2^ G.M. Campagna d'Italia

Il generale Wilhelm Schmalz, nella dura campagna d’Italia

Uno dei post odierni, è dedicato a un ufficiale della Wehrmacht venuto più volte alla ribalta sia durante le dure fasi della campagna d’Italia contro le truppe alleate e successivamente nella guerra civile che insanguinò la nostra bella penisola negli anni fra il 1943 e il ’45. L’ufficiale in questione è Wilhelm Schmalz, morto il 14 marzo 1983, a Braunfels in Assia quando aveva da pochi giorni compiuti 82 anni.

Nato il 1 ° marzo 1901 a Reussen, in Sassonia, nell’Impero tedesco, Schmalz prestò servizio nell’esercito del Kaiser durante la prima guerra mondiale e dopo la sconfitta della Germania e al durissino trattato di pace che ridusse notevolmente le Forze Armate germaniche, entrò nella Reichswehr nel 1919.

Allo scoppio del secondo conflitto mondiale prese parte alle invasioni blitzkrieg di Polonia, Francia, Jugoslavia e Unione Sovietica. Inviato in Italia nel ranghi della Fallschirm-Panzer-Division 1 “Hermann Göring”  ai comandi del Generalmajor Paul Conrath. Ricordiamo prima di proseguire che la suddetta unità fu un’unità militare d’élite della Luftwaffe l’aviazione militare tedesca attiva dal maggio 1943. Da un punto di vista militare era una normale divisione corazzata e la definizione di “paracadutista” aveva esclusivamente funzioni  propagandistiche.

Fu nel luglio del 1943, durante i 38 giorni della campagna di Sicilia che il nome di Schmalz balzò per la prima volta alla ribalta delle cronache in Italia. Nelle fasi finali dell’invasione della Sicilia il cosiddetto kampfgruppe Schmalz o “gruppo Schmalz” comprendente un raggruppamento tattico della “Hermann Göring”, rafforzato da reparti di paracadutisti, contrastò tenacemente l’avanzata dell’esercito britannico del generale Bernard Montgomery nella piana di Catania, guadagnando tempo e infliggendo sensibili perdite al nemico.

Con il trasferimento di tutte le truppe dell’Asse sul continente continuò il suo servizio nella penisola sempre nella Hermann Goring che contrastò sempre tenacemente la risalita delle truppe alleate nella campagna italiana compresa la battaglia di Anzio, durante la quale, il 16 aprile 1944 gli fu affidato il comando della divisione. Durante la campagna d’Italia, si rese protagonista dei tragici fatti noti come eccidio di Civitella, durante i quali, nel borgo toscano in Val di Chiana, le truppe naziste trucidarono 244 civili.

Concluse il servizio nella Heer la forza armata di terra della Wehrmacht durante la campagna per difendere il territorio della Germania assediato da ovest fagli anglo americani e da est dall’Armata Rossa sovietica. Catturato nel maggio 1945 dalle truppe statunitensi e consegnato e alle autorità italiane, venne chiamato a rispondere del reato di concorso in violenza con omicidio continuato contro privati cittadini italiani.

Oltre all’eccidio di Civitella gli vennero mosse accuse anche in relazione ad altri episodi tra cui la strage di Stia e Vallucciole, ma fu assolto dal Tribunale militare territoriale di Roma, con sentenza del 12 luglio 1950. Come la maggior parte dei responsabili delle stragi naziste nel nostro paese, morirà di vecchia, come ricordato ad inizio del nostro post in Germania a Braunfels in Assia, il 14 marzo 1983 a 82 anni. Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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