2^ G.M. I bollettini di Guerra

Roma 31 dicembre 1943, la fucilazione di due Carabinieri Reali a Forte Bravetta

Alle 9,40 del 31 dicembre, ultimo giorno del tragico 1943 a Roma, precisamente a Forte Bravetta venivano fucilati dalle Wehrmacht germanica due Carabinieri Reali. I loro nomi erano Antonio Pozzi, vicebrigadiere Classe 1921 di Chiaromonte in provincia di Potenza e il carabiniere Raffaele Pinto classe 1924 di Salerno. Vediamo ora come si giunse alla sentenza di morte.

La mattina del 23 ottobre 1943 il vicebrigadiere Antonio Pozzi fu arrestato per detenzione di armi e bombe a mano da un gruppo di fascisti della Guardia Armata di Palazzo Braschi nota anche come “Fascio Romano” comandati da Guido Strappafelci, che aveva individuato il nascondiglio delle munizioni nei pressi della Magliana su delazioni di spie.

Il gruppo basato come detto a Palazzo Braschi era agli ordini di Gino Bardi e del suo amico fraterno Guglielmo Pollastrini, ex carabinieri. A quest’ultimo, Bardi aveva affidato il comando della Guardia che contava su circa 120 elementi divisi in 10 squadre.

Dopo l’arresto Pozzi fu trasportato a Palazzo Braschi e torturato; rinchiuso nel carcere di Regina Coeli fu trasferito dal braccio italiano a quello tedesco nella cella n.278. Il 9 dicembre 1943, il tribunale militare di guerra del Reich lo condannò alla pena di morte. Il 29 dicembre fu condotto una prima volta davanti al plotone ma l’esecuzione gli venne sospesa e fu ricondotto in cella.

Il 31 dicembre il plotone di esecuzione entrò invece in azione e pose prematuramente fine alle giovani vite del Vice Brigadiere Antonio Pozzi e del carabiniere Raffaele Pinto. I corpi dei giustiziati furono trasportati in gran segreto nel cimitero del Verano a Roma ed abbandonati in una fossa comune. Solo grazie ai dipendenti del camposanto, che di nascosto annotavano indumenti ed oggetti per un successivo riconoscimento, i due martiri furono in seguito ricomposti e sistemati dignitosamente.

Pozzi Antonio riposa al Cimitero Monumentale del Verano- Roma al Sepolcreto dei Caduti nella lotta per la liberazione 1943-44. Una lapide commemorativa posta all’ingresso di Forte Bravetta in Roma ricorda il suo nome insieme ad altri martiri fucilati in quel luogo. Alla memoria di Antonio Pozzi è stata conferita la Medaglia d’Argento al Valor militare che così recita:

«Sottufficiale dei carabinieri appartenente a banda armata operante nel fronte della resistenza, si distingueva per attività, coraggio ed alto rendimento nella disperata lotta contro l’oppressore. Arrestato dalla polizia nazifascista, sopportava durante la detenzione le più barbare sevizie affrontando serenamente la morte pago di aver compiuto il suo dovere verso la patria oppressa con l’olocausto della vita.»
— Roma, 31 dicembre 1943

Prima di chiudere il post ricordiamo che furono ben 68 e militari e partigiani, tutti appartenenti alla Resistenza romana, fucilati dal Comando tedesco a Forte Bravetta nel periodo dell’occupazione. La prima fucilazione avvenne l’11 ottobre 1943, l’ultima il 3 giugno 1944, giorno precedente all’entrata nella capitale delle truppe alleate. Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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