2^ G.M. I bollettini di Guerra

Joaquín García-Morato, asso della guerra civile spagnola con i Fiat CR 32

Il presente post è dedicato ad uno dei maggiori Assi dell’Aviazione, accreditato di oltre  quaranta vittorie aeree di cui la stragrande maggioranza  volando sui nostri FIAT CR 32. Prima di proseguire due parole sul velivoli da caccia, con cui il futuro Conte di Jarama ottenne ben 36 delle sue vittorie. Progettato dall’ingegner Celestino Rosatelli, il biplano  rappresentava uno sviluppo del Fiat C.R.30, suo precedente progetto: un aereo elegante e veloce che riscosse un grande successo.

Messo in lavorazione nella seconda metà del 1932, il prototipo del Fiat C.R.32 venne completato nella primavera del 1933 e volò per la prima volta il 28 aprile 1933, dal campo della Fiat Avio di Torino. Il C.R.32 era molto simile al suo predecessore ed era equipaggiato con Fiat A. 30 RA,  propulsore in linea raffreddato ad acqua, con 12 cilindri a V di 60°, con una potenza massima di 600 CV ad acqua che non utilizzava il normale carburante avio, ma una benzina a 94 ottani, ottenuta miscelando 55% di benzina, 22% di benzolo e 23% di alcool.

Il nuovo caccia 2 armato con due Breda-SAFAT calibro 12,7 mm con 350 colpi per arma, fu un immediato successo. I primi ordini furono assegnati nel marzo 1934 e l’anno dopo fu consegnato al 1º Stormo Caccia Terrestre, 3º e 4º Stormo. Della versione originale furono prodotti 383 esemplari, di cui 291 destinati alla Regia Aeronautica, 76 al Regno d’Ungheria e 16 alla Repubblica di Cina. Il totale dei pezzi prodotti nelle vaie serie assommerà ad almeno 1 212 esemplari.

L’aereo ebbe il suo battesimo del fuoco durante la Guerra civile spagnola nel 1936. Nell’estate di quell’anno e precisamente il 18 agosto arrivarono in Spagna i primi 12 C.R.32 “Freccia” che costituirono le squadriglie “Gamba di Ferro”, “Cucaracha” e “Asso di Bastoni” del 3º Stormo. Già il 21 di quel mese i C.R.32 dell’Aviazione Legionaria abbattevano il primo aereo nemico, un Nieuport-Delage NiD-52, nel cielo di Cordova. La vittoria aerea era del tenente pilota, Vittorino Ceccherelli, Medaglia d’oro al valor militare, che troverà la morte proprio nei cieli di Spagna.

In tutto, il governo italiano inviò in Spagna tra 365 e 405 C.R.32. Altri 127-131 furono forniti direttamente all’Aviación Nacional, l’aeronautica militare della fazione franchista, dei quali sei esemplari furono catturati dagli avversari repubblicani della Fuerzas Aéreas de la República Española. Uno di questi ultimo fu inviato in Unione Sovietica per valutazione. Proprio nell’Aviación Nacional militave il protagonista del nostro post odierno Joaquín García-Morato y Castaño.

Egli nacque il 4 maggio 1904 a Melilla, città autonoma spagnola situata sulla costa orientale del Marocco, nei pressi del porto franco marocchino Beni Ensar. Figlio del maggiore di fanteria José García-Morato Cánovas, all’età di 16 anni entrò nell’accademia di fanteria di Toledo, da dove usci tre anni dopo con il grado di tenente  e subito mandato a prestare servizio presso il protettorato spagnolo del Marocco. Nel 1925 fece domanda per essere ammesso a frequentare il corso per diventare pilota militare di aeroplano.

Concluso lo stesso, ritornò in Marocco, assegnato al Gruppo aereo di Melilla equipaggiato con velivoli De Havilland DH.9A e Bristol F.2B Fighter prendendo parte durante le operazioni contro la guerriglia a partecipò a 57 azioni di guerra. Frequentò quindi il corso per pilota di idrovolanti, al termine del quale entrò in servizio presso l’idroscalo di Melilla-Atalayón. Dopo un incidente aereo che cìgli costò l’assenza forzata per circa un anno riprese il servizio attivo, frequentando i corsi di osservatore e di addestramento al bombardamento presso la base aerea di Los Alcázares.

Nel 1930 fu nominato istruttore presso la Scuola di pilotaggio di Guadalajara, passando l’anno successivo presso la Scuola di pilotaggio di Alcalá de Henares. Dopo l’esilio del Re Alfonso XIII e la costituzione, dal 14 aprile 1931, della seconda repubblica spagnola l’aeronautica militare assunse la denominazione di Fuerzas Aéreas de la República Española e il protagonista del nostro post, nel 1934 prese parte alle operazioni aeree per la repressione della rivolta dei minatori nelle Asturie e l’anno successivo promosso al grado di capitano e mandato in qualità di istruttore, alla Escuela de Vuelo y Combate.

Mentre si trovava a Londra, in Inghilterra per prendere parte ad una esibizione aerea, il 18 luglio 1936 venne sorpreso dal colpo di stato nazionalista del generale Francisco Franco, e ritornò immediatamente in Spagna per unirsi agli insorti. Assegnato ad una unità da caccia nel successivo mese di agosto, prese parte da subito a missioni operative sul fronte dell’Andalusia. Reclamò la sua prima vittoria aerea il 12 agosto quando volando a bordo di un Nieuport-Delage NiD-52 abbatté un Vickers Vildebeest repubblicano che precipitò vicino ad Antequera (Malaga).

Il 2 settembre già vantava quattro vittorie e quello stesso mese, conseguì l’abilitazione al pilotaggio dei nuovi caccia Fiat C.R.32 che stavano arrivando dal nostro paese. L’11 settembre con  il conseguimento della quinta vittoria aerea, divenne ufficialmente asso primo pilota spagnolo a conseguire tale titolo. Nel mese di dicembre costituì, con altri due piloti spagnoli la “Patrulla Azul” che operò in forma autonoma equipaggiata con tre biplani FIAT C.R.32. Nel febbraio del 1937, nel pieno della battaglia del Jarama, che si sviluppò fra il 6 e il 27 di quel mese e si concluse sostanzialmente con un nulla di fatto ma con perdite rilevanti per entrambi gli schieramenti.

Durante quella battaglia, l’Aviazione Legionaria italiana si rifiutò, a causa delle pesanti perdite subite, di scortare i gruppi da bombardamento nazionalisti, equipaggiati con gli Ju 52, sopra le linee nemiche. Il 18 febbraio cosi gli Junkers, presero il volo scortati dai nostri fino alla linea del fronte, raggiunta la quale i piloti italiani avevano l’ordine di rientrare.  Dopo aver superato la linea del fronte i bombardieri vennero attaccati da più di 30 caccia repubblicani e Joaquín García-Morato si lanciò con il suo piccolo gruppo all’attacco, ma a quel punto li successo un fatto che nessuno si aspettava.

Visto l’impeto con cui il pilota spagnolo si era lanciato per proteggere i bombardieri, un gruppo di caccia italiani comando del capitano Guido Nobili, disobbedendo agli ordini ricevuti, accorse in aiuto dell’asso iberico, ben presto seguito dal resto della squadriglia. Per questa azione, il capitano Nobili fu ricompensato con la concessione della Cruz Laureada de San Fernando a titolo individuale, la massima decorazione militare spagnola. Il valoroso ufficiale morirà combattendo nelle prime fasi dell’invasione della Sicilia dopo che il 15 maggio 1942 aveva assunto il comando del  5° Stormo Caccia e raggiunto il grado di colonnello il 18 marzo 1943

Il 10 luglio 1943 la sera dell’invasione, la 239ª Squadriglia dello stormo comandato da Nobili entrò in azione per la prima volta con i Re.2002 appena consegnati. Dopo aver attaccato e affondato la nave ospedale illuminata Talamra nel porto di Augusta, i Reggiane vennero impegnati dagli Spitfire del 229 Squadron, Nello scontro che ne segui tre dei nostri vennero abbattuti rimanendo uccisi, Fra di loro anche il colonnello Nobili che fu decorato con una postuma Medaglia d’argento al valore militare. Al momento della sua morte, aveva all’attivo 9 vittorie e durante la sua carriera era stato decorato con altre due Medaglie d’argento, una Croce al merito di guerra, oltre alla sopra citata Medaglia di benemerenza per i volontari della guerra Spagna.

Tornando alla storia dell’asso spagnolo, nel mese di aprile “Patrulla Azul” venne trasformata nella Escuadrilla de Caza 1-E-3, ed egli ne assunse il comando. Poche settimane dopo venne costituita una seconda Escuadrilla e le due unità andarono a costituire il Grupo de Caza 2-E-3  di cui Joaquín García-Morato. Alla fine del 1937 assunse il comando della neocostituita I Brigada Aérea Hispana, composta da tre Escuadras di bombardieri e una di caccia, continuando a combattere e ad abbattere nemici a decine.

Nel mese di aprile del 1939, terminò la guerra di Spagna con la vittoria dei nazionalisti di Franco e il nostro asso era accreditato dell’abbattimento di 40 aerei nemici certi oltre a 12 probabili conseguiti in 140 combattimenti aerei. Il 4 aprile 1938 mentre effettuava una esibizione aerea sull’aeroporto di Griñon a bordo di un C.R.32bi, l’aereo urtò il suolo durante un passaggio a bassissima quota. Nel tremendo impatto a soli 36 anni moriva lasciando la moglie e quattro figlie, la bara con le sue spoglie attraversò la Spagna, omaggiata dalla popolazione, per arrivare a Malaga, dove sarebbe stata tumulata.

Il corteo funebre di Joaquín García-Morato

In sua memoria Benito Mussolini gli assegnò la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, massima decorazione militare italiana che così recitava:

«Aviatore di leggendario valore dedicava l’intelligenza, il cuore, la fede in difesa della Patria assediata dal bolscevismo, affratellato ai piloti legionari italiani, condivideva in numerosi combattimenti la macchina, la bravura, l’ardimento e soprattutto la nobiltà dell’ideale per liberare dalla barbarie il cielo di Spagna. Simbolo puro dell’eroismo che distingueva tutte le genti che vollero la Spagna risorta, non esitava, campione dello spirito cavalleresco che è tradizione del popolo Spagnolo a lanciarsi da solo contro quaranta velivoli avversari abbattendone due e a sfidare l’ira nemica in tutte le battaglie e tornandone per oltre cinquanta volte vittorioso. Ha offerto la vita, con dedizione assoluta e sublime, al trionfo del puro idealismo su ogni materia terrena ed è stato perciò esempio di fulgido sacrificio a tutte le genti. Cielo di Spagna, 18 luglio 1936-31 marzo 1939.»
— Regio Decreto 11 agosto 1939

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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