1^ G.M. Soldati decorati al Valore

Oslavia 28 novembre 1915, muore in prima linea il generale Ferruccio Trombi

Il 28 novembre del 1915, mentre si trovava a Quota 188 di Oslavia,  in mezzo alle sue truppe della Brigata Livorno, moriva il maggiore generale Ferruccio Trombi. Era notte piena e il valoroso ufficiale si era portato in prima linea con lo scopo di verificare il punto del fronte più minacciato dal nemico.  Così recita il dispaccio che ne annunciava il decesso:

“Il Regio Esercito Italiano piange oggi la scomparsa del Maggiore Generale Ferruccio Trombi, comandante della Brigata Livorno. Veterano della campagna di Libia, Ferruccio Trombi ha combattuto a Tobruk e venne ferito gravemente nella battaglia di Bir Mofsel l’11 marzo 1912. Insignito dell’Ordine Militare di Savoia per la brillante e coraggiosa condotta negli scontri in Libia e a Rodi, venne promosso Maggiore Generale nel 1913 e posto a comando della Brigata Verona. All’inizio della guerra venne incaricato di guidare la Brigata Alessandria e combattè sul fronte dell’Isonzo. Ferito in un’azione sul San Michele, ancora convalescente pretese di tornare in prima linea e il 12 ottobre venne incaricato di prendere il comando della Brigata Livorno e seppe tenere alto lo spirito combattivo e il morale dei propri uomini durante i durissimi scontri per la conquista di quota 609 del Sabotino ed il fondo Val Peumica. Oggi, incaricato di guidare la presa di quota 188 di Oslavia, è stato colpito sulla via per raggiungere la prima linea. Investito dallo scoppio di una granata nemica, il Maggiore Generale Ferruccio Trombi è morto sul colpo”

Neppure un mese dopo, per onorarne il coraggio con Motu proprio, il Re Vittorio Emanuele III gli concesse con Regio Decreto 22 dicembre 1915 la Medaglia d’oro al valore militare alla memoria con la seguente motivazione:

«Comandante di un settore del Sabotino dal 18 al 27 novembre prodigò inesauribili doti di energia, di valore, di perizia per affrontare e superare una difficile situazione. Chiamato improvvisamente ad assumere la direzione delle operazioni in altro settore, accoglieva con entusiasmo l’incarico, e nell’adempimento di esso, sulle linee più avanzate dove erasi recato per rincuorare la truppa, colpito in pieno da un proiettile d’artiglieria nemica, moriva da prode suggellando con tale splendida fine, sul campo dell’onore, tutta la sua vita di fiero soldato. Oslavia, 28 novembre 1915.»

Nacque a Modena il 2 agosto 1858, all’interno di un’antica famiglia originaria di Finale Emilia. Arruolatosi nel Regio Esercito, nel 1874 accedette come Allievo ufficiale alla Regia Accademia Militare di Fanteria e Cavalleria di Modena, da cui uscì nel 1877 con il grado di sottotenente assegnato all’arma di fanteria, in forza al 31º Reggimento fanteria della Brigata Siena. Tenente nel 1880, nel 1884 viene mandato a La Spezia durante l’epidemia di colera che colp+ la città ligure. Capitano nel 1887, nel corso del 1894 fu trasferito al 12º Reggimento fanteria “Casale”-

Divenuto maggiore, nel marzo 1898 fu trasferito al 63º Reggimento fanteria della Brigata Cagliari. Nel gennaio 1903 fu promosso tenente colonnello e mandato al 22º Reggimento fanteria, di cui assunse il comando nel maggio 1908, distinguendosi durante le operazioni di soccorso alle popolazioni colpite dal terremoto della Calabria. Per le stesse  fu insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, e per quelle del terremoto di Messina del 1908, della Medaglia di benemerenza in bronzo.

Trasferito in forza al Regio corpo truppe coloniali della Somalia italiana nel maggio 1910, assunse il comando delle truppe locali a Benadir. Dopo lo scoppio della guerra italo-turca assunse il comando del 34º Reggimento fanteria, ed a partire dal gennaio 1912 operò in Libia distinguendosi a Tobruk, e venendo gravemente ferito l’11 marzo successivo nel corso della battaglia di Bir Mofsel.

Nel mese di maggio, ai comandi del generale Ameglio prese parte alle operazioni di conquista delle isole del Dodecaneso, distinguendosi a Rodi e a Psitos, venendo decorato con la Croce di Cavaliere dell’ordine militare di Savoia. Promosso maggiore generale nel 1913, il 15 ottobre dello stesso anno sostituì lo stesso Ameglio nella carica di Comandante della Colonia delle Isole Italiane dell’Egeo. Ricoprì tale incarico fino all’8 novembre quando fu sostituito da Francesco Marchi. Nominato comandante della Brigata Verona, dietro sua domanda il 1 febbraio 1914 fu posto in posizione di riserva.

Fu richiamato in servizio attivo il 1 marzo 1915, in vista dello scoppio della guerra con l’Impero austro-ungarico, assumendo il comando della Brigata Alessandria dopo lo scoppio delle ostilità, avvenuto il 24 maggio. Combatté sul fronte dell’Isonzo, rimanendo ferito in combattimento sul Monte San Michele il 21 agosto. Non ancora guarito del tutto, il 12 ottobre tornò al fronte al comando della Brigata Livorno partecipando alle operazioni di conquista della testa di ponte di Gorizia. Come descritto a inizio post, il 28 novembre trovò la morte in combattimento a Quota 188 di Oslavia.

Il Comune di Finale Emilia gli ha dedicato una via e nel corso di una solenne commemorazione, il 22 maggio del 1927, alla presenza del principe Filiberto di Savoia, Duca di Pistoia, venne inaugurato il monumento ai caduti di piazza Baccarini, con fontana e due gruppi in bronzo dello scultore torinese Luigi de Stefanis rappresentanti la “Vittoria” ed il “Sacrificio”.

Nel corso della stessa fu posata una lapide in marmo disegnata dall’architetto modenese Mario Pasini, con una parte bronzea, dello scultore Benito Boccolari indicante i luoghi delle sue gesta: Libia, Rodi, Sabotino, Oslavia; sulla parete sud della Torre dell’Orologio. Lapide sparita, probabilmente finita nell’operazione “Bronzo alla patria”, che prese avvio nel 1940 a seguito della richiesta del Governo Mussolini di rimuovere e fondere, per scopi bellici, i monumenti in bronzo appartenenti a enti pubblici.

Dell’opera si recuperò solo la parte marmorea che, ristrutturata, venne ricollocata sulla Torre oggi crollata. Presso la Sala Consigliare del Palazzo Municipale di Finale Emilia si trova un ritratto ad olio del generale Trombi dipinto da Augusto Zoboli. Il Comune di Finale Emilia (provincia di Modena) gli ha dedicato una via. Il corpo del generale riposa nel Sacrario di Oslavia insieme ad altri 57 mila caduti italiani.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

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