2^ G.M. Regia Marina

Medaglie d’Oro della 2ª Guerra Mondiale – Capitano di fregata MARCELLO PUCCI BONCAMBI – Mar Tirreno, 10 aprile 1944

Nome Conte Marcello Pucci Boncambi
Data e luogo di nascita Perugia, il 21 luglio 1904
Forza armata Regia Marina
Reparto 5ª Flottiglia MAS
Unità M.A.S. 505
Grado Capitano di fregata, Comandante della Difesa Marittima di La Maddalena.
Guerre e campagne
  • Guerra d’Etiopia
  • Seconda Guerra Mondiale
Data e Luogo di morte Mar Tirreno, 10 aprile 1944
Motivazione della Medaglia d’Oro  
Altre decorazioni e riconoscimenti
  • Perugia gli ha dedicato una via
  • Roma gli ha dedicato una via

Dati tratti da wikipedia: http://www.marina.difesa.it/noi-siamo-la-marina/storia/la-nostra-storia/medaglie/Pagine/PucciBoncambiMarcello.aspx

Incaricato di dirimere una grave vertenza sorta a Bastia tra marinai italiani e francesi, il 10 aprile 1944 imbarcò sul MAS 505 per portarsi in Corsica. Durante la navigazione, i sottufficiali Giuseppe Cattaneo e Adelchi Vedana, e i sottocapi Antonio Cesare Dorio, Egidio Silvestri e Federico Azzalin Altovillo si impossessarono dell’unità con le armi. Nell’azione rimasero uccisi il comandante Marcello Puccio Boncambi, il comandante del M.A.S., sottotenente di vascello Carlo Sorcinelli, e il tenente di vascello Primo Sarti.

Dopo aver preso possesso del MAS diressero per Porto Santo Stefano, dove consegnarono lo stesso ai tedeschi. Questi ultimi disposero che le salme dei tre ufficiali fossero tumulate nel cimitero di Orbetello con tutti gli onori militari, alla presenza di un picchetto armato italo-tedesco. Tutti e tre gli ufficiali furono successivamente decorati con la Medaglia d’oro al valor  militare alla memoria.

Il MAS verrà ridenominato “S 628”, poi “SA 19” e quindi ceduto alla Marina Nazionale Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana. Verrà autoaffondato fuori del porto di Imperia nell’aprile 1945. Il processo agli autori materiali, nel frattempo emigrati nelle Americhe, iniziò a a La Spezia il 23 maggio 1947. Dopo undici anni, i due autori principali del fatto, Giuseppe Cattaneo e Federico Azzalin Altovillo, furono condannati a trenta anni di carcere, che per effetto delle varie amnistie e condoni si ridussero a due.

2 risposte »

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