Guerra civile spagnola

16 marzo 1940, muore in un incidente aereo un asso dell’aviazione legionaria

Il post odierno è dedicato ad Andrea Zotti, uno dei suoi più valorosi e famosi aviatori italiani, asso dell’Aviazione Legionaria il corpo della Regia Aeronautica Italiana inviato come contingente volontario al fianco dei nazionalisti di Francisco Franco, durante la lunga e sanguinosa guerra civile spagnola.

Andrea Zotti nacque ad Asiago, in provincia di Vicenza, il 17 ottobre 1905, e all’età di venti anni si arruolò nella Regia Aeronautica, frequentando il Corso Centuaro della Regia Accademia Aeronautica di Caserta, da cui uscì come terzo classificato nel 1927 con il grado di sottotenente pilota. Dopo aver frequentato la Scuola di addestramento caccia di Ghedi venne assegnato al 1º Stormo Caccia Terrestre di stanza sull’aeroporto di Campoformido.

Presso questo reparto si mise subito in luce per le sue doti di pilota acrobatico. Il 22 luglio 1932, a bordo di un addestratore Breda Ba.19 si esibì insieme ad altri piloti al meeting aeronautico di Zurigo. Promosso capitano di squadriglia, nel gennaio 1934 fu trasferito presso il 5º Stormo Assalto di stanza sull’aeroporto di Ciampino Sud (Roma).

Nel luglio dello stesso anno partì per la Cina come membro delle missione aeronautica italiana, che doveva addestrare i piloti cinesi alle moderne tecniche di combattimento ed assegnato alla Scuola caccia. Chang Kai – Shek aveva fatto importare dal nostro paese numerosi aerei per la sua aeronautica in vista di una guerra contro i Comunisti di Mao e i giapponesi.

Rientrato in Patria nel 1936 frequentò la Scuola di guerra aerea di Firenze, venendo promosso al grado di maggiore nell’aprile 1937. Subito dopo partì volontario per la Spagna, assumendo il comando del XXIII Gruppo (poi 23º Gruppo) Caccia “Asso di Bastoni”dell’Aviazione Legionaria costituito a Siviglia il 22 dello stesso mese. Fu proprio in terra iberica che Zotti entrò nel mito, ottenendo una serie di vittorie la prima delle quali durante un combattimento aereo sostenuto il 6 luglio a Villanueva de la Cañada.

Quel giorno a fare le spese dell’estrema abilità di Zotti fu caccia di produzione sovietica e precisamente unPolikarpov I-16, seguito già il giorno seguente da un altra vittoria conseguita questa volta contro un Polikarpov I-15 nell’area di Brunete. Quel giorno subito dopo aver danneggiato un altro velivolo fu costretto ad un atterraggio di emergenza con il proprio aereo seriamente danneggiato.

Il 23 luglio 1938 lasciò il comando del XXIII Gruppo al parigrado Aldo Remondino e rientrò in Patria. A quella data durante i suoi 15 mesi di azione in Spagna, aveva volato per 580 ore in combattimento ed era accreditato di ben 9 vittorie individuali, 2 probabili e sei in collaborazione, si era inoltre guadagnato la promozione a tenente colonnello per merito di guerra e due Medaglie d’argento al valor militare che così recitavano:

«Comandante di gruppo da caccia, ripetutamente distintosi in precedenti cicli operativi, compiva alla testa del suo reparto, molte altre difficili azioni belliche, conseguendo risultati brillantissimi e dando costante esempio ai suoi dipendenti di cosciente audacia e di freddo sprezzo del pericolo. Cielo di Spagna, aprile-maggio 1937.»
— Regio Decreto 15 aprile 1940.

«Volontario in missione di guerra per l’affermazione degli ideali fascisti, comandante di un gruppo da caccia, durante una offensiva sferrata dal nemico con poderosi mezzi terrestri ed aerei, sosteneva arditamente numerosi combattimenti aerei, conquistando con il suo valore il dominio del cielo nel territorio minacciato. Ferito in combattimento aereo, non desisteva dalla lotta che a vittoria ottenuta. Malgrado la menomazione, nello stesso giorno e nei successivi, partecipava, alla testa del suo gruppo ad altre azioni, ottenendo brillanti successi ed infliggendo perdite al nemico. Cielo di Spagna, maggio-giugno 1937.»

Durante il periodo trascorso in terra iberica aveva conosciuto, e poi sposato, la signorina Isabela Kindelán Duany, sorella del generale Alfredo Kindelán Duany comandante dell’aviazione nazionalista. Assegnato allo Stato maggiore della 3ª Squadra aerea,mentre si accingeva a testare i nuovi aeroplani prodotti dalla FIAT, il velivolo di Zotti subì un guasto e precipitò nel Mar Tirreno uccidendo il valoroso colonnello e gli altri suoi compagni; era il 16 marzo 1940.

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