende complice…»

Le circa duemila persone rastrellate, tutti uomini tra i diciannove e i cinquanta anni furono portate al cinema Quadraro per essere schedati e dopo ore di attesa vennero caricati su dei camion e portati a Cinecittà, per la selezione. Le persone reclutate furono divise in quattro gruppi e portate il giorno stesso con dei camion a Grottarossa e di lì, in treno fino a Terni e pochi giorni dopo di nuovo trasferite al campo di transito di Fossoli nela zona di Carpi. Il 24 giugno, i rastrellati del Quadraro furono arruolati come “operai italiani volontari per la Germania” e deportati in Germania e in Polonia.

Rastrellamento del Quadraro

Costretti a lavorare nei campi di concentramento, andarono ad infgrossare le fila degli “schiavi di Hitler”, molti di loro non sopravviveranno alla durissima vita nei campi, si valuta che solo la metà tornò al Quadraro. Non si conosce con precisione il numero delle persone coinvolte nel rastrellamento le cifre oscillano da poco meno di 750 a 947. Il 17 aprile 2004, il Municipio X di Roma, nel cui territorio ricade il Quadraro, è stato insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile con la seguente motivazione:

«Centro dei più attivi e organizzati dell’antifascismo, il quartiere Quadraro fu teatro del più feroce rastrellamento da parte delle truppe naziste. L’operazione, scattata all’alba del 17 aprile 1944 e diretta personalmente dal maggiore Kappler, si concluse con la deportazione in Germania di circa un migliaio di uomini, tra i 18 e i 60 anni, costretti a lavorare nelle fabbriche in condizioni disumane. Molti di essi vennero uccisi nei campi di sterminio, altri, fuggiti per unirsi alle formazioni partigiane, caddero in combattimento. Fulgida testimonianza di resistenza all’oppressore ed ammirevole esempio di coraggio, di solidarietà e di amor patrio.»
— 17 aprile 1944/Quartiere Quadraro – Roma

Sull’episodio è stato realizzato dal Liceo Classico “Benedetto da Norcia” di Roma un film documentario realizzato:

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che lo abbiate apprezzato e vogliate continuare a seguirci, Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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