2^ G.M. La Repubblica Sociale Italiana

Il giuramento dell’Esercito Nazionale Repubblicano della R.S.I.

”Giuro di servire e difendere la Repubblica Sociale Italiana nelle sue istituzioni e nelle sue leggi, nel suo onore e nel suo territorio, in pace e in guerra, fino al sacrificio supremo. Lo giuro dinanzi a Dio e ai Caduti per la unità, l’indipendenza e l’avvenire della Patria”

Con questa formula, il 9 febbraio 1944, esattamente cinque mesi dopo la resa del Regno d’Italia alle potenze alleate, prestava giuramento l’Esercito Nazionale Repubblicano, l’esercito della neocostituita Repubblica Sociale Italiana. Nato ufficiosamente il 27 settembre 1943, vede la luce ufficialmente circa un mese dopo, quando viene emesso il decreto effettivo di costituzione  e abolito il Regio Esercito.

Il proposito di «continuare la guerra» era sempre stato presente nella natura del fascismo repubblicano fino dalla sua fondazione, a inizio autunno 1943. Durante i colloqui svoltisi al Quartier generale del Führer, Mussolini e Hitler concordarono la formazione di un nuovo esercito fascista: Hitler aveva intenzione, inizialmente, di far istituire un’armata di circa 10 o 15 divisioni, ma poi nella sua direttiva per l’attuazione del piano ne furono previste solo quattro.

Il laborioso accordo convenuto fra la Germania nazista e la Repubblica Sociale Italiana consentì, fin dall’ottobre 1943, di avviare la costituzione e l’addestramento del nuovo Esercito Nazionale Repubblicano. L’accordo prevedeva che lo stesso sarebbe avvenuto in Germania e che le divisioni sarebbero state armate con armi tedesche. Gli ufficiali, i sottufficiali e i graduati furono reclutati fra gli ex militari del Regio Esercito, che avevano scelto di riprendere le armi a fianco dei vecchia alleati. I militari di truppa, sarebbero stati reclutati in Italia fra volontari e militari di leva.

In base agli accordi tra il generale Keitel e il maresciallo Graziani le quattro Divisioni si perfezionarono, la divisione di bersaglieri “Italia” ad Heuberg nel Baden Wuerttemberg , a Grafenwoehr in Baviera la divisione di fanteria di marina “San Marco”, a Munzinghen-Felstettenn nel Baden Wuerttbemberg la divisione alpina “Monterosa” e, infine, la divisione di granatieri con alcuni reparti alpini la “Littorio” da addestrare nel campo di Senne-Paderborn e Detmold in Renania Vestfalia .  Ogni divisione, doveva contare 14-16.000 uomini, ad eccezione della Monterosa che ne conterà circa 20.000.

Complessivamente si trattava di 57.000 uomini, di cui 13.100 volontari provenienti dai lager tedeschi e 44.300 soldati provenienti dall’Italia, nella grande maggioranza precettati con le ultime leve. Tra i volontari c’era di tutto: chi aveva aderito alla R.S.I. per fede fascista ma anche chi aveva colto al balzo l’occasione per tornare in Italia. L’addestramento con i sistemi tedeschi era durissimo e il rancio era quello consentito dalla situazione di fame in cui versa sempre più la popolazione locale.

Le divisioni italiane (ad eccezione della “Littorio” che entrò a far parte dell’86° Corpo d’Armata germanico), insieme a due tedesche, ad alcuni Btg di bersaglieri, alle Brigate Nere e a reparti della G.N.R. andarono a costituire l’”Armata Liguria”, sotto il comando del Generale Graziani, che ne assunse il comando il 2 agosto 1944. Fu l’unico caso in cui unità tedesche operarono alle dipendenze di un Generale italiano.

Prima di chiudere il post due notizie sommarie sulle quattro grandi unità dell’Esercito Nazionale Repubblicano, che secondo rilevamenti dell’Ufficio Storico dello Stato maggiore dell’Esercito Italiano nel periodo 1943-1945 arriverà a contare circa 558.000 effettivi.

L’organico di ogni divisione era così composto:

  • 2 Rgt formati da 3 Btg ciascuno,
  • 1 Cmp anticarro,
  • reparti reggimentali
  • 1 Rgt di artiglieria formato da tre Gruppi da 75 e uno da 105
  • 1 Btg Pionieri
  • 1 Gruppo esplorante formato da due squadroni leggeri e 1 dotato di armi pesanti di accompagnamento, antiaeree e anticarro,
  • 1 Btg Collegamenti
  • 1 Btg Trasporti
  • 1 Btg di truppa di Intendenza.

  Il Comando di Divisione comprendeva:

  • Il Comandante
  • Lo Stato Maggiore
  • Il Quartier Generale
  • 2 Sezioni di Gendarmeria da Campo
  • 1 drappello automobilistico
  • 1 Cmp di cannoni anticarro.

La Divisione Alpina Monterosa, che come abbiamo visto sarà la numericamente più forte  avrà come comandanti prima il Colonnello Umberto Marfredini dal 9.2.44 al 23.3.44, poi il Generale Goffredo Ricci dal 24.3.44 al 15.7.44, successivemente il Generale Mario Carloni dal 16.7.44 al 21.2.45, Col. Giorgio Milazzo dal 22.2.45 al 28.4.45. Rientrata in Italia nel luglio 1944, sarà impiegata prima a difesa della costa ligure da Genova a La Spezia, poi da fine ottobre il comando di divisione con circa 8000 uomini reggerà il fronte in Garfagnana.

Su questo fronte la Monterosa sarà protagonista della battaglia della Garfagnana, denominata dai tedeschi “Operazione Wintergewitter” in italiano tempesta invernale, che fu l’ultima offensiva italo-tedesca nel corso del secondo conflitto mondiale e che si sviluppo dal 26 al 28 dicembre 1944 nella zona della Garfagnana in lucchesia, sulla Linea Gotica.

Da ricordare infine che sul fronte della Garfagnana il Btg. Intra e il Gruppo Artiglieria Bergamo rimarranno fino al 20 aprile 1945, infine una forza di 10000 uomini sarà impiegata sulle Alpi Occidentali fino al termine del conflitto.  Avrà oltre 1000 caduti e oltre 3000 feriti.

La Divisione di Fanteria di Marina San Marco avrà come comandante prima  il Generale Princivalle dal 28/11/1943 al 23/8/1944 poi il parigrado Amilcare Farina dal 23/8/1944 al 30/4/1945. Rientrata il Italia nel luglio 1944 la Divisione fu schierata a difesa delle coste della Liguria occidentale, da Arenzano a Capo Berta, per una estensione di 75 Km. Il comando fu ad Altare e qui il Generale Farina fece costruire il cimitero della Divisione, il cosiddetto Battaglione delle Croci Bianche.

A fine ottobre 1944 il 2° Btg del 6° Rgt (Maggiore Uccelli) venne impiegato sul fronte della Garfagnana insieme ai reparti della Divisione Monterosa e il 3° Btg del 5° Rgt fu impiegato sul fronte Appenninico nei pressi del Passo dell’Abetone. Singolare la sorte di alcuni marò del I° Btg del 5° Rgt che caddero prigionieri nei pressi di Albissola Superiore il 27 aprile 1945. Essi, dopo varie peripezie, furono utilizzati, armati, in servizi di ordine pubblico in Savona stante la carenza di carabinieri disponibili.

Lo dispose il Questore di Savona in accordo col Governo Militare Alleato (A.M.G.) In divisa, con le mostrine rosse col leone di San Marco, essi svolsero tale compito dai primi di Giugno al 23 luglio 1945. Furono, quindi, gli ultimi militari della R.S.I. rimasti in armi con le loro divise.

La Divisione di Bersaglieri Italia, avrà come primo comandnte il Generale Giardina fino al 29/11/1943, poi il Generale Carloni fino al 15/7/1944, il Generale Guido Mainardi dal 14/8/1944 al 22.2.1945, infine di nuovo il Generale Carloni fino al 29.4.1945.Rientrata dalla Germania nel dicembre 1944, fu schierata fra Parma, Fidenza e Salsomaggiore.

A metà gennaio 1945 cominciò lo spostamento verso il fronte della Garfagnana dove andò a dare il cambio ai reparti della Monterosa (ad eccezione del Btg. “Intra”) e della San Marco. Durante il ripiegamento combattè valorosamente per difendere le vie che consentirono il ripiegamento fino a Medesano, dove avvenne la resa con l’onore delle armi, da parte delle truppe britanniche.

La    finito l’addestramento venne posta gli ordini del Generale Tito Agosti, che sarà il suo unico comandante per tutta le durata del conflitto. Essa rientrò in Italia nell’ottobre 1944 e, dopo una breve sosta in Emilia e Lombardia, il 3 dicembre fu posta a difesa delle Alpi Occidentali nel tratto da Cima del Diavolo al Monviso. Tenne le posizioni affidatele fino all’ultimo ed oltre.

Il 27 aprile 1945 il generale Agosti emise l’ordine di scioglimento della divisione, venendo poi catturato dagli alleati, ma gli alpini dei battaglioni “Varese” e “Bergamo” del Reggimento alpini della 2ª Divisione granatieri “Littorio” e gli obici della 12ª Batteria del Gruppo “Mantova” del 1º Reggimento artiglieria della 4ª Divisione alpina “Monterosa”, continuarono a combattere fino all’8 maggio.

Questi reparti combatteranno in un insolita e sconosciuta alleanza fra partigiani e soldati della RSI. Affiancando le Fiamme Verdi del CLNAI, i sopra citati reparti della divisionje Littorio, contribuirono a fermare il tentativo di annessione della Valle d’Aosta alla Francia.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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