2^ G.M. I bombardamenti sulle città italiane

8 febbraio 1944, l’inferno sopra Padova

Come ha scritto lo storico inglese Eric Morris nel suo saggio “La guerra inutile. Campagna d’ Italia 1943-45” (Longanesi) i bombardamenti dei liberatori americani e inglesi uccisero più italiani di quanto ne uccisero i tedeschi nel corso delle rappresaglie contro partigiani e popolazione civile . Quasi centomila a fronte di ventimila, queste sono le nude cifre.

L’attacco a Padova dell’ 8 febbraio 1944, verrà definito da molti storici come il più pesante bombardamento alleato in Italia e uno dei più gravi in Europa.  Quel tragico giorno verso mezzanotte, la città fu illuminata a giorno da migliaia di razzi bengala, e le formazioni inglesi scaricarono senza pietà il loro carico di morte, costituito non dalle solite bombe. Proprio sulla “sorella di Venezia” gli inglesi testarono una nuova arma: le bombe perforanti, una di queste centrò in pieno il Bastione Impossibile saturo di civili innocenti tra cui donne e bambini che cercavano rifugio.

In quel giorno nel bastione cinquecentesco, situato vicino al nodo ferroviario Porta Trento-stazione avevano trovato rifugio circa 500 persone, le vittime, come detto, furono 400. Come testimoniò il parroco Don Luigi Rondin, “fu un vero carnaio. Furono raccolte oltre alle vittime diciotto casse di resti umani”. Molti altri edifici della città subirono danno e la fabbrica della Pirelli in via Giotto fu completamente distrutta.

Il bombardamento dell’8 febbraio fu solo uno delle circa duemila incursioni che Padova e la sua provincia subirono nel corso della guerra, con un bilancio di vittime civili vicino alle 3 mila persone. Il calvario di Padova iniziò nel dicembre 1943 e andò avanti per un anno e mezzo. Il calvario di Padova iniziò il 16 dicembre 1943 e andò avanti per un anno e mezzo. Il 30 dicembre si replicò: i quadrimotori bombardarono di nuovo tutta la città causando danni in particolare al Tempio Ossario della Grande Guerra.

Un altra pesante incursione dopo quella tremeda dell’8 febbraio fu quella che seguì poco più di un mese dopo e precisamente l’11 marzo, quando circa 100 B-17, le famigerate “fortezze volanti” scortate da oltre 50 caccia Thunderbolt, attaccarono lo scalo ferroviario, causando anche la distruzione della Cappella Ovetari nella Chiesa degli Eremitani.

Il tremendo attacco, venne per quanto possibile mitigato dall’intervento del 1º Gruppo caccia “Asso di bastoni” dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana. Le fortezze volanti e i caccia di scorta vennero affrontati da 38 caccia Macchi M.C.205, al comanda di Adriano Visconti verso le 11 del mattino. Nella dura battaglia che ne seguì, l’ANR dichiarò la perdita complessiva di quattro caccia, rivendicando l’abbattimento di otto caccia Thunderbolt e di tre “fortezze volanti”.

Per la città veneta il calvario non era ancora finito, il 22 e 23 marzo rimasero danneggiati l’ospedale psichiatrico, il cimitero, il duomo e il battistero, il 14 maggio andò distrutta la chiesa di San Leopoldo a Santa Croce. Un altro bombardamento di cui gli abitanti hanno ricordo fu quello del 4 gennaio 1945, quando una bomba colpì un treno carico di esplosivo, causando una colonna di fumo altissima.

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