2^ G.M. Soldati decorati al Valore

31 marzo 1941, l’affondamento del Pier Capponi e la morte del “corsaro degli abissi”

Il 31 marzo 1941 a circa 17 miglia a sud di Stromboli, fu silurato dal sommergibile inglese HMS Rorqual ed affondò il sommergibile della Regia Marina “Pier Capponi”. Non ci furono superstiti fra l’equipaggio, con il battello salpato da Messina s’inabissarono 5 ufficiali fra cui il comandante Romei e 33 fra sottufficiali e marinai. Alla memoria del capitano di Corvetta Romeo Romei che la stampa nemica aveva definito “corsaro degli abissi”, fu conferita la Medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione:

«Comandante di sommergibile si distingueva sin dall’inizio del conflitto per perizia e valore. All’agguato in prossimità di importante base avversaria, attaccato di giorno da unità leggere di superficie, riusciva con insigne bravura a sfuggire alla caccia, nonostante le notevoli avarie che avevano menomato sensibilmente le possibilità di manovra della sua unità. Con coraggiosa determinazione e sicuro intuito manteneva ancora l’agguato nella zona e poteva così avvistare, in ore notturne, grossa formazione navale avversaria, composta di una portaerei, di due navi da battaglia e di vari incrociatori e c.t.. Precorrendo le teorie di impiego, successivamente adattate dai sommergibili, conduceva risolutamente in superficie l’attacco alla formazione e, pur di raggiungere il suo audace intento, non esitava ad impiegare il motore termico in parziale avaria che, con il rilevante fumo di scarico, avrebbe potuto rivelare la sua presenza al nemico. Portato a fondo l’attacco, colpiva con due siluri una corazzata avversaria e con un terzo, probabilmente, un’altra unità, prendendo l’immersione soltanto dopo aver constatato l’avvenuto scoppio delle armi. Nel corso di successiva missione scompariva in mare con la propria unità. Esempio di sereno ardimento, di eccezionale tempra di combattente e di elevate virtù militari.»
— Canale di Sicilia, notte sul 10 novembre 1940 – Basso Tirreno, 31 marzo 1941

Romeo Romei nacque a Cattaro in Montenegro il 14 agosto 1906  e dopo aver frequentato a partire dal dicembre 1924 l’Accademia Navale di Livorno, conseguì quattro anni dopo la nomina a Guardiamarina. Il 1º luglio 1929 venne imbarcato sull’incrociatore Trieste come ufficiale di rotta e ottenne poi la promozione a Sottotenente di Vascello. Nel 1933 fu promosso Tenente di Vascello e chiese di essere assegnato ai sommergibili.

Partecipò a missioni speciali durante la guerra di Spagna al comando del sommergibile Perla. Dopo esser stato assegnato alla Base navale di Tobruch, all’inizio del secondo conflitto mondiale non seguì il destino del suo battello che venne inviato nella base di Massaua in Eritrea inquadrato nella LXXXII Squadriglia Sommergibili, Romei venne richiamato in Patria. Dopo la promozione a Capitano di Corvetta, gli fu assegnato il comando del sommergibile Pier Capponi.

Con il battello della classe “Mameli” si distinse in diverse missioni di guerra, che gli valsero la fama di “corsaro degli abissi”. Il primo successo Romei e il suo valoroso equipaggio lo fecero registrare pochi giorni dopo l’entrata in guerra del Regno d’Italia. Era il 22 giugno del 1940, il Pier Capponi era partito da un giorno solo per una missione di agguato della durata di quattro giorni nella zona di mare fra Pantelleria e la Tunisia.

Durante tale missione, alle 00.35 del 22 giugno, avvistò il piroscafo armato svedese Helge da 1888 tsl, noleggiato dagli Alleati, in navigazione dalla Tunisia a Malta. Avvistata l’unità avversaria Romei lanciò un primo siluro che la nave riuscì a evitare, a quel punto Romei iniziò a cannoneggiarla ma dovette interrompere l’azione per guasto al cannone. Romei non si perse d’animo lanciò altri due siluri che colpirono l’unità che dopo essere stata colpita una terza volta affondò nel punto 36°39′ N e 11°12′ E. Come riportato sul suo diario Noi della ciurma, da Pietro Caporilli giornalista e scrittore  che viaggiò come corrispondente di guerra sul Pier Capponi, al proposito della vicenda il omandante Romei ricordava:

«Dopo sedici ore d’immersione, su e giù per gli abissi ordino: a quota periscopica. […] Il disco rosso del sole s’era appena calato […] quando finalmente annotta ordino l’emersione. Appena fuori balzo in torretta insieme al secondo e alla vedetta e scrutiamo attentamente all’ingiro con i binocoli. Niente! Passa un’ora. […] d’improvviso la mano della vedetta mi tocca il braccio e indica sulla destra. […] ordino a Mariani di sparare un colpo di avvertimento alla nave nemica». Il piroscafo aumenta la velocità senza arrestarsi. Viene raggiunto e colpito da un siluro del Capponi. Il comandante continua: «… un’esplosione paurosa rintrona nel silenzio notturno, uno schianto terribile e un’alta colonna d’acqua si alza contro i fianchi del piroscafo colpito a morte. Assistei allora ad un terrificante spettacolo.  La nave nemica – certo carica di esplosivi – si spezza letteralmente in due, sollevandosi fuor d’acqua con buona parte della chiglia; poi i due tronconi, ripiegandosi a V sprofondano simultaneamente!» (Caporilli, op. cit., pp. 192-195).

L’azione valse a Romei la sua prima Medaglia di Bronzo al Valo Militare con al seguente motivazione:

«Comandante di sommergibile affondava col siluro e col cannone un piroscafo armato nemico, conducendo l’attacco con deciso spirito aggressivo, con sereno ardimento e con perizia.»
— Mediterraneo Occidentale, notte sul 22 giugno 1940

Il 6 luglio fu inviato in agguato al largo di Malta e alle 23.20 dell’11 luglio avvistò tre corazzate britanniche scortate e alle 23.40 lanciò due siluri mancando i bersagli. Al termine della caccia antisommergibile a cui venne sottoposto riportò alcuni danni, emerse per ricaricare le batterie ma avvistò un dragamine della vigilanza costiera maltese. L’equipaggio del Capponi, lasciò avvicinare la nave finché fu a tiro delle mitragliere, venne quindi aperto il fuoco, ma la reazione delle batterie costiere costrinsero il battello italiano ad immergersi e allontanarsi.

Durante una missione di guerra condotta sulla notte del 10 novembre 1940 nelle acque del Canale di Sicilia (50 miglia a SE di Malta), attaccò risolutamente una forte formazione navale inglese. Era in corso l’operazion”Coat” che prevedeva l’impiego di due portaerei, cinque navi da battaglia, 10 incrociatori e 30 cacciatorpediniere , inclusa gran parte della Forza H di Gibilterra, per proteggere quattro convogli di approvvigionamento. Romei lanciò lanciò tre siluri da 4000 metri contro le unità della Royal Navy avvertendone le esplosioni, tuttavia i britannici non hanno mai dato conferma di danneggiamenti.

Dopo esseri guadagnato un altra Medaglia di Bronzo al Valor Militare il 31 marzo come ricordato a inizio post, il Pier Capponi veniva silurato e “il corsaro degli abissi” scompariva nelle acque intorno a Stromboli insieme al Pier Capponi e a tutto il suo valoroso equipaggio. Prima di chiudere il post ci permettiamo di segnalare un interessante libro scritto da Fulvio Candia edito nel 2010, riguardante l’eroismo dei nostri sommergibilisti e degli uomini della Decima Mas:

L'eroismo dei marinai italiani nella seconda guerra mondiale. Sommergibili, siluri umani, uomini gamma, mezzi d'assalto, mas

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

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