2^ G.M. Campagna d'Italia

9 aprile 1945, nel porto di Bari esplode una nave causando centinaia di vittime

“Uno dei maggiori disastri della guerra nel teatro del Mediterraneo”

Così venne definita da ‘Union jack’, il giornale delle forze armate anglo-americane, la terribile esplosione che poco prima di mezzogiorno vide coinvolta una nave Liberty statunitense la ‘Charles Henderson’ ormeggiata nel porto di Bari. La stessa era carica di bombe d’aereo e altro materiale bellico, destinato a rifornire le forze armate americane che stavano combattendo nel nord Italia contro le forze germaniche ormai prossime al collasso militare e che ancora a pochi giorni dalla fine del conflitto stavano devastando le nostre città.

Le cause dell’incidente, avvenuto durante le delicate operazioni di scarico, non sono mai state pienamente  pienamente chiarite.  La vicenda ricorda molto da vicino l’analoga tragedia avvenuta sempre nella città pugliese la notte del 2 dicembre del 1943, quando un bombardamento tedesco, colpi pesantemente il porto. Anche in quell’occasione molti lati rimangono ancora a oggi oscuri, sicuro è che molte vittime furono provocate non dal bombardamento stesso ma piuttosto dal gas iprite custodito nelle stive del piroscafo americano ‘John Harvey’ che si liberò nell’aria a seguito della distruzione dello stesso.

Tornando alla triste vicenda del 9 aprile 1945, le vittime accertate del disastro furono 317, tra lavoratori del porto, militari e civili a bordo della nave, il cui equipaggio ebbe solo due superstiti. 1730 feriti, in gran parte civili italiani, in particolare portuali, senza considerare i feriti lievi che non ricorsero alle strutture sanitarie. Pesantissimi i danni sia alle strutture portuali che alle abitazioni civili fin nel centro della città. Secondo un rapporto dei Carabinieri Reali datato 12 aprile 1945, i vari capannoni in legno e muratura nei pressi della banchina erano stati rasi al suolo; tre gru scomparse, pressoché distrutta l’intera attrezzatura portuale.

Tra le vittime, anche l’intellettuale austriaca Elisabetta Weiss, sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti. Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

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