2^ G.M. Regia Marina

L’affondamento dell’incrociatore britannico Bonaventure e la storia dei sommergibili Ambra e Dagabur

Alle 20.27 del 30 marzo 1941 il sommergibile di piccola crociera della Regia Marina Dagabur, impegnato in missione di agguato tra Alessandria d’Egitto e Capo Krio insieme alle unità gemelle Ascianghi e Ambra, avvistò in posizione 33°47′ N e 25°24′ E l’incrociatore leggero HMS Bonaventure di 5.450 tonnellate, impegnato insieme a tre cacciatorpediniere della Royal Navy in una operazione di scorta a due trasporti.

Trovandosi in posizione e condizioni ideali per il lancio, con la sagoma della nave perfettamente riconoscibile perché era controluce proprio mentre tramontava il sole e con l’unità britannica che procedeva a bassa velocità, alle 20.37 il Dagabur lanciò due siluri, che finirono entrambi a segno. Non ci sono notizie certe sull’esito ma è molto probabile che l’incrociatore britannico abbia riportato danni ingenti.

Poche ore dopo, ad ogni modo l’unità britannica verrà nuovamente silurata, questa volta dal sommergibile Ambra, in agguato 60 miglia a sudest del Dagabur. Questa volta per la nave non ci fu scampo, l’unità si inabissò, portando con sé 138 uomini (23 ufficiali e 115 fra sottufficiali e marinai), mentre i superstiti furono tratti in salvo dal cacciatorpediniere Hereward. L’Ambra si allontanò quindi in immersione, eludendo sette attacchi con bombe di profondità da parte del cacciatorpediniere Stuart, protrattasi per alcune ore.

L’azione dell’unità comandata dal tenente di vascello Mario Arillo, futura Medaglia d’Oro al Valor Militare dopo il suo passaggio nelle fila della X flottiglia MAS, costituì uno dei migliori successi colti dai sommergibili italiani a danni di navi da guerra. Prima di chiudere il nostro post, vediamo in breve quale fu il destino dei due sommergibili protagonisti del nostro post odierno.

Al Dagabur il 10 agosto 1942, all’inizio dell’operazione britannica «Pedestal», volta a rifornire Malta, poi sfociata nella Battaglia di mezzo agosto, fu ordinato di segnalare l’avvistamento di unità nemiche, e di portarsi all’attacco solo in concorso con altre unità.  L’11 avvistò a sud delle Baleari la Forza «Bellows» britannica, formata dalla portaerei Furious e da otto cacciatorpediniere, e manovrò per avvicinarsi in superficie. Venne però avvistato e speronato dal cacciatorpediniere HMS Wolverine ed affondò portando con sé il comandante Pecori, altri 5 ufficiali e 39 fra sottufficiali e marinai. Anche il Wolverine subì gravi danni nella collisione, dovendo fare ritorno, scortato ed assistito, a Gibilterra.

Molto più complessa fu invece la storia dell’Ambra. Fra marzo e aprile 1942 fu convertito in sommergibile «avvicinatore» di mezzi d’assalto, con l’applicazione di tre cilindri contenitori per SLC, poco dopo entrò in azione quando gli fu affidata la sua prima missione speciale (operazione «G.A. 4»). Si trattava dell’attacco di SLC alla base di Alessandria d’Egitto, con lo scopo di affondare definitivamente la corazzata Queen Elizabeth che, nonostante i gravissimi danni subiti durante l’incursione dei mezzi d’assalto della Regia Marina nel dicembre 1941 era stata rimessa a galla e portata in un bacino galleggiante.

Il sommergibile Ambra dopo la trasformazione a trasportatore dei mezzi d'assalto

Il sommergibile Ambra dopo la trasformazione a trasportatore dei mezzi d’assalto

L’Ambra partì da La Spezia il 29 aprile ed il 5 maggio attraccò nella base di Lero nel Dodecaneso dove imbarcò tre SLC e 9 operatori della Xª Flottiglia MAS giungendo al largo di Alessandria due giorni dopo. L’operazione purtroppo si risolse in un insuccesso con nessun  SLC che riuscì a portare a termine la missione e tutti i 6 operatori catturati. L’Ambra, ripartito intorno alle 21, giunse a La Spezia a mezzogiorno del 24 maggio.

Il 1º dicembre 1942 ebbe inizio l’operazione N.A. 1 contro il porto di Algeri dove a seguito dell’operazione Torch erano sbarcati pochi giorni prima gli americani. L’Ambra avrebbe dovuto portare nella rada del porto algerino un reparto misto: tre SLC con i relativi equipaggi e 10 «uomini Gamma» gli subacquei incursori della X MAS. Il 4 dicembre, lasciò La Spezia, e tre giorni dopo arrivò al largo della costa algerina; tuttavia, causa le avverse condizioni meteomarine, dovette attendere fino all’11 dicembre prima di potersi avvicinare ad Algeri per iniziare la fase finale dell’operazione.

Navigando a quota profonda per eludere la forte vigilanza, e con l’ecoscandaglio guasto, il sommergibile urtò bruscamente contro il fondale ad una novantina di metri, intorno alle cinque del pomeriggio; “trascinandosi” poi alla cieca si venne a trovare all’interno della rada. Nella stessa vi erano 6 mercantili ormeggiati, furono fatti uscire gli incursori  seguiti dagli SLC, tuttavia gli assaltatori non agirono con coordinazione e solo uno degli SLC e cinque «Gamma» riuscirono a portare a termine l’attacco. L’Ambra si trattenne sul fondo oltre l’orario programmato, prima di ripartire senza che nessuno fosse tornato.

Dopo una complicata fase di rientro l’Ambra a  mezzogiorno del 15 attraccò a La Spezia. Nonostante tutti i problemi riscontrati nelle varie fasi, l’operazione «N.A. 1» risultò un discreto successo, anche se meno della metà degli incursori riuscì a piazzare le cariche esplosive, furono affondati i piroscafi Ocean Vanquisher (7174 tsl) e Berto (1493 tsl), e due altri grossi mercantili, l’Empire Centaur (7041 tsl) e l’Armattan (4558 tsl) subirono gravi danni.

Il comandante Mario Arillo ricevette la Medaglia d’oro al valor militare appuntatagli sul petto personalmente da S.M. Re Vittorio Emanuele III; dodici degli incursori furono decorati con la Medaglia d’Argento al Valor Militare ed un altro con la Croce di guerra al valor militare.

Arilio lasciò nel giugno del 1943 il comando dell’Ambra per raggiungere Danzica in Polonia, per assumere il comando di un U-Boot classe S tipo VII-C, precisamente il numero S-5. Si trattava di uno dei nove sommergibili atlantici tedesco assegnati alla Regia Marina a seguito dell’ accordo italo-germanico per lo scambio di sommergibili cn  la Kriegarine germanica dell’aprile 1943.

Tornando alle vicende dell’Ambra, il battello svolse la sua terza e ultima missione  durante la campagna di Sicilia agli ordini del capitano di corvetta Renato Ferrini. Nella notte del 17-18 luglio 1943 il sommergibile, con a bordo tre barchini esplosivi MTR, si portò nei pressi di Siracusa per attaccare le navi ormeggiate in zona, ma fu individuato da un aereo antisommergibile e colpito con bombe di profondità, dovendo venire a galla con gravi danni.

Rimorchiato a Napoli dalla torpediniera Partenope, dopo riparazioni provvisorie, l’Ambra si trasferì a La Spezia per le riparazioni definitive. L’8 settembre 1943, alla proclamazione dell’armistizio il battello si trovava ancora in riparazione e si autoaffondò per non cadere in mano dei tedeschi.

Recuperato per essere riparato, fu affondato nel porto nel 1944, durante uno dei numerosi bombardamenti aerei a cui fu sottoposta la base della Marina da Guerra Repubblicana. In tutto il sommergibile aveva svolto 31 missioni di guerra, percorrendo complessivamente 16.890 miglia in superficie e 2747 in immersione, e ricevendo la Medaglia d’Argento al Valor Militare.

Prima di chiudere il post ci permettiamo di segnalare un interessante libro edito nel 2010, riguardante l’eroismo dei nostri sommergibilisti e degli uomini della Decima Mas:

L'eroismo dei marinai italiani nella seconda guerra mondiale. Sommergibili, siluri umani, uomini gamma, mezzi d'assalto, mas

L’eroismo dei marinai italiani nella seconda guerra mondiale. Sommergibili, siluri umani, uomini gamma, mezzi d’assalto, mas

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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