2^ G.M. Soldati decorati al Valore

I nove militari italiani decorati con la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro e la sua storia

Durante la seconda guerra mondiale furono nove i militari italiani decorati con la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, decorazione germanica distribuita per eccezionali meriti di comando e/o di coraggio. La Ritterkreuz, che poteva a differenza della Pour le Mérite, essere conferita anche a militari di truppa e non solo ad ufficiali, si suddivide a sua volta in cinque classi:

  • Croce di Cavaliere
  • Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia, istituita il 3 giugno 1940
  • Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia e Spade, istituita il 21 giugno 1941
  • Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia, Spade e Diamanti, istituita il 15 luglio 1941
  • Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia in Oro, Spade e Diamanti, istituita il 29 dicembre 1944

Croce di Ferro periodo nazista copia

In totale vennero distribuite 7.361 decorazioni della Croce di Cavaliere, dei quali 890 ricevettero le Fronde di Quercia (8 stranieri), 159 le Fronde di Quercia e Spade (più una onoraria all’ammiraglio giapponese Isoroku Yamamoto). Solo 27 uomini vennero decorati anche con i Diamanti, mentre Hans-Ulrich Rudel asso della Luftwaffe e militare tedesco più decorato della seconda guerra mondiale, fu l’unico a ricevere la Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia in Oro, Spade e Diamanti.

Esisteva infine anche la Gran Croce che differiva essenzialmente per le dimensioni, che venne conferita solo ad Hermann Göring, che la ottenne il 19 luglio 1940 per le vittorie della Luftwaffe durante la campagna di Francia. Nella stessa occasione lo stesso venne inoltre promosso Reichsmarschall, un grado che non aveva precedenti ed era superiore a quello di feldmaresciallo e che solo a lui venne riservato.

Durante il secondo conflitto mondiale, in totale vennero distribuite 73 Croci di Cavaliere a membri di forze armate straniere o a volontari stranieri nelle Waffen-SS. Per la precisione 41 a militari di paesi alleati del Reich (18 Rumeni, 9 Italiani, 8 Ungheresi, 2 Giapponesi, 2 Finlandesi e 2 Slovacchi),  oltre a  32 stranieri inquadrati nelle Waffen-SS (12 Lettoni, 4 Belgi, 4 Estoni, 4 Olandesi, 3 Danesi, 3 Francesi e 2 Spagnoli).

Riguardo agli italiani, nove furono i nostri soldati (due alla memoria) che vennero decorati nel periodo che intercorre dall’entrata dell’Italia nel conflitto il 10 giugno 1940 alla proclamazione dell’armistizio dell’8 settembre 1943. Nessun militare italiano venne decorato con la Croce di Cavaliere durante il periodo della Repubblica Sociale. Sotto riportiamo l’elenco completo con la data di conferimento:

  • Generale di Divisione Fedele De Giorgis, Comandante della Divisione di fanteria “Savona” in Africa Settentrionale (decorato il 9 gennaio 1942)
  • Generale di Corpo d’Armata Giovanni Messe, Comandante del Corpo di Spedizione Italiano in Russia (23 gennaio 1942)
  • Generale di Brigata Ugo De Carolis, comandante della fanteria della Divisione di fanteria “Torino” sul fronte russo (alla memoria, 9 febbraio 1942)
  • Generale d’Armata Ugo Cavallero, Capo di Stato Maggiore Generale (14 febbraio 1942)
  • Capitano di Fregata Enzo Grossi, Comandante del sommergibile “Barbarigo” in Atlantico (7 ottobre 1942) *
  • Capitano di Fregata Carlo Alberto Fecia di Cossato, Comandante del sommergibile “Enrico Tazzoli” in Atlantico (19 marzo 1943)
  • Generale d’Armata Italo Gariboldi, Comandante della 8° armata italiana (ARMIR) sul fronte russo (1 aprile 1943)
  • Generale di Brigata Ugo Martinat, Capo di Stato Maggiore del Corpo d’Armata Alpino sul fronte russo (alla memoria, 3 aprile 1943)
  • Capitano di Corvetta Gianfranco Gazzana-Priaroggia, Comandante dei sommergibili “Archimede” (dal 10 agosto 1942) del sommergibile “Leonardo da Vinci” operanti in Atlantico (26 maggio 1943)

* Enzo Grossi comandante del sommergibile Barbarigo sostenne d’aver attaccato e distrutto una corazzata statunitense della classe Maryland il 20 maggio 1942 e il 6 ottobre dello stesso anno una corazzata della classe Mississippi. Per questi affondamenti venne promosso e decorato con due medaglie d’oro al valor militare dal governo italiano e insignito della Croce di Ferro di prima classe e della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro dal governo tedesco, consegnata dal Grandammiraglio Karl Donitz in persona.

Dal 2 dicembre 1942 comandò la base dei sommergibili italiani operanti in Atlantico di  BETASOM a Bordeaux. Dopo l’8 settembre 1943 aderì alla Repubblica Sociale Italiana, assumendo il comando della 1ª Divisione Atlantica Fucilieri di Marina della Marina Nazionale Repubblicana. Nel dopoguerra fu cancellato dai ruoli della Marina per collaborazionismo con perdita del grado, e riparò in Argentina, mentre entrambe le azioni di affondamento con il Barbarigo, divennero oggetto di commissioni di inchiesta da parte della Marina Militare italiana, avviate nel 1948 e nel 1962.

Le inchieste si conclusero con l’accusa a Grossi di essere un millantatore, stante l’assenza di conferme della distruzione di qualsiasi genere di naviglio militare, e pertanto nel 1952 con Decreto del Presidente della Repubblica furono revocate sia le due decorazioni, sia le promozioni conseguentemente ottenute, degradato ed estromesso dai ruoli. La Croce di Cavaliere non gli è mai stata revocata.

Poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, il governo della Germania Ovest permise ai propri veterani, sebbene la legge lo proibisse, di portare in pubblico la Croce di Ferro con il simbolo della svastica. Nel 1957 vennero ridisegnate nuove Croci di Ferro, sulle quali delle foglie di quercia rimpiazzavano la svastica nazista; i veterani avrebbero dovuto portare indietro la vecchia medaglia e ricevere in cambio la nuova versione “democratizzata” che poteva essere indossata nelle pubbliche manifestazioni.

Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con Fronde di Quercia, versione del 1957

Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con Fronde di Quercia, versione “denazificata” del 1957

Dopo la conclusione della seconda guerra mondiale, essendo una decorazione militare e che viene consegnata in tempo di guerra, non è stata più conferita. La questione è tornata di attualità nei primi anni duemila quando la Germania perse in Afghanistan circa 30 militari, i primi soldati tedeschi morti dal 1945. Venne avviato un dibattito durante il quale il Presidente dell’Associazione dei riservisti, l’onorevole Ernst-Reinhard Beck (CDU), propose di utilizzarla nuovamente.

Egli sostenne che il simbolo fosse già usato da tutti i veicoli e gli aeromobili e le navi della Bundeswehr e come nelle regioni di crisi tale insegna ormai fosse diventata un simbolo di speranza, aiuto e sostegno e non certo di odio. La croce infatti è stata adottata dal 1955 anche il simbolo delle forze militari (la Bundeswehr) della Germania Ovest, e poi della Germania federale.

La Croce d'Onore al Valore, massima onorificenza al valore dell'odierna Repubblica Federale di Germania.

La Croce d’Onore al Valore, massima onorificenza al valore dell’odierna Repubblica Federale di Germania.

Nella primavera del 2007 il Bundestag tedesco ha avviato una petizione  sottoscritta in due mesi da oltre cinquemila persone. Il Parlamento dopo aver discusso la petizione, il 13 dicembre 2007 ha deciso di presentare la stessa al governo federale. Tuttavia, viste le polemiche sorte in merito, la proposta di reintrodurre la Croce di Ferro è stata respinta.

Il 6 marzo 2008 il Presidente Federale Horst Köhler ha presentato la proposta del Ministro della Difesa Franz Josef Jung (CDU) di istituire una medaglia per “atti di eccezionale coraggio”. Il 10 ottobre 2008 è stata quindi istituita la Croce d’Onore al Valore (Ehrenkreuz der Bundeswehr für Tapferkeit) che ricorda la forma dell’antica onorificenza senza però copiarla.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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