1^ G.M. Soldati decorati al Valore

Rovereto 28 dicembre 1915, la morte del sottotenente irredentista Federico Guella

Con Regio Decreto del 2 ottobre 1922, la Medaglia d’Argento conferita alla memoria del sottotenente Federico Guella, irredentista morto il 28 dicembre 1915 durante la difesa di Rovereto, conquistata il giorno precedente, veniva tramutata in Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:

«Irredento, sfuggito alla coscrizione austriaca ed arruolatosi volontario nel nostro esercito, ottenne di essere destinato in prima linea, sulla fronte Trentina a lui ben nota, sprezzando i pericoli che a lui derivavano da tale assegnazione, nel caso fosse caduto prigioniero. Segnalatosi per intrepidezza e valore nella conquista di importante, avanzatissima posizione, la mantenne pure sotto intensi bombardamenti e malgrado ripetuti attacchi del nemico. Successivamente, in una azione violenta tentata dall’avversario per la riconquista della posizione, manteneva saldo il proprio reparto durante il fuoco di distruzione, sempre esposto per vigilare le mosse del nemico. Giunto il momento propizio, trascinando i suoi uomini al grido di “Savoia!“, si lanciava per primo al contrattacco, cadendo eroicamente sul campo, ucciso da tre fucilate alla faccia. Castel Dante di Rovereto, 28 dicembre 1915.»

Federico Guella nasce a Bezzecca, in  quel momento facente parte dell’Impero austro-ungarico il 27 novembre 1893, figlio di Luigi ex deputato alla Dieta di Innsbruck. Ancora studente, quando l’Impero austro-ungarico dichiarò guerra al Regno di Serbia il 28 agosto 1914, non volendo essere arruolato nelle forze armate imperiali nell’ottobre dello stesso anno attraversò illegalmente il confine venendo poi arrestato.

Dopo aver preso residenza a Padova, si iscrisse alla facoltà di medicina e si arruolò nel Battaglione volontari “San Giusto”, organizzazione paramilitare composta da studenti e professionisti, partecipando a numerose manifestazioni a favore dell’entrata in guerra dell’Italia. Il 24 maggio 1915 il Regno d’Italia dichiara guerra all’Impero austro-ungarico e Guella presentò domanda per essere arruolato come volontario nel Regio Esercito.

Assegnato al 58º Reggimento fanteria della Brigata “Abruzzi”, frequenta il corso per ufficiali di complemento e l’8 luglio viene nominato sottotenente ed assegnato al 72º Reggimento fanteria della Brigata “Puglie”, di stanza a Mantova. Divenuto istruttore, all’inizio del mese di settembre il suo reparto fu mandato nelle retrovie del fronte, e il 18 dello stesso mese entrò in servizio nella 12ª Compagnia del III Battaglione, 114º Reggimento fanteria della Brigata “Mantova” operante in Val Lagarina.

Occupato all’inizio di novembre 1915 il paese di Marco, venne elaborato un piano diretto alla conquista della selletta di Costa Violina la cui conquista sarebbe servita come base di partenza per tentare un’azione diretta all’occupazione di Castel Dante. Il colle era ritenuto una posizione chiave del dispositivo difensivo austro-ungarico in quanto sovrastava l’abitato di Rovereto. Durante le operazioni di conquista della selletta le sue doti di coraggio e comando vennero premiate con una Medaglia di bronzo al valor militare con la seguente motivazione:

«Incurante del pericolo, sempre fra i primi, trascinava il suo plotone alla conquista della vetta di una posizione nemica, nonostante l’intenso fuoco dell’artiglieria avversaria. Costa Violina di Rovereto, 1915.»
— Decreto Luogotenenziale, 1 ottobre 1916.

Impegnato con la sua unità nel dicembre 1915 sempre in Vallagarina, guidò il 25 dello stesso mese l’assalto alla importante postazione nemica di Castel Dante, luogo dove oggi sorge l’omonimo sacrario, nei pressi di Rovereto, che fu conquistata il 27. Certi che il nemico tentasse un contrattacco, furono fatti affluire in linea i rinforzi, fra i quali la 12a compagnia con il plotone di Guella, il qualenonostante avesse un piede congelato, insieme con altri ufficiali sovrintese i lavori per realizzare degli apprestamenti difensivi.

La mattina del 28 ritenendo che il tentativo austro-ungarico di riconquistare Castel Dante sarebbe iniziato con un violento fuoco d’artiglieria, venne deciso di lasciare di presidio pochi militari, mentre il grosso dei reparti venne spostato in zona defilata dal tiro avversario. Il bombardamento sconvolse i nostri trinceramenti, ma quando le truppe asburgiche lanciarono l’attacco trovarono a contrastarli pochi ma valorosi soldati che  contrattaccarono all’arma bianca. Durante l’azione il valoroso ufficiale venne colpito a morte.

Come ricordato a inizio post, per questa azione Guella fu inizialmente decorato con la Medaglia d’argento al valor militare alla memoria, che con Regio Decreto del 2 ottobre 1922 fu trasformata in Medaglia d’oro. La Medaglia d’Argento conferita con Decreto Luogotenenziale il 15 ottobre 1916, aveva la seguente motivazione:

«Durante un intenso bombardamento nemico, manteneva saldo il proprio reparto, dando prova di mirabile calma e arditezza. Cessato il fuoco, trascinando i suoi uomini al grido di “Savoia !”, si lanciava alla baionetta contro l’avversario, che aveva quasi raggiunta la posizione, cadendo eroicamente sul campo. Castel Dante, 28 dicembre 1915.»

Nel primo dopo guerra, l’amministrazione del Regio Esercito ricordò la figura dell’eroico ufficiale dedicandogli una caserma di Gorizia, divenuta prima, sede del comando della Brigata meccanizzata “Gorizia” e della Brigata cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, poi. Dedicata anche a Federico Guella la caserma del 7º Reggimento carabinieri “Trentino-Alto Adige” con sede a Laives.

 

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